28 feb 2014

Project Runway Italia: la prima puntata


Project Runway Usa mi è sempre piaciuto molto, soprattutto per Tim Gunn che con il suo garbato  "Make it work." riportava sul pianeta realtà i concorrenti durante la fase della creazione degli abiti.
L'ho sempre trovato il personaggio chiave e portante del programma.
Mercoledì Project Runway è partito anche in Italia su FoxLife (canale 113 di Sky), a condurre lo show la bellissima Eva Herzigova.
I giudici Tomaso Trussardi e Alberta Ferretti valuteranno durante ogni puntata le creazioni dei concorrenti  che saranno seguiti dal loro mentore Ildo Damiano.
Tormentone del programma è sempre “Il mondo della moda è spietato, senza regole, un giorno sei in, un giorno sei out”
Lo show è ambientato a Milano e la puntata si è aperta con la presentazione dei dodici concorrenti nel loft comune.
Alcuni di loro sono ovviamente sopra le righe ma non ho individuato un personaggio davvero distante dagli stereotipi del fashion designer come era stato Santino Rice.
Dopo una colazione in Duomo Eva mostra loro un autobus ricoperto di tessuti. 
Gli aspiranti stilisti hanno quindici secondi per raggiungere l’autobus e prendere tre tessuti a testa con i quali dovranno realizzare la loro prima creazione in tema metropolitano.
Alla prima Runway, giudicata da Alberta Ferretti e Tomaso Trussardi, viene eliminata Silvia ed il suo cappotto oversized arancio su abito floreale.
Mentre sfilano gli outfit la Ferretti fa le stesse smorfie di una persona sana di mente in uno store Desigual, mentre Tomaso begliocchi Trussardi giustamente si domanda “a chi lo vendiamo questo capo?”.
Che più o meno sarà stata la stessa domanda che si sono fatti quelli di Moschino quando hanno visto la collezione di Jeremy Scott.
Immagino quindi sia tutto normale.
Per ora i miei preferiti sono Salvo, che ha vinto e ci avrei scommesso quantenesoeh, e Rocco per empatia che definisce la sua donna “un po’ bitch, non inteso come spiaggia”.


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Impariamo dalle campagne pubblicitarie - Fashion Adv S/S 2014

Philipp Plein ci mostra un pranzo tipico di modelli e modelle fisicate: un cespo di lattuga intero.
Fine.
(Il suicidio).


Chiara d'Este ha avvistato il cane che lascia i suoi bellissimi capelli sparsi per casa
assieme la sua padrona bionda con tanti altri bellissimi capelli!
(Vedi spot Scopa Swiffer).


Ermanno Scervino ci indica una posa troppo rilassata, da evitare sulla Costa Concordia,
giusto perché non si sa mai ed è sempre meglio essere previdenti.


Meissen Couture crea una collezione in memoria degli antichi fasti e dei famosi pasti di casa Mora.
Ciao Lele, torna presto!

  
Concludiamo con i messaggi subliminali di Tampax.
Se non volete uscire di casa con i pantaloni floreali che ora di sera si faranno a pois rossi...

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27 feb 2014

Top of the flops #MFW Edition

Avere dei look adeguati ai gradi celsius esterni è utopia per una fashion week, ma a questo giro però a Milano faceva quasi caldo, si stava bene e non ho trovato poi così fuori luogo le gambe nude.
Di certo il proliferare di foto street style, condivise con tanto orgoglio anglofono da blogger On Vogue Albania So excited about that!!!, su ogni piattaforma nota da Instagram a Badoo, ha un po' infastidito il mio spirito. 
Più che altro non comprendo se queste blogger, spesso a me sconosciute, vadano a cercare i loro scatti appositamente sui profili dei giornali minori di stati dove se va bene c'è solo una dittatura in corso o sono paesi che faccio fatica a geolocalizzare nella mia bionda mente.
Vogue China, Glamour Ucraina, Marie Claire Uzbekistan o Elle Molise.
Ma le eroina del fashion blogging italiano? Quelle che contano?

Girano con il ritocco della tinta in testa come Veronica Ferraro.




Indovina chi?
E' facile, basta guardare le pinne che ha al posto dei piedi.

 

Chiara Ferragni pronta per un Gay Pride a bordo dell'Enterprise.


Così male come Erika Boldrin non mi sono mai vestita.
Nemmeno quando scendo al supermercato il sabato mattina sconvolta dai dolori mestruali.


Irene Colzi ha facoltà di farmi quasi apprezzare Zagu Fashion.


Per la categoria Pazzi vari da Fashion Week abbiamo:

Il Professor Raptor


La solita scappata dall'ospedale


Ronald Mc Donalds


Religiosa in pellegrinaggio


 La sorella di Rufio in Hook Capitan Uncino


Una figlia di Romina Power che fa la stylist per Vogue Sri Lanka


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Cookies salati ai pomodori, pistacchi e pecorino

Deliziosi concentrati di bontà in un trionfo di sapore mediterraneo.
Come ormai sapete qui non si può fare a meno di parlare di FOOD, quello buono, ma anche quello facile da fare, veloce e magari anche d'effetto.

Questa ricetta appartiene a una delle mie food-blogger-dee, Edda Onorato di Un dejeuner de Soleil.
Ho provato questi biscottini salati per offrirli ad un party con aperitivo ma sinceramente non li riservo solo per le occasioni particolari, li faccio ogni volta che ci viene la voglia di uno stuzzichino saporito nel quale sappiamo cosa c'è dentro. Per tutto il resto ci sono i Fonzies.




COOKIES SALATI AI POMODORI SECCHI, PISTACCHI E PECORINO

150 gr farina
8 gr di lievito istantaneo per impasti salati
1 uovo
60 gr burro
50 gr pecorino grattugiato (o parmigiano reggiano)
80 gr pomodori secchi sott'olio
20 gr pistacchi spellati e non salati
1 cucchiaino d'origano
fior di sale

Mescolare la farina con il lievito, il pecorino grattugiato e l'origano.
Aggiungere l'uovo, il burro ammorbidito, i pistacchi e i pomodori secchi tagliati a dadini (ben scolati dal loro olio ma va comunque bene che siano unti); amalgamare bene.
Dare all'impasto la forma di un salame, compattarlo bene, avvolgerlo nella pellicola trasparente e riporlo in freezer per almeno mezz'ora.
Poi tagliare a fette di poco meno di un centimetro ciascuna; disporre i cookies sulla carta forno, spolverizzarli appena con il fior di sale e cuocere a 180° per un quarto d'ora scarso: dopo 10 minuti cominciate a controllare la cottura e la loro doratura che non deve essere eccessiva. Cioè non bruciateli!
Lasciarli ben raffreddare prima di servirli, assaggiarli, divorarli.



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26 feb 2014

Steal Her Look Low Cost Edition


Perle ovunque, dal doppio orecchino di Dior al doppio anello di Delfina Delettrez.
Nel mezzo la collana con doppia perla di Chanel riproposta in versione low cost da Zara.


Via collage vintage


Pantone ogni anno coi colori sembra un sexy pronostico di qualche siliconata: non ci azzecca mai.
Prima il tangerine, poi l'emerald e quest'anno il radiant orchid quando in realtà io vedo baby blue ovunque.
Il pezzo più bello è questa giacca biker in pelle di Zara che ha fatto anche River Island.




Lo direste mai che quella giacca della divina Emmanuelle Alt è di H&M?
Ok, Isabel Marant per H&M ma pur sempre più che accessibile. ( tenete monitorato Vestiaire Collective per questa collezione!)



Bellissimo cappotto blu primaverile di & Other Stories.

via fashionvibe.com



Slip-on molte carine: le prime sono di H&M, le altre di Zara.










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I disegni fashion di Doll Memories

Io a disegnare faccio davvero pena.
Alle elementari ero il genio del ricalco, i vetri di casa erano sempre pieni di impronte perché mi ci appoggiavo sopra quando batteva il sole per riuscire a tracciare le linee che riprendessero quelle dei disegni altrui.
Le uniche cose che so disegnare decentemente sono gli alberi, le candele e le casette con colline, sole e uccellini: maturità artistica 6 anni.
Però a colorare me la cavo bene, mi piacciono le sfumature e sono abbastanza precisa.
Pensare che mia mamma disegna benissimo, tant'è che è la mia compagna di squadra a Pictonary, altrimenti la mia sconfitta sarebbe più certa del caschetto di Anna Wintour.




Quando una cosa non la si sa fare si apprezza ancora di più l'abilità altrui.
E infatti mi sono incantata a scoprire i bellissimi disegni fashion di DOLL MEMORIES.
Disegni più che contemporanei perché ispirati alla moda dei nostri giorni, riprodotta e colorata in modo magnifico dall'illustratrice russa Ira Comleva.
Ne è nata una linea di merchandising che al momento comprende felpe, t-shirt e cover per smartphone, acquistabili nello shop di Doll Memories.













 





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25 feb 2014

SPECIALE MILANO FASHION WEEK - FW 14-15


Si ormai conclusa anche la settimana della moda milanese.
Si è parlato tanto di  Jeremy Scott  e della nuova collezione disegnata per Moschino -capi ispirati al junk food  che hanno a mio avviso hanno legittimato l'automatica correlazione junk food-junk fashion- insieme a qualche trovata innovativa  come quella di Fendi che ha deciso di utilizzare i droni per riprendere la sfilata  in streaming da una prospettiva diversa.
Anche le polemiche non sono mancate: Cavalli ha accusato Michael Kors di impunito e costante plagio mentre Giorgio Armani si è risentito per la mancanza di Anna Wintour al suo show.
Armani di cui condivido in pieno queste parole: "..forse è arrivato per tutti gli stilisti italiani il momento di stringersi davvero intorno all'istituzione che li rappresenta, la Camera Nazionale: la loro forza di squadra, infatti, brucerebbe ogni capriccio americano o internazionale sul nascere perché nessun magazine, nessun sito, nessun mezzo d'informazione di settore può lontanamente permettersi di sopravvivere senza il sostegno della moda italiana."
Ma sostanzialmente quello che conta alla fine sono i capi presentati e il riscontro che avranno sia in termini di diffusione diretta che indiretta vd anche fastfashion .
Queste sono state semplicemente le mie uscite preferite.

N. 21
Alessandro dell'Acqua è stato il mio preferito, come al solito.
Capi molto sensuali e femminili ma in chiave totalmente moderna con linee morbide e fluide.
Tanti mix di tessuti e scarpe stupende ultra flat.






Dolce e Gabbana
E' chiaro che ormai il loro percorso è di elevare e distinguere sempre di più il loro marchio con capi esclusivi e ricercati.
Ho trovato stupendi i cappotti decorati, con maxi cappuccio e pelliccia, gli abiti con motivi floreali e le scarpe, anche qui t-bar ultra flat.
Il set e lo streaming sono stati di gran lunga superiori rispetto a quello che ci sia aspetta da uno show di pret a porter.




Msgm
Mentre vedevo lo streaming ho asserito almeno quindici volte Lo Voglio!
Ho apprezzato la voglia del brand di allontanarsi in parte dallo stile streestyle, con le celebri stampe mix&match, per proporre anche degli abiti di maggior rigore.



Prada
Arriverà mai un momento in cui Miuccia farà un flop di collezione?





Bottega Veneta
Insieme a Ferragamo è un simbolo dell'esclusività italiana e della nostra artigianalità.
In questa collezione c'era tutta l'eleganza classica di Bottega Veneta in chiave contemporanea.



Marni
Delle uscite pazzesche, con la solita grande ricercatezza concettuale.


Sportmax
Collezione coraggiosa ma molto bella.
Questo il mio abito preferito.



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