10 giu 2015

Sei ciò che mangi: il nostro giro all'Expo e al Padiglione Corea


Finalmente anche io Gloria siamo andate all'Expo e ci sembrava giusto raccontarvi il nostro giro e la visita al padiglione della Corea.
Tutto è iniziato alla grande con me bloccata ai tornelli dalla sicurezza che mi intimava: "Ha un coltello in borsa o un corpo contundente".
Ma chi? 
Io?
Ma mi avete vista?
Non so nemmeno sbucciare una mela!
Intanto Gloria, dall'altra parte della barricata,  mi fotografava, pubblicando tutto su Twitter, mentre, nel semi panico, svuotavo la borsa piena di trucchi, forcine, scontrini del 1999, assorbenti e Buscofen Rosa.
Un giorno parleremo della falsità dei What's in my bag di Youtube perché sento che il mondo deve sapere che quella non è realtà.
Alla fine mi hanno lasciata andare perché hanno capito che un becco d'oca e un mascara non erano poi oggetti così pericolosi.
Insomma questo per dirvi che la sicurezza all'Expo c'è ed è parecchio zelante per scambiare me, bionda rappresentante del pacifico popolo Hobbit, per un soggetto pericoloso.

Finalmente abbiamo raggiunto il padiglione della Corea che è costruito secondo il tema architettonico del "Moon Jar", un tradizionale vaso di ceramica coreana che ricorda la forma della luna piena in cui si conservano ancora oggi cibi fermentati come i jeod-gal, frutti di mare sotto sale, e i jang, cioè le salse. 
Questi vasi rappresentano il tema della Corea a Expo insieme allo slogan You are what you eat.
Solo a guardarci a noi marziane risultata facilmente comprensibile che la pastasciutta è probabilmente la risposta più corretta per questo motto.
Casa Corea è un padiglione da 4000 mq, molto minimal ed essenziale, in cui si capisce subito che la Corea non è di certo - e per fortuna -  un paese amante dei cibi pronti e fast food, ma la fanno da padroni la consapevolezza per quello che si mangia e lo slow food.
C'è cibo che dev'essere fermentato per un anno, dopo essere stato chiuso nelle Moon Jar, come frutti di mare e salse di soia, per poi essere utilizzato come provvista invernale.
Insomma ci vuole pazienza ed esercizio zen per mangiare in Corea.


Gli alimenti su cui è incentrata l'esposizione sono tutti molto salutari: poca carne rossa, cereali e verdure.
L'armonia tra i cibi è rappresentata da uno spettacolare gioco video tra due braccia meccaniche che ruotano a 360 gradi, affiancate da un'enorme giara in cui viene simboleggiata e rappresentata la “creazione della vita”: attraverso la fermentazione avviene la scomposizione organica del cibo per dare luogo alla creazione di un nuovo alimento.
L'ultima stanza invece è dedicata alla conservazione del cibo dove si trovano 365 onggi, ceramiche tipiche coreane, trasformate in “schermi” che proiettano tutte le stagioni dell'anno e le condizioni atmosferiche: la pioggia, la neve e le foglie autunnali che cadono sui vasi pieni di cibo.


Ma veniamo alle cose serie.
Cosa abbiamo mangiato?
Ha preparato la cena per noi Sohyi Kim, praticamente la Carlo Cracco della Corea del Sud, e la prima portata è stata il suo famoso ceviche di salmone.



Molto buono e fresco e vi posso dire che mangiare queste cose con le sole bacchette coreane è anch'esso un esercizio zen soprattutto se, come me, non sapete mangiare con le bacchette e siete a tavola con tutta la gente che conta della Corea.

Salutate Gloria sempre in posa nel momento delle foto
Il piatto principale era un vassoio con cappuccino di porcini, spaghetti coreani alle verdure, cavolo marinato, riso con carne e verdure fermentate, tagliata agrodolce con asparagi e funghi shiitake.
Tutto accompagnato da una salsa piccante e tutto da degustare seguendo un preciso ordine che io ovviamente ho disatteso.
La carne era pazzesca, credo di aver mangiato poche volte del manzo così tenero, saporito e cotto alla perfezione come questo e ne è valsa la fatica di mangiarla con le sole bacchette.


Marziane + Chef
 Riassumendo su Expo e rispondendo ad alcune vostre domande che ci avete fatto sui social:

★  Per ulteriori considerazioni marziane dovrete aspettare il prossimo giro perché ne vale la pena e ci torneremo. Andateci anche voi in barba alle polemica poiché merita davvero.

★ Non portatevi becchi d'oca d'acciaio in borsa.

★ Non fate le bionde e mettetevi scarpe comode perché la prima cosa che ho pensato quando sono entrata è stato: "Oddio ma dobbiamo farci tutto quell'immenso viale a PIEDI? Ma non vedo l'orizzonte!".

★ Se pensate di mangiare in un padiglione orientale e non sapete usare le bacchette, sgooglate prima qualche tutorial sennò vi prendono per mie sorelle.

★ L'Albero della Vita di sera illuminato è molto bello e per avvicinarvi dovete farvi largo tra la folla.
Noi abbiamo adottato la tecnica: "Abbiamo perso la mamma anziana, scusate fateci passare".
In alternativa potete fingervi incinte.


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