14 mar 2014

The Voice of Italy 2014: la prima puntata


E' riniziato The Voice, un talent vocale basato sul meccanismo delle blind audition, i casting al buio: i ragazzi cantano con i vocal coach girati di spalle che decidono di girarsi, scegliendo e vedendo il candidato, se vengono colpiti dalla sua voce.
Nessuno può vedere il loro aspetto, il loro sesso- non sempre così scontato comprenderlo con la sola voce- o la loro età.
In questo modo i coach formeranno le loro rispettive squadre che, nelle puntate a seguire, si sfideranno tra di loro.
Quest'anno il team dei vocal coach è formato: da Piero Pelù, Raffaella Carrà, Noemi e J-Ax come new entry- sta già producendo un buon numero di personali citazioni «Non puoi fidarti di una decade (gli anni '80, ndr) che credeva che George Michael fosse uno sciupafemmine!».- al posto del poco vitale Riccardo Cocciante.
Altra novità  è Federico Russo alla conduzione, personaggio che i fan di Radio Deejay conoscono benissimo.
Il meccanismo delle blind audition è assolutamente interessante e diverso rispetto ai soliti casting a cui ci     hanno abituato talent come X-Factor o Amici, ma sicuramente tutto il talent è pervaso, cosa che non mi era piaciuta nemmeno lo scorso anno, da troppo buonismo.
Nessuno ha il coraggio, nemmeno di fronte ad un disastro canoro, come la ragazza che ha farfugliato Adele, di essere incisivo nel dare un giudizio negativo senza troppe inutili ruffianate.
Manca quel pizzico di bonaria cattiveria e di piccata sincerità che servirebbe a rendere tutto meno stucchevole e più bilanciato.
Spero che dalle prossime puntate i vocal coach siano più incisivi e sinceri e che, anche tra di loro, con l'inizio della gara ci sia della vivace, cattiva e reale competitività che qui ci piacciono anche le liti e i catfight.
Altrimenti alle ore 22:00 saremo tutti sul divano a russare con lo smartphone in mano e Twitter aperto.
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