09 lug 2015

Top of the Flops: snapchat, fashion blogger e altri momenti culturali



Faccio una premessa: mi fanno incazzare quelle che dicono che la Ferragni è un cesso, troppo magra e sfigata.
Ce la facciamo a farcela?
Voglio dire qui la si è sempre presa in giro bonariamente, ma davvero non vedo come sia possibile, a meno che vi sia una caduta di retina improvvisa, sostenere che sia un cesso.
Sul fatto che sia troppo magra se ne potrebbe discutere, ma sono fatti suoi, esattamente come sono fatti miei il fatto che io abbia il culone.
Scusate, ma mi sentivo dirlo perché al trentesimo commento su Instagram "MANGIA FAI SCHIFO" mi stava salendo il Napalm.
Quindi, stabilito che è bella e che vive meglio di molte di noi, vorrei anche dire che a me piace seguirla finché si fa foto, insomma finché non parla.
Sì perché settimana scorsa ho scaricato SnapChat e, ricercando diletto e svago mentale dalle complicazioni della vita, ho iniziato a seguire tutte le più note fashion blogger planetarie.
Lo scopo è chiaramente terapeutico perché è praticamente come leggere un'intervista di Nicole Minetti su Chi dopo una giornata passata ad analizzare otto bilanci aziendali.
Serve per pulire il cervello.
Niente di più.
Cosa ho capito di SnapChat? Come funziona? Come fare per diventare una fashion blogger seguitissima come Chiara?
  • Dovete dire assolutamente Hi Guys o Morning Guys in apertura di ogni video
  • Fatevi inquadrare da capo a piedi dal vostro fidanzato - Andrew avverto il tuo dolore e se vuoi possiamo berci una birra insieme. Niente selfie, niente video anche per due ore, parliamo di musica e basta. Pensaci - e dovete solo dire "This is my outfit of the day" 
  • A pranzo dire "Lunch time guysss"
  • A cena dire "Dinner time guysss"
  • Ogni tanto far vedere il cane affranto e il fidanzato, sempre affranto
Fine.

In verità sono perfida, non è vero che Chiara snapchatta solo quelle quattro cose, in realtà ci ha fatto vedere anche con quale cura tiene decine di migliaia di euro di vestiti, scarpe e borse: come una porcilaia, come il magazzino di un retrobottega di un negozio abusivo di vestiti cinesi a China Town, come un container di stoffe importate illegalmente in Gomorra, come uno squatter londinese dei primi duemila terrebbe in ordine un appartamento occupato.
Ho reso l'idea?
Chiara come puoi tenere un patrimonio di vestiti in tal modo?
Come puoi vivere lì dentro e non impazzire?
Personalmente stiro anche le mutande che compro in offerta da Tezenis in pacchi da 3 a 9.99 € e ho scompensato alla vista di questo disastro.







La nostra amica Nicoletta ci riserva sempre grandi gioie, questa volta le hanno fatto fare un viaggio stampa a Bali e ha pensato di raccontarci del suo templio preferito.
Dopo si è giustificata, ma dopo BalenCiaga e la storia del cock, ci crediamo tutti senza problemi che quella non fosse una comune svista.






Il non farcela mai è proseguito con l'essersi photoshoppata un seno perché si vergognava di mostrarlo in foto.
Capite che roba da inception?
Forse fare la foto con il costume era troppo semplice e non capisco io lo slancio di genio.




Questo è il chiaro segno che a breve ci colpirà un meteorite e sarà tutto finito.



Dopo Spain's Square - Piazza di Spagna a Roma - Martina ci regala il pool party nella piscinetta gonfiabile per bambini del Briko Center.



Scusate se la ripropongo, ma ho paura che qualcuno si possa esser perso questa perla la scorsa settimana.
Sto ancora ridendo.



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