18 nov 2015

Le farine biologiche Molino Ronci e gli gnocchi di farro con gorgonzola e fichi

Un sapore, un piatto che ci fa star bene, ci scalda e ci ricorda la casa, la famiglia e i nostri momenti felici: è il comfort food, una panacea per le brutture che la vita reale spesso ci regala durante una comune giornata di stress e di lavoro.
Sono le nostre ricette del cuore, quelle che ci preparava la nonna o la mamma, quelle che sanno esclusivamente di casa nostra.
Tra i miei generi di conforto preferiti ci sono gli gnocchi di patate, rigorosamente fatti in casa, morbidi, fumanti e ben conditi.
Spesso i siti di cucina indicano gli gnocchi come un piatto semplice da fare, il che è verissimo, ma ci sono delle varianti che bisogna tener conto come fossimo dei piccoli chimici per evitare un vero e proprio disastro e un tracollo nervoso nel vedere un magma primordiale che galleggia nell'acqua bollente nel momento in cui cuoceremo gli gnocchi.


1. Le patate devono essere farinose e vecchie. Quelle belle patate terrose e stagionate che troviamo dai fruttivendoli di paese. Niente patate novelle e dalla buccia sottile

2. Le patate vanno cotte al forno o al microonde, sempre con la buccia, o in qualsiasi altro modo che non comporti l'uso diretto dell'acqua

3. Quando le avrete schiacciate vanno fatte intiepidire su un tagliere di legno in modo che perdano l'ulteriore umidità

4. Si impasta velocemente e a patate tiepide, non calde!

5. Ci vuole una buona farina in grado di assorbire bene l'umidità della patata per avere un risultato morbido, saporito e per non ottenere gnocchi che, lanciati contro il muro, possano aprire uno Stargate con un'altra dimensione

Morale, come predico da una vita, per avere un buon prodotto finale servono degli ingredienti di qualità e un minimo di logica culinaria.
Gli gnocchi io li preparo in tantissime varianti: di zucca, di melanzane, di patate, con la farina integrale, di grano saraceno e questa volta ho deciso di prepararli con la farina di farro.
Ho usato la farina Molino Ronci, azienda romagnola produttrice di farine realizzate con macine a pietra naturale da grano 100% italiano. 
Le macine sono azionate come si faceva una volta, proprio grazie allo scorrere del fiume Marecchia, creando così  un prodotto il cui sapore è assolutamente imparagonabile a quello industriale.
Nemmeno a dirlo, queste farine sono prodotte con grani esclusivamente di origine italiana e la famiglia Ronci è dedita a questa attività artigianale circa dal 1941.
La loro  filosofia è semplice:  mantenere un prodotto di qualità proprio come lo era quella di un tempo.
Io ho utilizzato la loro farina di farro setacciata e ho preparato questi gnocchi al gorgonzola e fichi secchi.
Occorre:
 1 kg di patate vecchie ( chiedete al vostro fruttivendolo di fiducia)
300 grammi di farina di farro
Un pizzico di sale
1 uovo

Per la salsa
300 grammi Gorgonzola dolce
Fichi secchi
Burro
Salvia
100 ml Latte

Il procedimento ve l'ho praticamente già spiegato.
Le patate vanno pulite e cotte possibilmente non a contatto con l'acqua: vapore, microonde, forno o brace.
Vedete voi, ma ricordatevi che l'acqua è la nemica numero uno degli gnocchi.
Una volta cotte le patate - io uso il microonde e un sacchetto apposito che mi ha regalato Gloria che si chiama potato express - aspettate qualche minuto e poi sbucciatele.
Passatele nello schiacciapatate e mettete gli spaghettini ottenuti su un piano di legno - io ho un'asse che uso per fare la pasta e simili - a raffreddare.
In questo modo le patate perderanno ancora umidità. Quando saranno tiepide si può impastare.
Si deve procedere così: prima si aggiunge l'uovo, poi il sale e infine la farina.
Se necessitate di molta più farina di quella che vi ho indicato, avete sbagliato qualcosa.
Ricordatevi che più farina metterete, più gli gnocchi saranno duri dopo la cottura.
Stendete il classico rotolino, aiutandovi con la farina, tagliate e se volete ripassate con la forchetta.
Raccomando di tenere gli gnocchi che avete preparato stessi su un panno infarinato, non metteteli uno sopra all'altro in una ciotola, sennò dopo due ore avrete un unico enorme gnocco.
Per la salsa io soffriggo delle foglie di salvia in due noci di burro insieme a qualche fico secco tagliato a listarelle, tolgo dal fuoco, aggiungo il latte e poi una fetta a cubetti di gorgonzola dolce.
Correggo di sale e pepe e rimetto sul fuoco a sciogliere.
Le proporzioni di latte e formaggio sono 300 grammi di zola e 100 ml di latte.
Raccomando il fuoco sempre basso per le fondute prima che si stracci il formaggio.

MOLINO RONCI
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