24 ago 2015

Spesso il male di vivere ho incontrato: la piaga del mal d'auto e del mal di mare


Ciao sono Gloria e settimana scorsa ho dovuto rifiutare un invito in barca per vedere i fuochi d'artificio dal lago perché in barca SBOCCO.
Non potevo dire di sì, già mi immaginavo: ore 23.50 al largo di Laveno Mombello, in pieno Lago Maggiore (il secondo lago più profondo d'Italia), in preda alle convulsioni dello stomaco a dire che faccio, mi butto?! Perché la disperazione gastrica non ti fa più ragionare.
Ricordo ancora una traversata Calabria-Eolie in cui il livello delle forze era sceso al minimo storico tanto da non riuscire più a parlare. Chiedevo aiuto a gesti strascicati con la faccia di un Casper moribondo. Poi una brioche con gelato a Lipari mi ha ridato il colorito e la vita.
E ancora in Calabria, nei pressi dell'Isola di Dino, fermi tutti per mettere benzina al motoscafo. Ciao amici, fate presto o mi sto già inabissando per fare andare a uccidere la Sirenetta.
Della Puglia posso portare testimonianze fotografiche del mio stato vegetativo nei pressi della grotta Zinzulusa.

1. da apprezzare il coraggio col quale parto sempre splendida - 2. il disagio - 3. la morte
(Revival del mio Salento 2006) 

In auto non ne parliamo, entrano in gioco diversi fattori:
- l'abilità del guidatore
- dove sono seduta
- la possibilità di abbassare il finestrino
- la fascia oraria del viaggio

Il mio record ancora imbattuto risale alle elementari: da scuola a casa della mia amica per il pranzo, eravamo in auto in cinque, io dietro in mezzo a due compagne. 4 minuti netti e il mio cappotto fuxia a fiori si era trasformato in un'altra fantasia molto moda.
Pigiata in mezzo ad altri due corpi, con indosso il pastrano winter e nella mia fascia oraria più sensibile che è quella che precede il pranzo. Una tragedia annunciata.
La possibilità di abbassare il finestrino per prendere aria come i cani non è sempre così scontata: in autobus ormai me lo posso dimenticare, quindi cerco di cadere in ipnosi con le amazing fantasie a trattini colorati su velluto grigio dei sedili. Dolce and Gabbana, intervenite voi.
E poi in auto ci sono i fissati: tira su il finestrino che c'è l'aria condizionata.
«Scusa, ma sto morendo!!!», «Eh, ma c'è l'aria... ». Ah, ok.
Per quanto riguarda l'abilità dei guidatori non so quanto possa esprimermi (soprattutto dopo questo post), ma comunque i pazzi che frenano, inchiodano, usano il cambio di melma e si credono pure Fernando Alonso sono tanti. E in questi casi chiedo la grazia di abbandonarmi in autostrada, a un autogrill qualunque. Che in casi disperati una Rustichella non si schifa mai.

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