17 giu 2015

L'omofobia fa schifo anche su Marte: Rugby e Libera Roma

Esistono alcuni soggetti di maschi eterosessuali che andrebbero mandati su Urano e lì lasciati per disperderne il patrimonio genetico nello spazio.
Nello specifico:

Quelli che mortificano le donne sull'aspetto fisico: criticano la cellulite, il culo grosso, le tette piccole, i capelli crespi, la pelle non liscia e il ginocchio che fa contatto con il gomito. (Cit.)
Se ci fate caso, tali soggetti, di norma hanno la panza, hanno perso i capelli durante la maturità del 1998 e hanno una terza coppa C di seno al posto dei pettorali.

★ Quelli che rompono le palle sui vestiti: gli fanno schifo le ballerine, non sopportano le gonne al ginocchio, per loro noi donne dovremmo andare anche al supermercato in tacco 13 e tubino sottovuoto come fossimo Belen Rodriguez.
Tali soggetti sono amici di quelli al primo punto e di solito escono con i pinochietti, il borsello e le infradito in plastica pure a cena il sabato sera.

Esistono maschi peggiori di queste due categorie?
Esistono, non sono molti per fortuna, ma purtroppo esistono.

★ Gli omofobi: esseri dalla capacità cranica di un Ominide del Pleistocene medio, vivono ancora nella loro buia caverna platonica dove grugniscono deliri ingiustificati contro gli omosessuali.
Ignorano del tutto un concetto basico ed elementare quale l'amore universale, e sono quelli che, toccando alte vette del ridicolo, temono i ragazzi omosessuali perché hanno paura che, a priori e senza cognizione di causa o di possibile attrazione fisica, qualsiasi ragazzo gay possa provarci sempre ed ovunque con proprio con loro. Ma chi vi caga?
Forse ci sperano, perché in realtà con loro non ci prova nemmeno una femmina disperata con le paturnie del premestruo, affetta da improvvisa cecità poiché sicuramente tali soggetti, esteticamente, corrispondono anche alle prime due tipologie.

A noi quindi non pare possibile che l'estirpazione dei pregiudizi sull'omosessualità non sia stata veloce quanto i cambi di look di Lady Gaga, il passaggio dal walkman all'mp3 o il matrimonio tra Valeria Marini e Giuseppe Cottone, ma siamo nel 2015, AstroSamantha va nello spazio a farsi i selfie, ma purtroppo qui ancora dobbiamo parlare dei diritti LGBT.
Assurdo vero?
E invece, siamo ancora qui a riconoscere il merito di un'azienda di sughi, come Althea, che col suo impegno sociale ha dato modo a Libera Rugby di affrontare la selezione milanese XV Ambrosiano durante l'evento Le Leggende del Rugby.
Libera Rugby è la prima squadra gay friendly e inclusiva i cui giocatori sono - attenzione - sia gay che etero, ovvero niente di diverso da ciò che certamente (almeno per statistica) potrebbe riguardare tutte le squadre di qualsiasi sport più o meno noto tipo... il calcio.
L’obiettivo di Libera è promuovere la diffusione del gioco del rugby creando un ambiente sociale e sportivo dove tutti si sentano accettati e rispettati indipendentemente dal loro orientamento sessuale, contribuendo in tal modo a combattere l’omofobia nel mondo dello sport.
Che ci pare il minimo in una società civile.

Siamo negate in matematica, geometria, fisica, logica sportiva, gli arbitri li porteremmo tutti a Forum ma con la sociologia e il diritto dei rapporti umani non abbiamo mai avuto problemi e se un giocatore è etero o è gay non ci fa differenza quindi abbiamo partecipato volentieri a questa giornata di sport dove abbiamo visto anche giocare ex giocatori della Nazionale italiana di rugby che hanno sfidato i New Zealand Invitation XV, prestigiosa selezione formata da giocatori neozelandesi molto cattivi tipo Mark Lenders.
Tutto questo senza aver la minima cognizione delle regole del rugby, rassegnate alle problematiche logico-spazio-temporali che affliggono la nostra relazione con lo sport, quali ad esempio la matematica quantistica per capire i punteggi del tennis, del baseball o appunto del rugby.
Gloria si dimentica sempre del cambio di campo e si mette a esultare per un punto fatto dalla squadra avversaria fino a che gli sguardi dei compagni di curva non le fanno sorgere qualche minimo dubbio, Rossana aspetta con ansia il terzo tempo perché ha capito che lì se magna.
Ma lo sport è sempre bello da vedere perché ci dà l'illusione che anche in panchina e sugli spalti si consumino calorie.
Lo svolgimento della partita e il conseguente risultato sono passati in secondo piano per tutti, sabato ne sono usciti sconfitti solo i pregiudizi e l'omofobia.

Considerazioni marziane sparse sulla giornata:

★ Non c'era un giocatore brutto e quindi il rugby ci pare, già solo per quello, uno sport bellissimo.

★ Gloria vorrebbe fare la cheerleader per Libera Roma.

★ Gli All Blacks quando fanno l'Haka fanno paura come un manipolo di orchetti arrabbiati fuori dalle mura del fosso di Helm.

★ Abbiamo incontrato ancora Chef Rubio  e Rossana ha quasi richiesto l'intervento del defibrillatore.












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