01 set 2015

Oggi andiamo in Spagna: Andalusia portami via

Fateci caso: sicuramente tra i vostri amici, parenti, colleghi, vicini di casa, contatti social avrete anche voi della bella genty convinta di aver visitato tutta la Spagna dopo aver fatto una settimana all inclusive devasto a Formentera. Sono gli stessi che dicono di aver girato l'Europa perché hanno fatto il pieno di benzina in Svizzera o in Slovenia e che confondono Monaco di Montecarlo con Monaco di Baviera.
Questi soggetti talvolta subiscono pure l'aggravante del viaggiatore confuso perché vanno a Formentera e tornano a casa con le treccine africane, i tatuaggi all'henné, una statuetta del Papa per la nonna e cantano Don't cry for me Argentina o alla meglio People from Ibiza.


Poi c'è qualcuno che ci può raccontare di aver passeggiato alla Rambla, visitato la Sagrada Familia, respirato i colori e le forme del Parc Guell e di aver capito chi è Gaudì e cosa ha fatto nella vita e allora capiamo che è stato a Barcellona, la città della Spagna più visitata dagli italiani.
Anche io posso mettere la bandierina qui con il supplemento della giuoia di aver capito le chiacchiere dei locali - torre di Babele, da buona italiana media, ti odio - perché il catalano è lo spagnolo più facile da comprendere.

Durante il tour in ANDALUSIA invece ho capito meno la lingua ma ho riempito gli occhi di bellezze e la panza di bontà: l'Andalusia è la regione collocata nel sud della Spagna che si spinge nello stretto di Gibilterra fino a sfiorare la costa dell'Africa.
Ho visitato le città principali e un po' di Costa del Sol, respirando un sacco di cultura e di arte e ingollandomi di pescado frito, una frittura di pesce davvero deliziosa che per pochi euro ti chiama a tutte le ore del giorno e della sera.

Sono arrivata in aereo a MALAGA, una cittadina molto curata, piena di palme, di edifici storici nel centro e di costruzioni moderne su tutto il lungomare. Abbiamo noleggiato un auto e in cinque giorni abbiamo percorso (il territorio è illeso perché non guidavo io) quasi duemila chilometri, ma a tutt'oggi la benzina in Spagna costa molto meno che da noi (prezzo medio in Dollari al litro per agosto 2015: 1.38 della Spagna contro 1.79 dell'Italia).




GRANADA è totalmente diversa da quello che mi aspettavo: il centro della città non è particolarmente affascinante se non per la bella cattedrale nella quale ho visto un raduno di cori europei.
Il vero gioiello è collocato molto fuori dal centro abitato e sovrasta la città: si tratta della fortezza dell'Alhambra, un complesso di palazzi risalente alla dominazione araba, ricco di decorazioni arabescate e bellissime corti abbellite da sculture e giardini con fontane. Da visitare assolutamente.






Sono poi stata a GIBILTERRA, una dipendenza inglese che fa respirare qualcosa di anglosassone quantomeno per la sterlina e il fish & chips. La città è trafficata e abbastanza incasinata compreso un aeroporto in mezzo alle auto che in caso di atterraggio o decollo si fermano dietro a un passaggio a livello. Molto bella invece la vista panoramica dalla cima della Rocca (420 metri con la cabinovia), nella quale vivono in libertà i macachi, praticamente delle scimmie scippatrici dalle quali bisogna stare attenti a non farsi rubare il cibo, il telefono o le macchine fotografiche!
Poi ho raggiunto il punto più a sud di tutta l'Europa continentale: TARIFA, a soli 14 km dal Marocco, nota per essere la capitale del vento (la sabbia si alzava e arrivava sul viso come una tempesta di aghi). Qui si può passeggiare sulle dune, mettere i piedi nel mar Mediterraneo (foto di destra) e in pochi passi nell'oceano Atlantico (foto al centro); spesso dico che son fredde le acque del Lago Maggiore ma l'oceano è davvero gelido. Mi avevano parlato di tori che pascolano liberi in riva ma me li sono persi...
Direi che in Andalusia si mangia bene praticamente dappertutto, qualità buona e prezzi giusti. Qui invece bisogna fare un po' più di attenzione, i prezzi sono più cari e col fish & chips ho fatto molti segni della croce per le condizioni igieniche alla old english. Ciò che non strangola ingrassa e difatti...






SIVIGLIA è meravigliosa e monumentale. Anche qui come a Granada il caldo era estenuante, si percepivano ben oltre quaranta gradi e ci si squagliava al sole, dal quale era pressoché impossibile rifuggire.
Questa città appaga moltissimo le aspettative di chi si immagina un set della Carmen: architetture andaluse e un mix tra atmosfera gitana e segni della cultura araba. La cattedrale è una delle più grandi d'Europa, ma purtroppo non l'ho potuta visitare al suo interno perché aveva chiuso da un quarto d'ora, maledizione che mi accompagna per chiese, musei e teatri, arrivo e son sempre chiusi.
Sono entrata nelle bellezze del Reales Alcazàres, un complesso di palazzi simile all'Alhambra di Granada, ma più piccolo e situato nel centro della città.
Altra cosa bella: passeggiare nel quartiere di Santa Cruz per respirare appieno l'atmosfera del flamenco e delle nacchere.
Superbo l'impatto prospettico di Piazza di Spagna (che si trova all'interno di un grande parco) e del suo imponente monumento alla nazione stessa: mattoni, ceramiche dipinte a mano, marmi pregiati. E' possibile fare un giro sulla carrozza e persino percorrere il canale d'acqua con le barchette.









Il problema è che adesso ho voglia di pescado frito, gazpacho, pavias, tapas, tortillas de camarones, serranito, churros, pestinoz. OLE'.

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