03 apr 2014

Top of the flops: i look peggiori della blogsfera

In un'esistenza felice, equilibrata e serena dovrebbe essere bandita l'adolescenza.
Sarebbe opportuno passare dal giocare con Barbie Fior di Pesco al rimirarsi un diamante all'anulare sinistro con di fianco un fidanzato carino, comprensivo e ben vestito che ci regala scarpe e fiori.
Tutto quello che c'è nel mezzo -parliamo di brufoli, apparecchio, paranoie, ragazzi che non ti cagano, interrogazioni inutili, la venuta del mestruo, capelli brutti, disagio, vestiti imbarazzanti e gusti musicali dubbi- dovrebbero evitarcelo.
Tra i disagi della mia adolescenza alle medie registro anche i camicioni in flanella -pieno grunge eh- annodati in vita che spesso noi ragazze mettevamo per le interrogazioni alla lavagna, consapevoli che i maschi facevano la classifica del culo più bello dal banco.
Proprio come l'outfit da zingara disagiata di Myfreechoice.

L'adolescenza è un periodo brutto quanto le calze color carne, le zanzare, le spalline del reggiseno in plastica, le infradito, gli stivali in pelle bianchi e i leggings color carne.
Rivivrei l'adolescenza solo se ricevessi una lettera per Hogwarts o se fossi una bionda gnocca californiana.



via myfreechoice

Una volta soffrivo di sonnambulismo -che ragazzina difficile e problematica! Benefattore che leggi, mi pare chiaro che necessito di una Chanel Boy Bag per superare tutti questi trascorsi complessi-  e spesso mi alzavo di notte.
Ci fu un episodio in cui cercai di uscire di casa con le scarpe di mio padre, i pantaloni del pigiama e una maglia messa a caso.
Più o meno ero concia così.

via factorystyle


Fossi in Chiara Ferragni invece mi darei alla pesca in apnea con quei piedi.


via the blondesalad

Ti stanno smantellando il bagno?
Usalo come location per uno shooting elegante e di classe.

via coopstyle

Non so amica, io farei di meno.



via the chilicool


La nostra amica Zagu Fashion ci racconta la sua infanzia e la sua vita.
Su Marte ci chiediamo come possa aver scritto una tesi.

via zagufashion

IT Eccomi qui a parlarvi di "Valentina" e della mia carriera. Tanti di voi (e anche diversi Brands) mi hanno chiesto perchè da Ingegnere sono diventata una Fashion blogger! E' arrivato il momento di "svelare l'arcano".
Mi sarei aspettata - visto il "successo" di Zagufashion, che qualche giornalista mi avesse proposto un'intervista anziché concentrarsi su banalità come "parlare del cane di una Vip"... Sappiamo tutti come va' il mondo, "vende" di più una sciocchezza fatta da una persona famosa anziché rendere nota una persona "comune" che si e' fatta le ossa da sola.
Valentina Coco nasce 37 anni fa (a Catania), anzi quasi 38, dato che il 25 aprile sarà il mio compleanno! Figlia unica, viziata, ma non troppo... diciamo "il giusto". I miei genitori hanno preteso nulla da me se non di essere una persona onesta, leale e sincera. Avevano un unico desiderio, quello che Valentina si laureasse. Ma non mi hanno costretta anche se mi hanno sempre insegnato che essere istruiti e' molto importante. Sono orgogliosa di me per aver soddisfatto questo loro desiderio laureandomi in Ingegneria e Architettura.  Posso dirvi di essere sempre stata una ragazza irrequieta e come diceva mia nonna ho sempre avuto "l'argento vivo addosso" ecco perché ho praticato tanti sports! I miei genitori - vedendomi così attiva - pensavano avessi la necessità di "scaricare la mia energia" e cosi' sono passata dalla danza artistica, la pallavolo, il calcio (mi chiamavano Gullit perché ero un attaccante piuttosto brava!), il nuoto, pattinaggio, sci nautico fino a praticare l'atletica leggera rivelatasi la mia più grande passione ed il tennis, sport che pratico ancora!
Tornando agli studi, perché ho scelto la facoltà di Ingegneria/Architettura? Sono sempre stata un'ottima alunna! Mia madre era piuttosto severa nei miei confronti, se non finivo i compiti o non ottenevo buoni voti... potevo scordarmi vestiti, giochi, il tempo con le amiche... Mi è sempre piaciuta la matematica e disegnare: sono le mie passioni! Ho frequentato il collegio tra suore e fratelli delle scuole cristiane, ma io volevo andare in una scuola pubblica e cosi' un giorno - armata di coraggio - contro amici e parenti ho lasciato il collegio per andare all'Istituto Statale d'Arte di Catania e poter realizzare il sogno che avevo sin da piccola: "diventare un Architetto, quello che costruisce i palazzi" dicevo sempre...
Ciò che non ho mai avuto è il motorino. Appena compiuti i 18 anni ho ricevuto come regalo una macchina diventata poi la mia compagna d'avventure!
Giunto il momento di decidere il mio futuro ecco arrivare un'ondata di dubbi. Volevo frequentare i corsi di Architettura a Milano "disegno Industriale", ma ahimè non mi sentivo pronta ad andare fuori casa da sola, cosi' mi sono iscritta ad "Ingegneria edile" a Catania perché non c'era la facoltà di Architettura! I miei genitori erano contenti ma anche un po' perplessi perché avevo scelto una facoltà piuttosto difficile.
Beh, ...siete curiosi di come andrà a finire la mia storia?...allora seguite la prossima puntata. Vi aspetto!


Ora vi do un compito: dovete mettere un like qui e partecipare a questo concorso che scade domani.
Se non lo fate vi mando a casa la Galanti che vi prepara un aperitivo a base di placenta umana.

«Il meglio per il mio corpo me lo dà il mio corpo».
Così si è giustificata Claudia Galanti dopo aver bevuto la sua placenta dopo il parto.
Leggende metropolitane dicono che Gianni Morandi sostenga lo stesso slogan dal 1965.

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