04 nov 2015

Qualcosa di bello e di diverso: Wait and See a Milano

Amare le catene low-cost è vincere facile: ci propongono diversi capi e accessori wannabe, i manichini e i lookbook ci suggeriscono gli abbinamenti completi, si riesce a pagare in euro, non serve vendersi i parenti e tutto finisce a tarallucci, vino e sacchetto di Zara.
L'alternativa più nota è quella di essere milionarie e di andare a trascorrere le mattinate bigie da Valentino, Chanel, Alberta Ferretti, Ferragamo, per uscirne con l'umore svolazzante di Paris Hilton e sorella.
In realtà c'è una moda ancora più bella che è quella fatta di interpretazione personale e di ricerca, l'unica che risponde all'idea di stile unico poiché prende le distanze dall'omologazione.
Se si è dotati di duttilità, pazienza e buon gusto si può fare molto da sè: leggendo tante riviste (tanto basta guardare le figure), osservando le tendenze da tutto il mondo, rovistando negli armadi della nonna, nei negozi vintage o anche nei second hand e abbinando sapientemente a qualche capo basic e più classico.
Fortunatamente c'è chi ci viene un attimo incontro in questa operazione-moda, fa tutto questo di mestiere e apre dei concept store capaci di ipnotizzare ed entusiasmare già dalla vetrina; penso a Roma, Bologna, Venezia, Torino, Milano: le nostre città pullulano di queste realtà che si distinguono sia dal pronto moda che dai marchi inarrivabili, offrendo dei capi unici dai tagli più curati, dalle fantasie più inedite, degli accessori altrimenti introvabili. Spesso questi negozi ci intimoriscono perché appaiono subito delle piccole boutique così stilose da farci visualizzare aeroplani di euro che volano via; molte volte invece i prezzi sono più accessibili di quanto si possa pensare perché non c'è dietro la grande firma ma lo stilista emergente, l'artigiano, la sarta, il tessuto o l'accessorio proveniente da altri Paesi.

Grazie al magico mondo di Instagram, qualche settimana fa ho scoperto Wait and See, un negozio di Milano (via Santa Marta 14) considerato di culto e che incredibilmente non ho ancora mai visto dal vivo, nonostante sia aperto dal 2010. La mente e il braccio sono quelli di Uberta Zambeletti, già stilista e consulente di moda e design di cultura e formazione internazionale e oggi evidentemente ricercatrice del bello.
Ciao Uberta, ci conosceremo presto. Suona come una minaccia ma è solo prematuro affetto.



















| Photo Credit: waitandsee.it - theselby.com - Instagram @ubertazambeletti |

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