05 ott 2015

Extra Fashion: come ci dobbiamo conciare nella primavera estate del 2016

Nei periodi di fashion week da tutto il mondo vivo sempre dei grandi momenti di dissociazione mentale: è appena finita l'estate, lavato-stirato e archiviato i caftani svolazzanti da brava nipote mancata di Marta Marzotto, il giardino è invaso da dieci quintali di legna, i drammi del momento sono riuscirò a trovare le castagne quest'anno?, quando vado da Zara per prendere le ballerine grigie?, il mio cappotto cammello sarà del taglio giusto?, è troppo presto se faccio l'albero di Natale?, e la moda mi impone lo sguardo sulla primavera estate 2016.
Nondimeno ricordiamo il disagio della Vergine ultraterrena e pragmatica che ritiene incognito il futuro almeno quanto è incognito il capello di Antonio Conte: sarò ancora viva nella primavera estate 2016? E qualora lo fossi, davvero dovrei mettermi questa roba?
Amici, siamo costretti ad affrontare quanto segue, dunque, come nelle migliori terapie di gruppo, prendiamoci per mano e condividiamo le emoziony.

Hanno ucciso Bugs Bunny.


Ciao Prada, tutto questo mi ricorda una telecronaca sportiva di Bruno Pizzul.


Abbiamo 6 mesi di tempo per sottrarre all'Anas
un cono di delimitazione stradale per farne una borsa
(ciao Moschino, mi sa che ci leggi).

 
Ficcati in faccia un collant truccato.
Un'idea geniale per non doversi struccare ogni santa sera: peccato che fa cagare.
Ma Halloween si avvicina e non si sa mai, quindi grazie Gareth Pugh.


Ma magari rubiamo pure una sciarpina a un bronzo di Riace a caso.


Tommy Hilfigher ha pensato bene di pimpare le Birckenstock
ed effettivamente ne sentivamo un estremo bisogno.


Sono in fissa su questa foto da 7 minuti per cercare di scovarne il senso estetico.
Il risultato è uguale a quella famosa poesia che fa:
si sta come in bagno,
sul cesso,
gli stitici.
(Uno sforzo inutile).

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