28 ago 2014

Zara e la t-shirt della discordia

Quando le grosse aziende fanno gaffes clamorose la cosa che mi sconvolge sempre è la totale mancanza di supervisione.
Ad esempio Zara che, per la linea bambino, ha proposto un'apparente innocente pigiama a righe con una stella gialla a sei punte sul petto, per il mercato di Israele.
Sembra una barzelletta, ma questo pigiama secondo l'azienda doveva essere un'ispirazione di carattere western.
In realtà, come poteva aspettarsi chiunque, ha scatenato il caos sul web perché a molti quella stella ha ovviamente ricordato ben altro.
Le strisce, pur non essendo verticali, e la stella gialla a sei punte sul petto sono stati associati d'impatto alla divisa che i nazisti imponevano agli ebrei nei campi di concentramento.
Tralasciando le possibili polemiche in merito, mi chiedo come sia possibile che nessuno da Zara abbia supervisionato quella maglietta prima di produrla e di caricarla sul loro e-shop.
Possibile che a  nessun dipendente del mega regno del fast fashion abbia ricordato una stella di David?
Possibile che nessun responsabile abbia detto allo zelante designer "Ma sei pirla? Perché non disegni anche una clutch con scritto Arbeit macht frei? Oppure una tee con un finto tatuaggio sulla manica?".





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