01 mag 2014

Dieci buoni motivi per odiare l'estate

E' il primo Maggio e sarebbe la festa dei lavoratori.
Lo so, dovrei essere a grigliare qualsiasi quadrupede commestibile con i miei amici, a qualche concerto o al mare con un rude rugbista tatuato.
Per lo meno a scrivervi il solito #topoftheflops  invece sono qui per farvi notare che ormai l'estate è imminente e che vi sono 10 validi e buoni motivi per odiare questa malefica stagione:



1.I tormentoni estivi
Puntuali come la morte, come le mestruazioni in spiaggia, come la pioggia dopo la piastra, arriva la piaga del tormentone estivo.
Se si chiamano tormentoni un motivo c'è: entro giugno, al quindicesimo ascolto di una canzone il cui punto più profondo è Tchê tcherere tchê tchê, non vi basterà nemmeno un martello per fracassare tutte le radio che vi passano sotto mano: ormai siete finiti.
E' la canzone frullacervello che non vi lascia tregua, che volenti o nolenti vi dovete purgare, forse persino su Radio Maria, e che vi entrerà inevitabilmente in testa.
Ricerche scientifiche hanno stabilito che i tormentoni estivi hanno la stessa capacità di trasmissione virale di un ceppo di ebola in Guinea.

2. In estate bisogna essere fighe 
Per vivere serene a Luglio bisogna essere fighe, non ci sono alternative.
Avere una cellulite radicata da anni e risolvibile solo con la kryptonite non vi farà vivere serene.
Ovviamente io rientro in questo club.

3. I vestiti
La gente si veste come fosse in spiaggia anche in città e questa cosa turba il mio sensibile senso estetico.
Non da meno, i veri vestiti è chiaro che sono quelli invernali.
A me a Luglio mancano cappotti, maglioni e calze di cachemere.
A Luglio non so ma che cazzo mettermi.

3. Le scarpe del demonio
Dovrebbero fare una campagna di sensibilizzazione, una pubblicità progresso, una raccolta firme o un referendum per far comprendere alla popolazione che le ciabatte in gomma, meglio note come infradito, che si usano in piscina per fare la doccia non sono scarpe.
Nessuno ci tiene a vedere le vostre estremità corporee.

4. L'invasione aliena
Formiche, zanzare, tafani, cervi volanti, zanzare tigri assassine e ragni radioattivi.
Senza contare la fauna malefica marina composta da granchietti, meduse ed altri demoni.
E' un miracolo se arriviamo vivi a settembre.

5.Un tuffo nell'antica Roma
Come dovevano essere le città antiche?
Bellissime, ma puzzavano sicuramente tanto.
Fatevi un giro in metro in un assolato pomeriggio di Luglio e vivrete una ricostruzione storica che vi farà ben comprendere cosa possa significare l'espressione mancanza di igiene.

6. Abbronzatura, solari e rossori
La gente con la pelle nobile- ovviamente io rientro in suddetta categoria- si mazzancolla dopo trenta secondi di esposizione.
Ed in spiaggia è tutta una crisi di nervi.
Primo giorno: metti il solare, riempiti di sabbia, entra in acqua per bruciarti la faccia con il sale ed imprecare, vai a sciacquarti, rimetti il solare, folata di vento, nuova impanatura di sabbia, imprecazione.
Secondo giorno: Ustione di decimo grado malgrado gli sforzi. Facciamo che magari scendo dopo pranzo e sto in piscina all'ombra.
Al ritorno: "Perché sono tutti abbronzati tranne te?". Nuove imprecazioni.

7. La piega
Provate a stirarvi i capelli con trenta gradi ed un tasso di umidità pari a quello dell'Amazzonia.
Provateci.
Farete una sauna, alla fine sarete stremate, dovrete rifarvi la doccia, e i capelli si saranno increspati di nuovo.
Crisi di nervi.
Imprecazioni.

8. In tv non c'è una mazza
Se una sera diluvia e fa freddo siete fottuti.
In tv passano solo: Sapore di Sale, Lo Chiamavano Trinità e forse Professione Vacanze.
Tutto il resto sono palle di fieno rotanti come nel vecchio west.


9. Il cibo
Il cibo in estate mi mette in depressione: melone, prosciutto, pomodoro e mozzarella.
Tutti mangiano la frutta, ed io odio la frutta.
Niente cibo vero.

10. Le foto sui social
Foto di piedi in riva al mare, foto di gambe sulla sdraio, foto di cibo brutto in piatti di plastica e selfie con facce mazzancollate e unte.




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