05 feb 2015

Top of the flops fashion bloggers edition

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Ammettiamolo, ci sono piaciute un sacco di cose discutibili, cose di cui dovremmo vergognarci a vita, tipo: sneakers con la zeppa dentro, scarpe ortopediche di Frankenstein meglio note come Lita di Jeffrey Campbell - ora basta raga, dai, il 2009 è finito da un pezzo - biker boots borchiati con il mithril, cover con orecchie di coniglio, smalti color azzurro puffo, collane piene di pietre con il peso atomico dell'uranio, pantofole di velluto spacciate per scarpe, gonne da vecchia gattara e zainetti da adolescente problematica.
In qualche disgrazia della muuoda ci siamo cascate tutte perché “La moda, dopotutto, è soltanto un’epidemia creata ad arte”.
Il problema è che a volte l'epidemia è tipo un leggero raffreddore, altre volte è similare a un focolare di ebola emorragica e bisognerebbe saper dire di NO a certe cagate colossali che ci vengono proposte.
Please don't try this at home.

Quest'anno è stato l'anno delle scarpe da scoglio di plastica, tutte le vere hipster problematiche con aspirazioni intellettuali giravano con quei sandaletti.
Le più coraggiose li indossavano con sotto la calza bianca.
Ogni volta che ne vedevo una dovevo aprire il sito di Valentino per bilanciare i miei chakra e fare pace con il mondo.
L'evoluzione invernale sono questi anfibi agghiaccianti che indossa Chiara Ferragni. (Che ciglia fantastiche non ha?)


Aleggia poi sempre l'assurda convenzione che se si mischiano stili e vestiti a caso si è dei geni dello styling e della moda.
Hai un Valentino vintage da gran sera? Mettici sotto delle New Balance, poi una cuffia di lana grezza in testa e una busta in plastica dell'Esselunga come borsa.
Questa storia che si pensa di creare "mix innovativi" con Adidas, calzini e gonna deve finire e bisogna iniziare ad affrontare nuovamente il tema del disagio giovanile.





Degli uomini fashion in ciabatte di pelo ne abbiamo già parlato male, ma non credo sia mai abbastanza.


A questo punto mettetevi un pigiama di Oysho che è meglio.






Questo outfit è difficile da capire e interpretare come un'installazione contemporanea al Fuori Salone, ma Leandra non è la prima che vedo con il tappetino del bagno legato in vita. 


Poi un giorno qualcuno mi spiegherà questa cosa di mettersi i sandali a febbraio.


Foto di: The Blonde Salad, The Fashion Fruit, Atelierme, My Free Choice, Man Repeller, The Scent Of Obsession e The Style Pusher

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