07 mag 2014

Met Ball 2014 Top of the flops Edition


Prima di parlare male della gente che è andata al Met Ball, siamo qua per questo, vorrei aprire una parentesi per condividere con voi il mio sconforto morale nel vedere Colin Firth nel 2014.
Colin nella mia testa era ancora Mark Darcy, l'avvocato bello e scontroso che conquista il cuore di Bridget Jones dicendole "Tu mi piaci così come sei" dopo aver visto il suo culone e probabilmente pure la sua cellulite.
Uno così nella vita reale non si prende la culona simpatica, finisce di solito con una stronza magrissima che lo zerbina al primo bacio, invece Colin no, molla la figa di legno e sceglie Bridget diventando l'idolo di tutte le single che passano le serate sotto al piumone con il vaso della Nutella piangendo sulla propria cellulite.
Colin, noi credevamo in te.
Come hai potuto ridurti così?

In attesa di una logica spiegazione, non possiamo non dire che anche quest’anno, il Met Ball, l’annuale evento charity che il Metropolitan Museum di New York organizza in collaborazione con il Costume Institute, ci ha regalato parecchie giuoie.

La peggio vestita a mio avviso è stata Katie Holmes che ha subito un momento Ronald Weasley al Ballo del Ceppo con il un brutto vestito da cerimonia di una vecchia zia.


E' Valentino, ma sembra Desigual e non è un complimento.


Solange Knowles ha adottato la stessa tecnica che usavo io da bambina quando volevo un nuovo vestito della Barbie e non me lo compravano: tagliavo a muzzo un abito da sera per averne uno da giorno.


Lupita ha confuso il Met Ball per la festa della colatura di alici di Cetara.


Kim Kardashian e le sue scelte di sobrietà. 



Kate Upton uscita direttamente dal set dell'horror The Woman in Black.


Un'altra che si è vestita da statuetta Oscar.

Trai misteri del creato annovero anche Sarah Jessica Parker come fashion icon.
Spiegatemela.



Insieme a questo vestito danno in omaggio la ricetta della meringa francese.



Ed ora un po' di gente figa che ovviamente si accoppia con gente altrettanto figa.
Qua c'è un patrimonio genetico da miliardi di dollari.












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