05 mar 2015

La panificazione e la psicosi della Pasta Madre - #PMDAY15

All'estero ci conoscono come "quelli che parlano solo di cibo", la nomea ci perseguita con orgoglio da generazioni, da quelle nostre antenate che avevano una sola parola d'ordine: MANGIA.
E' cosa ovvia che questo Expo ce lo meritiamo tutto. In quale altro luogo del pianeta si sarebbe dovuto ambientare un mega-master-food di simili fattezze, durata e dimensioni?
Diciamolo pure che ultimamente ci siamo un po' fatti prendere la mano: tutti Masterchef, tutti cuochi indiscussi, fenomeni del fornello, che problema c'è, te lo cucino io, magari te lo cucino bio.
E ben venga se mai come in questi ultimi anni si sta affermando l'attenzione qualitativa alle materie prime, alla buona produzione, al fatto in casa integrale e integralista: siamo al ritorno alle origini del mangia, è la nostra storia e non ce ne libereremo mai.
Non a caso il mio hashtag ricorrente è #fame.


Ma c'è una cosa più di ogni altra che negli ultimi anni ha turbato gli animi e le menti: la panificazione con LA PASTA MADRE.
La pasta madre è un lievito naturale ottenuto da un impasto di farina e acqua che a contatto con l'ambiente circostante genera spontanea acidificazione, fermenta e cresce.
Così mi verrebbe da dire cercando di spiegare per sommi e umili capi di che si tratta.
Ma provate a fare la stessa domanda a un cultore della materia, a una casalinga devota, a un possessore di pasta madre.
Osate amici, provate a chiedere: ma cos'è la pasta madre?!
La pasta madre è la creatura superiore dispensatrice di ogni bene, è la divina generatrice dell'alveolatura perfetta del pane, è il primo pensiero al mattino e l'ultimo prima di andare a dormire, è colei che è bene nutrire costantemente con amore, acqua e farina, è una creatura viva, è madre sì, ma è anche figlia, è mia figlia, l'ho inserita nel testamento.
Vi sentirete rispondere questo e forse anche qualcosa in più.
Certamente verrete a conoscenza del suo nome di battesimo, ovvio, perché ogni pasta madre ha un nome, giuro!, provate a cercare in rete e troverete cose tipo Pazientina, Crescenza, Costanza, Nonna Papera, Hulk, Blob, Joy, Senior, Dio!!!



Il rito di iniziazione non è affatto di esito sempre certo e da qui ne potrebbero derivare psicosi e depressioni gravi, bisogna sentirsi psicologicamente pronti per voler generare da sè il tamagochi del pane.
Il 15 marzo 2015 sarà il PASTA MADRE DAY, giornata nella quale si incentiveranno i possessori di pasta madre a donarne un pezzetto ai più incapaci bisognosi, un vero e proprio spaccio della magica sostanza che è bene diffondere ed elargire per una panificazione più genuina.

Ma lo sapete che la pasta madre ha bisogno di rinfreschi frequenti a base di farina e acqua? Lo sapete che c'è gente che se la porta dietro in settimana bianca per non lasciarla a casa da sola e trascurata?!
Il fatto che la pasta madre sia soprattutto figlia non va molto d'accordo col mio istinto materno folto come i capelli di Maurizio Crozza.
Ma ve lo dico: lo voglio anche io il pane figo con l'alveolatura perfetta e il lievito come una volta.
Ho scoperto che esiste un parente della pasta madre che ha bisogno di molte meno cure (grazie di esistere!): si chiama LICOLI (lievito a coltura liquida), promette una panificazione di alta e sana qualità e più digeribile esattamente come la pasta madre ma bisogna accudirlo una sola volta al mese.
Entrerò nel gorgo pure io? Ancora il mio Licoli deve nascere e sto già pensando al nome. AIUTATEMY.

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