29 set 2015

Jessica Buurman e le borse wannabe, perché in fondo siamo tutte poratche


Ogni notte sogno numeri: dovevo iniziare un concerto alle 17, mia suocera mi portava 38 uova, in un gioco di gruppo avevamo il 30 per cento di possibilità di vincere, andavo al circo e il mio posto era il numero 59. Potrei continuare dall'1 al 90 e oltre.

Io ci provo, li combino insieme, una bella schedina del Superenalotto e niente. Poratcha come prima. Allora abbiam voglia a continuare a sbavare sulle borse da millemila: la cabala ci è avversa, niente amanti russi e nei boschi della Valtravaglia non sgorga petrolio ma al massimo ci esce un cestino di porcini. Nondimeno investiamo una significante cifra in gastronomia.
Quand'ecco che, come un supereroe volante in tutina colorata, arriva Jessica Buurman con borse, scarpe e vestiti wannabe a cifre più che abbordabili per chi si vuole togliere lo sfizio modaiolo senza ipotecare la casa, mentire ai mariti, mangiare insalata in busta e salumi a 1 euro per sei mesi.
Naturalmente si scende al compromesso similpelle, si deve mettere in conto l'eventuale dogana (ho cercato in rete, qualcuna l'ha pagata, qualcuna no) e tutto ciò che ormai è cosa nota dal 2010.
Ciò che segue ci aiuterebbe a vivere meglio, ma sarebbe solo l'approdo temporaneo prima della ricchezza ovviamente. #credercisempre















SHARE:
© 2015 Vita su Marte. All rights reserved.