15 ott 2013

Di ritorno da New York: piccolo manuale di sopravvivenza


★ COME CACCHIO CORRONO?
Central Park regala un imperdibile comic-show sugli stili di corsa dell'American people: ho visto cose che manco i compagni più impediti delle elementari hanno mai osato fare.
Ma è raccomandabile godersi lo spettacolo seduti su una panchina e non sul tragitto delle loro mirabolanti imprese sportive.



★ IL MICROCLIMA DELL'UNDERGROUND
Scendere le scale che conducono alla metropolitana di New York significa testare il funzionamento del proprio sistema esocrino: d'improvviso si è avvolti da una cappa di umido e calore terrificante che manco a Milano nel mese di agosto sotto a quelle genialate che spruzzano acqua vaporizzata.
L'effetto svanisce non appena si sale sui treni: aria condizionata a 15 gradi che ti fa dimenticare tutto, anche la fermata.



★ LE PARATE DELLA QUINTA STRADA
Sulla Fifth Avenue è molto probabile avere il granculo la fortuna di imbattersi in una simpatica parata: c'è quella di Pasqua, quella del Columbus Day, quella di San Patrizio e a quanto pare anche la Pulaski Parade, in cui hanno sfilato improbabili miss e polacche very convinte che salutavano con la mano rotante stile Regina Elisabetta.
Ho avuto paura che New York fosse stata conquistata dalla Polonia e sono scappata a China Town.



★ CHINA TOWN VS. LITTLE ITALY
ciàina se so' magnati pure littolìtali, di cui rimane poco purtroppo, ma nonostante tutto qualche padrino l'ho avvistato. Poi vi chiederà conto della fotografia, voi improvvisate.



★ VOLA BASSO CON LA REFLEX
Non andare ad Harlem con velleità da Oliviero Toscani: i neri sono incazzati, Malcom-X è roba ancora recente e qui l'improvvisazione potrebbe non bastare, la parola d'ordine potrebbe essere CORRI.



★ TURISTI SIMPA
Se vi trovate in cima all'Empire State Building o al Top of the Rock e affidate il vostro potente mezzo fotografico a qualcuno per avere una foto ricordo sappiate scegliere bene, controllate all'istante e chiedete a più persone: mi è capitata un'idiota che ha fotografato il paesaggio senza includerci nell'inquadratura. 



★ LE BIBITE DI STARBUCKS NON SI RAFFREDDERANNO MAI?
Ok, andare da Starbucks fa figo, ma bisogna avere la bocca di amianto per non brasarsi la lingua con quei beveroni bollenti. Sembra una maledizione, eppure il trucco c'è: cercare il bancone col buco nel quale versare frazioni a piacere della tua bibita ed aggiungervi latte freddo a disposizione nella brocca adiacente.
Va bene, qualcuno di voi lo saprà già da anni, ma abbiate pietà delle mie scoperte di bimba innocente sopravvissuta al tipo di Harlem col coltello in tasca.



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