15 gen 2015

Turtleneck trend e lo scollo dei maglioni

Beati coloro che non badano ai dettagli, beati i maschi che "Massì è un maglione, cosa cambia da quell'altro?" e beati quelli che non vedono differenza tra un maglione di Loro Piana e uno di Zara.
In realtà, per il solo collo, esistono differenze sostanziali che io, in barba ad ogni dizionario della moda, definirei così:

1. Scolli del male
Lo scollo a scialle, totalmente ingestibile quanto una sciarpa di nove metri di Zara ed essenzialmente inutile: non copre bene il collo come un dolcevita e non sta al suo posto con nessuna giacca.

Lo scollo a V, che io associo tipicamente al mondo maschile, necessita di una camicia sotto e l'effetto sarà figa di legno, alunna secchiona o impiegata modello.
Senza nulla sotto non lo considero.

Lo scollo a barca, per me al pari delle maniche a pipistrello, non è contemplabile nelle possibili scelte stilistiche e anch'esso è totalmente ingestibile: finirà per spostarsi solo da un lato, si vedrà sempre la spallina del reggiseno e vi verrà una tale crisi di nervi che arriverete alla follia di "Quasi quasi metto le spalline di plastica trasparenti".

2. Gli scolli della vita
Lo scollo tondo.
Senza nulla fa subito francese, con la maglietta anche e con la camicia pure.
Starà sempre al suo posto, non vi farà sclerare con la giacca quindi nessuna crisi di nervi.

I maglioni a collo alto, quelli che adesso tutte chiamate turtleneck - un semplice dolcevita a quelli della moda faceva brutto - che tengono caldo, fanno risaltare il trucco, i capelli e con una frangetta sembrate subito parigine.
Tutto questo delirio sui colli dei maglioni era per dirvi che quest'anno vanno di muooda questi turtleneck, facciamo le fighe dai, magari pure un po' oversized.












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