15 lug 2015

Mozart in The Jungle, feste, Sky Arte e luoghi comuni da sfatare

Sulla musica classica, ma del resto anche sulla danza classica, aleggia sempre una sorta di mitico alone di eleganza nobiliare.
Dire di suonare il pianoforte o il violino vi regalerà subito un'immagine di nobili baronetti, esili, intellettuali, con l'animo decadente e dai certi gusti raffinati.
La gente vi immaginerà nella vostra antica villa di famiglia, con una vestaglia di broccato bordeaux, un alano albino al vostro fianco e i capelli scompigliati mentre suonate Le Variazioni Goldberg di Bach pensando al vostro amore non corrisposto.
I più arditi di pensiero e fantasia potrebbero spingersi fino alla caccia alla volpe.
Niente eccessi.
Niente trasgressione.
Due palle, insomma.
Che tale luogo comune sia ben poco fondato lo posso ben testimoniare anch'io: Gloria è un soprano lirico molto brava e davvero, pur sognando il patrimonio di una nobildonna, non si dedica alla caccia alla volpe, ma al massimo alla caccia al cibo e ai vestiti leopardati.
Insomma, un baldo giovine che vi dice di suonare il violino non vi assicura automaticamente un titolo nobiliare e una composizione a voi dedicata, ma molto probabilmente avrete conosciuto un ragazzo normalissimo che anche lui pensa al sesso, ha immagini compromettenti nella cartella Whatsapp del suo smartphone e spippola su Instagram nella sezione #bikinibody.
Sullo stesso principio nasce Mozart in The Jungle, serie ispirata al libro dell'oboista Blair Tindell, Mozart in the Jungle: Sex, Drugs, and Classical Music.
Perché "Quello che accade dietro le quinte della Symphony può essere altrettanto accattivante di quello che accade sul palco".
Sostanzialmente la musica classica che nessuno si aspetta perché, oltre alle prove e al duro lavoro di chi vuole lavorare in quest'ambiente, si affaccia anche la necessità di questi giovanotti di rilassarsi un attimino.
Feste, droga e sesso.
Facciamogliene una colpa, non potranno mica stare tutto il giorno a solfeggiare porelli, no?
Sennò che serie guarderemmo?
Il tutto è raccontato attraverso l'uso di brani di musica classica che difficilmente si possono ritrovare in un telefilm, rendendo la serie originale anche da questo punto di vista.
La prima puntata è andata in onda ieri sera su Sky Atlantic e le successive saranno visibili anche su Sky Arte.
Vi lascio qualche nome: come produttori abbiamo Roman Coppola e Jason Schwartzman, rispettivamente figlio e nipote di Francis Ford Coppola, e come attore Gael García Bernal che tutte noi ricordiamo come Che Guevara ne I diari della motocicletta e ne La Mala Educaciòn di Pedro Almodovar.
L'altra sera, siccome siamo troppo vip e turbognoccheahahaahah, siamo andate alla festa dell'anteprima della serie.
In merito ho da dire:

★ Di solito non abbiamo quei capelli, che potremmo definire tecnicamente agghiaccianti, e non abbiamo la faccia così lucida, ma davvero a Milano c'erano 50 gradi dopo il tramonto.
Per la rotondità delle forme, invece, quella è sempre la stessa.
Se volete seguire le turbofighe mangiatrici di insalata e Somatoline non siete nel luogo giusto.

★ Siamo talmente gnocche che ai Red Carpet ci dobbiamo fare i selfie sennò non ci fotografa nessuno.

★ Eravamo all' Ex Scalo Farini che era un posto perfetto per questo evento. Aggiungo che quelli di Sky sono avanti perché c'era tanto cibo, ventagli e Autan a disposizione di tutti.

★ C'è stato un bellissimo concerto dei Cameristi della Scala così Gloria si è potuta bullare con me con frasi tipo: "Questo è Astor Piazzola e io lo adoro, anche se prediligo un arrangiamento più nature, però senti che che crescendo...".
Poi però non conosce Mellon Collie and the Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins, ma io sono clemente e le parlo ancora lo stesso.
Fatelo anche voi.

★ Qui trovate altre foto della serata e, come vedrete, tra noi marziane c'erano dei personaggi noti terrestri. Gloria è impazzita vedendo Marta Marzotto e dicendomi: "Noo Rossana, cioè ha le stesse ballerine che ho visto in saldo l'altro giorno a Luino. Domani le vado a prendere".

★ Sì, ormai è evidente che mi piacciono i titoli alla Lina Wertmüller e gli elenchi.






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