31 mag 2015

Happy Sunday


da L'amore è una cosa meravigliosa, 1955
«La tristezza nega la speranza».
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29 mag 2015

Mastertrash: il peggio dei food blog italiani

Tutte le trasmissioni di cucina, i cuochi stellati, i talent e gli chef boni hanno generato uno spaventoso effetto farfalla, inarrestabile come il peggior buco nero: l'apertura di centinaia di food blog di ricette dai nomi malvagi tipo "In cucina con Kikka" e dalla grafica fucsia e gialla con pupazzetti sparsi.
Capirete bene che, con tali premesse, i contenuti e la ricette non possono essere da meno.
Questa settimana vincono il podio di Mastertrash le seguenti peggiori schifezze planetarie.

IL RISOTTO AL DADO
Quando vedo queste cose mi viene voglia di lanciare il pc nel Lago Maggiore e lasciarlo affondare nei suoi bui e profondi fondali in segno di protesta contro l'umanità terrestre.
Il risotto al dado non è una ricetta, è una schifezza da tenere nascosta nelle segrete delle proprie cattive abitudini insieme all'uso delle calze color carne e dell'ombretto viola perlato.



PASTA ALLA VODKA
Perché non bere anche del vino Lancers ascoltando I Like Chopin con un ciuffo ben cotonato e delle spalline enormi?
Vi pare normale proporre la ricetta della pasta alla vodka nel 2015 come fosse il 1984 o come se fossimo dei tedeschi mangia pizza con ananas e prosciutto?



LA RICETTA DELLA PASTINA COL DADO
Grazie, grazie per averci detto come fare della pastina con l'acqua ed il dado perché davvero, da soli, non ci saremmo mai arrivati.
Soprattutto mi pare corretto divulgare l'uso del dado al posto di un sano, veloce e ben più salutare brodo vegetale casalingo.



IL TELECOMANDO FRITTO
Ok, fritta è buona anche una scarpa, va bene ma a tutto c'è un limite.
Tra i peggiori orrori visti registro: i wurstel, le cozze e le uova impanate e fritte.
Probabilmente non vi hanno montato le papille gustative alla nascita.




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Orologi Kapten & Son: la concorrenza tedesca di Daniel Wellington

Attenzione, attenzione: segnalazione del nuovo marchio di orologi Kapten & Son dalle sembianze molto simili al noto Daniel Wellington.
La versione col cinturino in pelle o in suede costa dieci euro in meno (mentre la versione con cinturino Nato costa uguale), il quadrante è personalizzabile sia per diametro che per colore dello sfondo (il DW a sfondo nero non esiste) e la spedizione costa € 4,90 (in Germania è gratis).

Ecco un po' di foto tratte dal profilo loro profilo Instagram.

















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28 mag 2015

Su Cannes, Amfar, Red Carpet più varie ed eventuali sempre sui vestiti ovviamente

Probabilmente un esperto SEO avrebbe da ridirne, ma la verità è che mi piacciono un sacco questi titoli alla Lina Wertmüller.
Non sono proprio capace di chiamare un post semplice con: Amfar Red Carpet.
Dietro tale oscuro meccanismo ci devono essere nascoste anche le motivazioni per cui mi piacciono cose costose di nicchia e non Monella Vagabonda.
Divagazioni a parte, vorrei continuare con Cannes, Amfar etc. perché di vestiti impossibili, bellissimi e dive non se ne ha mai abbastanza.

Iniziamo dalle fighe vere.

Kendall Jenner
Siamo sicuri che sia proprio sorella di Kim Kardashian?
Indossava un bellissimo abito di Calvin Klein color melanzana chiara, composto da crop top intrecciato e gonna ampia.



Cate Blanchett
Divina in Armani.


Bene, ora possiamo passare a quelle che meh.

Sienna Miller
Probabilmente è uno dei Sette Segreti di Fatima il motivo per cui vi piaccia così tanto, a me qui ricorda solo tanto Emma Marrone.


Per la categoria: vestiti assurdi che non riesco a capire.
Tipo come quando mi capita sotto mano un abito Desigual che non capisco cosa sia, lo giro e lo rigiro, pensando a quale possa essere il dritto, quale il rovescio e quale strano uso terrestre possa avere.



Sono vecchia e questa Rita Ora non so chi sia e non ho mai ascoltato una sua canzone, almeno volontariamente, ma sono certa che ha bisogno di uno stylist bravo.

Ho sgogolato e questa Rita Ora è nata nel 1990! Esistono davvero persone nate dopo il 1987? Non so se posso accettare tale fatto con serenità.



Ancora la vecchia storia delle trasparenze da strappona, degli spacchi vertiginosi e di come possano involgarire anche due gnocche cosmiche come Irina e Adriana.
Come sia possibile avere una montagna di soldi, due gambe chilometriche, aver vinto la lotteria genetica e sembrare lo stesso Victoria Silvstedt nei giorni di festa mi manda fuori di testa.



Ora fate i bravi e andate a mettere un like alla nostra PAGINA o vi mando a casa un vagone di calze oro come quelle di Miley.



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Bocconcini di puré allo speck

Arriva il periodo dell'anno in cui adoro fare brunch in giardino e aperitivi in terrazzo al tramonto, che mi sento tanto figa come Csaba.
Pensate che in queste occasioni io riesca a metter giù due patatine, pistacchi da sgusciare e analcolici biondi?
No, in pratica mi adopero come una nonna papera isterica per preparare buffet da esercito della salvezza che poi mi tocca invitare tutto il paese, ottuagenari compresi.
Per tale ragione voglio sempre ampliare il mio repertorio food comodo da mangiare in questi casi e poiché, come diceva Ungaretti, la patata tira...


BOCCONCINI DI PURE' ALLO SPECK

800g di patate lessate
80g di pecorino grattugiato
30g di burro salato
4 fette di speck tagliato al coltello dal trancetto (o comodi dadini già pronti)
2 cucchiai di erba cipollina disidratata
150ml di latte
2 uova
sale, pepe

Schiacciare le patate quando sono ancora calde, incorporare il burro salato, il pecorino, i tuorli delle uova, l'erba cipollina, lo speck tagliato a cubettini o pezzettini piccoli e il latte, amalgamare bene e se serve regolare di sale e pepe.
A parte montare gli albumi a neve ben ferma e incorporare delicatamente al composto di patate.
Suddividere il composto a cucchiaiate su una placca ricoperta di carta forno oppure (meglio) utilizzare gli stampi in silicone per i muffins o piccole forme, per i bocconcini quadrati ho usato questo stampo di Pavonidea.
Cuocere per circa 10-15 minuti in forno caldo a 200 gradi.

Se volete esagevave potete spennellare i bocconcini di puré con burro fuso prima di infornarli.



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27 mag 2015

Segnalazioni low-cost: Aquazzura, Chloé e Furla

Dopo aver stalkato il web alla ricerca delle Aquazzura Christy è arrivata una lettrice marziana Ciao Cristiana a linkarmi la versione low cost perfetta.
Sono di Parfois e costano 19 euro.
Ovviamente le ho prese solo che, al momento dell'ordine, per oscure ragioni, ho messo nel carrello un 36 invece di un 39.
Forse stavo pensando alle leggi che governano l'Universo? O forse mi stavo solo guardando le doppie punte?
Non lo so, ma nella prossima puntata potrò dirvi se il loro servizio clienti funziona correttamente.
Per ora, pur avendo mandato 8 mail in cui frignavo le mie bionde colpe, non mi hanno mandato nessun pacco bomba a casa.
E mi pare già una gran cosa.

Da mamma Zara invece trovate una copia dei sandali cipria di Chloé che sono davvero carini e si fermano alla caviglia pertanto possono essere messi con serenità ed equilibrio mentale anche da chi, come me, possiede due prosciutti al posto dei polpacci.


Da H&M trovate invece una versione low cost della Furla Metropolis che è una delle borse, insieme alla Drew di Chloé, che più desidero in questa stagione.
Non mi fa impazzire la stampa cocco, ma costa davvero una stupidata.


La Drew Bag invece la trovate molto simile da Forever 21.



Sempre da Zara delle wannabe Chanel.



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Dolci Trame: lo shopping a Siena e su Farfetch

Diciamo la verità, quando si entra in un sito con l'intento di fare shopping, l'obiettivo finale è trovare ciò che vogliamo, nel colore che vogliamo e nella taglia che indossiamo, dritte come un kamikaze e non ce n'è per nessuno.
Nel frattempo il cielo potrebbe colorarsi di lilla, si costellerebbe di mini pony volanti, pioverebbero marshmallow e noi non potremmo mai accorgercene, accanite come siamo a rovistare nelle newsletter per capire dove diavolo è quel codice sconto e se abbiamo almeno la spedizione gratis.
Mai state così concentrate nemmeno durante la verifica sugli integrali e le derivate, ça va sans dire.

Figuriamoci se possiamo accorgerci che lo shop dal quale stiamo comprando è in realtà una vera boutique del centro storico di una delle nostre città italiane. Ma come?! Sono su Farfetch! Starò comprando in Inghilterra, in Danimarca... che spediscano da dove vogliono ma mi deve arrivare quella camicia a righe!
Ma quella camicia, quell'ultima camicia del tuo colore preferito e della tua taglia, è piegata e confezionata con cura da imprenditrici italiane soddisfatte di aver assortito proprio ciò che tu hai desiderato e comprato, che esistono sul territorio da decenni e che da anni, al passo coi tempi e forse persino pioniere del genere, sviluppano il proprio business anche mediante il canale virtuale che non conosce confini, né regioni, né città.
Un peccato, specie in questo caso, non conoscer la città.



La città è Siena, una delle più visitate al mondo in liason con Firenze e la Toscana tutta, il negozio di cui vi sto parlando è DOLCI TRAME, una solida realtà nata nel 1988, praticamente mentre noi guardavamo Kiss Me Licia.
Dolci Trame si trova in Via del Moro 4, a ridosso di una via pedonale tra le più frequentate di Siena e in lontananza non si può sospettare nulla.
Poi ci si avvicina e si vede ciò che hanno in vetrina e si pensa ah però, ne sanno.
Poi si entra e il colpo d'occhio sull'ambiente storico, valorizzato dall'illuminazione e dai complementi, e sulla disposizione di capi e accessori fa nuovamente pensare ah però, ne sanno.
Poi si ha cura (e avidità!) di guardare tutto (ma proprio tutto come ho fatto io) l'assortimento che hanno in negozio, i brand che hanno scelto (Isabel Marant, Stella Jean, n°21, Maison Martin Margiela, Dries Van Noten...) e quelli che non hanno scientemente voluto e si dice ah però, ne sanno.
Poi ti dicono che loro sono anche su Farfetch dal 2008 e dici beh, va beh, altro che ne sanno.

Foto trovata in rete e scelta perché c'è anche del cibo!
(credit eglegraziani.com)


Ileana Macri - N°21 - Isabel Marant - Golden Goose Deluxe Brand - Carven

Hanno anche Byredo nella boutique di Siena
(mentre online i profumi non sono su Farfetch ma qui: Archivio Shop)

Sicuro come l'oro che, spazzolandomi ogni sito di shopping online Farfetch compreso, sarò capitata a sognare su un loro capo senza accorgermi che sarebbe stato spedito da Siena, da un negozio che ha anche una sua anima concretamente tradizionale e di lungimiranza innovativa e sperimentale.
Adesso so una cosa in più: so dove guardare e come capire se posso portare nel cuore la gioia di aver acquistato un capo che proviene da un negozio vero e che per di più si trova in un posto del cuore, l'Italia.

Alberto Guardiani - Sara Roka - Boboutic - Adidas - Petit Bateau - Rosa Maria - Hache


Ma Elisabetta e Federica, le dolci proprietarie di Dolci Trame, si saranno accorte che sulle gonne di Stella Jean e sugli abiti di Sara Roka ho lasciato un po' di bava?
Giuro che è solo innocente bava glitterata al sapore di marshmallow. ❤



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26 mag 2015

Tu chiamale se vuoi nevrosi: profumazioni per la casa


Ognuno ha le sue fisse e le sue nevrosi: c'è chi dorme col cuscino di fieno, chi mangia seitan su un letto di gomasio e alghe del Pacifico Orientale, chi cammina evitando di toccare le fughe delle piastrelle e chi vorrebbe essere sempre circondata da una nuvola di profumo di pulito e ha le candele anche in bagno.
Spoiler: io
Oltre alle classiche Dyptique, candele del mio cuore, e alle Yankee Candle - odorate l'ultima Beach Holiday che è buonissima - ultimamente nel mio cassetto delle nevrosi dei profumi per la casa ci sono anche queste profumazioni.

Il profumo di rosa più buono che abbia mai odorato, è rosa pura, ma non forte o stucchevole come tanti, è rosa che sa di pulito ed è un profumo molto elegante.
La descrizione, fatta probabilmente apposta per abbindolare le menti deboli come la mia, dice questo:
During the Rose festival of Kashan, women in colourful traditional clothes hand pick and boil rose petals and then collect their vapours in beautiful containers. This ancient Persian tradition inspires us to create this sweet, feminine rose fragrance diffuser.
Devo aggiungere altro?

Sembra una giratempo, ma in realtà è una specie di diffusore a clessidra che si capovolge e filtra goccia a goccia l'essenza.
Costa come un pony con la chioma arcobaleno, ma riesce a profumare intensamente fino a 20 metri quadri ed è bellissimo.

Sono una mia nuova scoperta ed una mia nuova fissa in fatto di candele, profumano intensamente ma in modo delicato e lo stoppino non è di cotone, ma è in legno che riproduce ovviamente lo stesso rilassante rumore della legna che arde.
Serve altro?

I profumi per l'ambiente di Zara Home sono la cosa più persistente che potete spruzzare per casa, non sono proprio economici, ma, essendo belli intensi, ne basta davvero poco.
Il mio preferito è Green Herbs perché profuma di fresco, pulito e di erba appena tagliata.

Coin Casa
Candele low-cost con un ottimo profumo e un packing minimal se vi piace la roba tipo Byredo, ma avete anche le bollette da pagare.

I profumi e le candele di Jo Malone sono tutti buonissimi, soprattutto per fingere di vivere in una casetta a Notthing Hill.
Mi piace molto Lavender & Lovage che odora di lenzuola bianche e fresche. 
Profumo di lavanda unito al sedano selvatico aromatizzato all’anice. 
Praticamente una lezione di erbologia della Professoressa Sprite.

Amo tutte le cose di Santa Maria Novella, soprattutto quelle che hanno un gusto vintage come le tavolette di cera per profumare i cassetti e la Carta d'Armenia.

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