08 lug 2015

Io vivo sempre insieme ai miei capelli (finché ce li ho)

La triste realtà è che non ho vinto la lotteria dei capelli (oltre a essermi persa anche tante altre lotterie beauty, quindi prima o poi mi aspetto di vincere quella vera perché il karma me lo deve).
La mia chioma l'ho recentemente soprannominata Misery non deve morire.
Misery perché sono fini. Non deve morire perché sono sempre meno.
Dicono che per fattori ambientali e di stress (nonché genetici, ecc.) la caduta dei capelli è sempre più elevata e una donna su quattro soffre di calvizie.
CALVIZIE. Una donna su quattro. MA DOVE?!
Il dato statistico è assolutamente sbagliato. Una donna su quattro vuol dire che un quarto delle abitanti di Zara ruberebbero le parrucche ai manichini (che infatti sono calvi); una donna su quattro vuol dire che il cerchio si stringerebbe a tal punto che Moira (chiaramente la regina degli elefanti, mio mito di cofana vivente) dovrebbe essere almeno tra le conoscenti, se non bff, che so... di mia zia, di mia cognata, di mia nonna; una donna su quattro vuol dire che non dovrei avere così tante amiche che ci impiegano due ore a stirarsi i capelli, ma piuttosto dovrei averne almeno due che ci impiegano ore a mettersi le extension di lana fatte con la maglieria magica di Barbie.
Nel web sadico si possono trovare indiscrezioni circa le imparruccate d'Italia, tra le quali si annoverano Monica Bellucci, Nancy Brilli, Milly Carlucci (non confermato) e i misteri di rinfoltimento di Elisa Isoardi.
Possibile che io veda in giro solo capelli pieni di volume, lucidi, lunghissimi, bellissimi, levissimi?

Ora una serie di capelli che bruceranno in 3, 2, 1.







Un segnale del declino ce l'aveva già mandato Pantene.

Se poi i parrucchieri si inventano i bretzel in testa allora meglio calva.










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