16 apr 2015

Shopping selection Esprit

Le mie certezze affondano le radici in un'adolescenza molto Esprit.
Vi deluderò dicendovi che non ho vissuto momenti trasgry coi capelli fluo e i vestiti strappati, nonostante abbia avuto anche qualche amico very punkabbestia.
I miei picchi di ribellione sono stati i tatuaggi removibili e le giacche di mia mamma, io nana di seconda media con la giacca spallata anni 80-90, se non era trasgressione era pagliacceria, ma non me ne rendevo conto. La mia trasgressione era la sobrietà. Sono della Vergine, capitemy.

Fin dalle medie, ho sempre amato i colori basici che ogni anno rinnovano consensi e non creano né pentimenti né discromie cerebrali, del resto si ha sempre bisogno di qualcosa di bianco, di blu, di verde kaki, di azzurro cieloprimaverile, di grigio oggipiove e giallino albadigiugno.
Ricordo ancora i pomeriggi in cui andavo in perlustrazione nel negozio del centro, col gelato in mano sotto lo sguardo assassino delle commesse. Poi tornavo a casa con la lista della spesa, almeno dieci cose da volere fortemente ma il mio porcellino da bambina non vittima di lavoro minorile non andava oltre i gelati. Madreeeeehhh, comprami tutto.

Esprit oggi è il mio conforto massimo: innanzitutto perché al FoxTown di Mendrisio trovo spesso jeans a prezzi super (e per super intendo 15 franchi!) e poi perché dà libero sfogo alla mia mania di acquisto seriale, stesse cose in colori diversi. L'ultima new entry doppia risale alla scorsa stagione: due paia di scarpe identiche, un paio nere e un paio crema.


Figuriamoci se in questi giorni non ho fatto la mia selezione stagionale, comprese le maglie a righe che da ESPRIT si trovano sempre col miglior rapporto qualità/prezzo.
Troppo carina la maglietta azzurra modello scialla, larga al punto giusto per il dopo pranzo della domenica, unici momenti in cui è bene non vestirsi aderente. Ma zia Assunta non sarebbe d'accordo.





Tra i millemila abiti, questi due che seguono li ho nel carrello in attesa di money: un caftano all'anno guarisce ogni malanno (nuovo proverbio su misura) e il tessuto dell'abito blu merita un applauso.

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