31 ago 2015

Spaghetti integrali con pesto cremoso di zucchine


Come ben si evince da fatti, foto e presenza temo di non essere proprio la massima esperta mondiale di conteggi di calorie, ma questa pasta la trovo comunque salutare e ben equilibrata.
Sono convinta che, sempre che non vi alimentiate di sole gallette e broccoli lessi, sarà così anche per voi.

Occorre (x 4 persone)
350 grammi di spaghetti integrali
5- 6 Zucchine (le mie erano piccole/medie)
Cipolla rossa di tropea
Basilico fresco
Crescenza 
Sale
Pepe
Olio evo
Semini a piacere (io ho usato quelli di Lino)

Lavate e tagliate le zucchine - non è importante la forma perché tanto si frulleranno - e mettetele in padella con un goccio d'olio a rosolare.
Quando le zucchine sono a 3/4 di cottura ed iniziano a colorarsi bene, aggiungete un mezza cipolla piccola rossa.
Portate a cottura, salate e pepate.
Le zucchine vanno passate con il frullatore ad immersione insieme a qualche foglia di basilico, infine aggiungete la crescenza che, essendo la crema calda, si scioglierà.
Condite la pasta integrale, se serve aiutatevi ad amalgamare il tutto con un goccio di acqua di cottura, e guarnite con dei semi di lino o altri semi a vostra scelta.


SHARE:

Cosa pensa veramente Chiara Ferragni

Cari amici, dopo una breve pausa estiva dalle nostre imperdibili rubriche, eccoci di nuovo in compagnia della nostra beniamina e della sua sventurata vita in balìa di una crew schiavizzante e senza pietà. Missing Matchilda, grande assente di questo mese d'agosto trascorso tra Los Angeles, la Sardegna, la Grecia and altre amazing località del mondo.







SHARE:

30 ago 2015

Happy Sunday


da I ponti di Madison County, 1995
«Mi comportavo come un'altra donna, eppure ero più me stessa di quanto non fossi mai stata».
SHARE:

28 ago 2015

Team Pallidi: trovateci un fondotinta per la pelle chiara

Non parliamo solo di capelli crespi, non solo di mutande contenitive o di cellulite, ma anche di argomenti seri e importanti per il mantenimento dell'equilibrio dell'ordine cosmico quali il fondotinta.

Non so io eh, magari fossi così figa
La fate facile voi donne dalla pelle olivastra, coi capelli castani e il sottotono giallo.
La fate facile perché giustamente siete la maggioranza della popolazione femminile italiana e avete a disposizione cento catene Sephora piene di fondotinta, ciprie, correttori, stucchi e cemento a presa rapida con cui trasformarvi in Kendall Jenner.
Per una rossa naturale come me o per chi ha la pelle molto chiara, trovare un fondotinta può essere un dramma per due semplici motivi: sono tutti troppo scuri e non ce ne sono di adatti per chi ha il sottotono rosa
Il risultato può essere quindi agghiacciante con collo bianco marmo, viso giallo scuro e un apparente principio di epatite in corso. 
Come risolvo? Di norma uso solo la cipria ed evito così di sembrare una protagonista del Geordie Shore, oppure impazzisco e cerco qualcosa di adatto per la mia pelle.
Per il momento ho provato solo alcuni fondotinta a cui posso porre il timbro di approvazione TeamPallidi, ma se voi avete suggerimenti sono ben graditi.

Fondotinta Neve Cosmetics Minerale
Hanno tante sfumature di bianco Cullen, ovvio, è un fondotinta minerale, perciò se avete i crateri lunari in viso non è proprio l'ideale.
Marc Jacobs Genius Gel 
Non fate le teenager, lo so che c'è scritto anti age, ma dai 25 anni in poi ci dobbiamo pensare tutte.
Anche questo fondotinta ha ben due colorazioni di avorio.
Nars Sheer Glow
Nars è ottima per i blush e per i rossetti - hanno un rosso spaziale - ma trovo valido anche questo fondotinta per pelli secche che ha indubbiamente la più vasta gamma di colori chiari con specifica di sottotoni che abbia mai visto.
Esiste anche la versione mat per chi ha la pelle grassa o impura.


SHARE:

Il #TeamPastasciutta alla Barilla (innovazione, tradizione e scofanate)

Qualche giorno fa, mentre ero a tavola e stavo distrattamente guardando la tv, intravedo quel manzo di Pierfrancesco Favino nella nuova pubblicità della Barilla. Dopo aver urlato io ci sono stataaaaaa!!! (non con Favino ma alla Barilla) guardo avida le restanti immagini e vedo una fotografia troppo bella. Poi gùglo: Salvatores. La figheria era evidente.
Allora parte il mio pippone nostalgico con tutte le pubblicità della Barilla di cui ho memoria fino ad arrivare a quella mitica dello slogan dove c'è Barilla c'è casa del 1987 con bimba, cucciolo di gatto (per la cronaca nera: Fusillo, morto nel 2013 a 26 anni), pasta fumante e naturalmente "la musica della Barilla" (Vangelis obnubilato dal marchio) che credo molti si siano smazzati alle medie col flauto dolce.
Ripassiamo tutti insieme:
Do-Re-Miiii, Fa-Sol-La-Sooool, La-Si-Doooo, Si-La-Sol-Laaaa,
Sol-Fa-Miiii, Re-Mi-Sol-Reeee, Re-Mi-Faaa-Miii-Reee-Doooooo.
(fame)


Da quelle atmosfere di casa, di vita mangereccia e di gattiny la pasta Barilla è entrata inesorabilmente nel mio cuore: immaginatevi la giuoia quando in un assolato giorno di metà luglio io e Rossana siamo approdate nel territorio parmense in visita agli stabilimenti.
Abbiamo vissuto un momento verde e inebriante nei campi di basilico dell'azienda agricola La Felina, uno dei fornitori più vicini alla produzione dei sughi tradizionali e dei nuovi pestati e che quindi cede la materia prima freschissima: il basilico raccolto alle 5.30 del mattino è già in lavorazione dopo poche ore.
Abbiamo pranzato nello stabilimento assaggiando i nuovi pestati sulle baguette morbide e, anziché usarli come 'sugo' per la pasta, personalmente li preferisco proprio così, come stuzzichino e aperitivo sul pane. Io voto pestato ai pomodori secchi (l'ho provato anche su crostone di pane + caprino) e Rossana vota e magna pestato alle melanzane.
Naturalmente ne è seguito un bel tris di pasta coi cuochi Barilla che già temevano di andare sotto scorta per colpa della nostra presenza. Il Team Pastasciutta non si smentisce mai.
Poi con la pancia piena si può ragionare e abbiamo finalmente visitato la produzione di casa Barilla che sorprende per pulizia, organizzazione e rigore dei controlli: solo così si possono produrre centinaia di vasetti al minuto che dalle materie prime, al barattolo di vetro, all'etichettatura, svettano nelle linee di produzione con coreografie ipnotizzanti.
E tutto questo è a disposizione del migliore amico di Barilla, ovvero il consumatore che può osservare tutto come abbiamo fatto noi attraverso GUARDATUSTESSO.IT, sito ricchissimo di video, curiosità e filmati tra i quali potete vedere la produzione dei sughi, lo stabilimento, la raccolta del basilico e la nostra visita.
Ah, e poi ci sono anche io che come una pazza parlo male delle lumache che mi hanno mangiato il basilico, ma tant'è... Da precisare che Rossana in queste circostanze sceglie la dignità abbandonandomi (sempre) ai deliri in solitaria. Lei sul web continua ad avere una reputazione, io non credo.

Osservate la preoccupazione dei cuochi dopo averci viste...

Azienda Agricola La Felina

Il Team Pastasciutta si allarga: eccoci con Giulia di A pranzo da Pit



Tutti raccolti in preghiera davanti al basilico fresco

Rossana che minaccia i fotografi con lo sguardo


Io che devo sempre curiosare


Un momento molto Grey's Anatomy


| Photo Credit: Barilla Official / Guarda Tu Stesso & Alessandro Zaccaro / Fancy Factory |


Sul set del nuovo spot


Favino, facci sognare!!!


SHARE:

27 ago 2015

Chloé Faye Bag: finitela di fare borse belle e costose

Sostanzialmente mi interesso sempre poco ai nuovi trend, smuovono il mio animo solo se propongono qualcosa che davvero mi piace e che davvero è in linea con i miei gusti, sennò mi pongo sempre in questo modo:
Anni 70. Mhhh 
Pantaloni a zampa. Mhhh 
Ciabatte. Mhhh
Roba con le frange. Mhhh
Anche perché, parliamoci chiaro: può una donna cambiare totalmente gusti di stagione in stagione? 
Può passare dal normocore ai cowboy in nove mesi? 
Ma soprattutto: può spendere un capitale per rifarsi il guardaroba due volte all’anno?
No, almeno non nel mio universo.
Insomma, è una vita che mi piace la roba minimal, una vita che mi piace il nero, le righe, i colori cipria e il grigio e continuerò serenamente in tal senso.
Ci sono però alcune cose che riescono sempre a smuovere il mio animo, sempre a portarmi al bieco e irrazionale desiderio, esse sono le borse.
Ho avuto più cotte per le borse che per i ragazzi.
Due anni fa volevo una bucket bag di Mansur Gavriel, poi una Drew di Chloè, poi uno zainetto e poi una qualsiasi borsa da gattara di Céline per riabbracciare forte il minimal.
Poi l'ho smessa prima che si aprisse un buco nero intergalattico e mi inghiottisse. 
Ora però, ditemi voi se la Faye Bag di Chloé in grigio chiaro non è bellissima e se è possibile che costi quanto una settimana in Islanda?









Update: Abbiamo anche la mini Georgia in nero che è molto carina e costa solo € 690 mortacciloro.

SHARE:

Sformato ai tre formaggi e fagiolini

Ciao sono Gloria e voto "ricette da preparare in anticipo per non andare in ansia quando arrivano gli ospiti" e soprattutto "ricette da preparare in anticipo per non ingoiarsi il frigorifero in prossimità dei pasti".
E fu così che diventai la migliore amica di sformati, paste al forno, plumcake e assemblati vari da affiancare a un piatto di verdure e via.
Qui i protagonisti sono ricotta, pecorino e parmigiano; con questa base di formaggi, uova e farina si possono creare diverse varianti in base alla verdura che si sceglie di abbinare: al posto dei fagiolini, per esempio si possono mettere delle zucchine dorate in padella, le fave, i pomodori freschi, confit o secchi, il cavolfiore, ecc.


SFORMATO AI TRE FORMAGGI E FAGIOLINI

400g di ricotta misto pecora
180g di farina
250g di pecorino semistagionato
100g di parmigiano reggiano
250g di fagiolini già lessati
4 uova
1 cucchiaino di lievito istantaneo per impasti salati
sale, pepe

In una ciotola lavorare la ricotta con un cucchiaio, poi aggiungere i tuorli, la farina, il lievito, il parmigiano, il pecorino tagliato a dadini e infine i fagiolini tagliati a pezzetti.
A parte montare a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale e poi incorporarli al composto con movimenti delicati dall'alto verso il basso per non smontare il tutto.
Regolare di sale, pepare e se gradite aggiungere spezie o erbe aromatiche a piacere.
Versare il composto in uno stampo capiente da plumcake imburrato e infarinato, oppure rivestito di carta forno, o utilizzarne uno in silicone. Cuocere in forno a 180° per 45 minuti. Fare raffreddare nello stampo. Servire tiepido o freddo a fette non troppo sottili.


SHARE:

26 ago 2015

Steller: immagini e video che diventano storie

Ognuno racconta le sue cose come gli pare.
Inutile questionare, analizzare, elucubrare su quale social sia il migliore per raccontare un viaggio, un'esperienza, una giornata piena ed intensa oppure la semplice quotidianità.
La scelta del mezzo varia molto in base ai propri gusti, scopi e alla propria personalità.
Ultimamente ho provato a scaricare Snapchat - disinstallato per mancanza di contenuti ChiaraFerragnichediceottovoltealgiornoHIGUYSSSHAVINGLUNCH, grafica e risoluzione pessima, video effimeri e consumo eccessivo di giga - Periscope- disinstallato per scarso interesse nei contenuti e scarsa qualità video - ed infine ho scoperto Steller cercando foto sull'Islanda.


Al mio binomio preferito Twitter-Instagram ora si è aggiunta questa nuova app che consente di trasformare foto e video in storie come un libro, cioè quello che i tecnici e le persone serie chiamerebbero visual storytelling, ma che noi chiameremo farsi una sorta di ebook delle proprie cose.
Si sceglie il tema, le foto, il template, le categorie, la grafica, i font e si crea la propria storia.
Steller è semplice da usare, ha un design minimal molto bello e si possono assemblare storie in modo molto creativo, ho visto dei bellissimi book sulla Sicilia e sull'Islanda che dopo cinque minuti ero sul sito di IcelandAir a cercare un volo per partire subito.
Non troverete solo viaggi, ma anche ricette e persino outfit.
Purtroppo, almeno per ora, è disponibile solo per Iphone.




SHARE:

Esprit, la mia certezza per i jeans e il back to basic

Dopo aver affrontato la piaga del seventy di cui abbiamo parlato ieri, oggi sentivo la necessità di dare uno sguardo tra quelle cose che vanno sempre bene perché sono cose normali.
Quelle che si diventa pazze a cercare in tutti i negozi della città e che non pare vero non siano assortite ovunque poiché si tratterebbe di cose semplici, eppure non si trovano perché il blu notte no mi spiace non ce l'abbiamo, quest'anno va il merdone e i magazzini sono pieni di ottanio, melanzana, aragosta in bellavista, giallo bava di lumaca, pelle di serpente, pelo di orango, oro carrozze dei Casamonica. E ciao, il pullover in lana sottile blu notte non lo trovi.


Recentemente ho pianto forte perché all'outlet svizzero di Esprit - la mia àncora di salvezza per il basic a buon prezzo - trovo sempre gli skinny jeans a 10 euro e questa volta niente. Ho rovistato all'infinito in tutti i modelli presenti e in tutte le taglie, ma proprio niente. Intanto Rossana mi aspettava fuori pazientemente fino a che le sono venute le rughe, i capelli bianchi e prima della menopausa ha fatto il porto d'armi, allorché mi sono decisa a uscire dal negozio rassegnata.

ESPRIT secondo me ha il miglior assortimento in fatto di denim: basta guardare nel sito e di certo uscirà fuori il taglio desiderato e soprattutto un bel bagno di colore (non so a voi ma a me il blu operaio proprio non garba) e questa è un'altra delle ragioni principali per cui vado a sbirciare il loro sciòppo.
(Lo sapete vero che il Team Pastasciutta si deve rifornire spesso di jeans perché teniamo i cosciotti abrasivi che svampano il tessuto in mezzo alle gambe? Lo sapete).
Va beh, vado per vedere i jeans, le cose basic e poi trovo quell'abito in pizzo azzurro aviazione (lo vedete lassù in alto? Mi sta chiamando, vero?) che poco si abbina ai miei momenti Lidl alla ricerca del tagliasiepi elettrico a braccio lungo, ma già in edicola a comprare Vogue ce lo vedrei molto.

E poi c'è il momento come ti affronto l'autunno della Valtravaglia (che già negli scorsi giorni si è palesato) e come minimo mi devo segnare quattro capispalla che potrebbero essere utili, graditi, necessari. I don't need money, MONEY NEEDS ME.


SHARE:

25 ago 2015

Account da seguire su Instagram: paesaggi, squali, cibo e case

La famiglia te la trovi per nascita, ma gli amici, la timeline di Twitter e lo stream di Instagram si possono fortunatamente scegliere.
Basta seguire gli account giusti, inventarsi un nick per Instagram e poter quindi far finta con serenità di non conoscere i propri amici di Facebook che usano compulsivamente l’hashtag #lestateaddosso e pubblicano foto del culo e braccia alzate su una scogliera o delle insalate di riso condite con la maionese.
Chi seguire varia in base ai propri personali gusti, io amo le foto di paesaggi, animali e cibo.
Sono noiosa, lo so, ma non mi interessa molto vedere foto di gente in costume, crazy serate e Formentera o champagne e borse Chanel.
Questi sono degli account che ho recentemente seguito e che secondo me meritano una visita.

Le migliori foto paesaggio di tutto l'Instagram, per lo meno quelle che per me sono le migliori perché non eccessivamente contrastate e saturate.


 
 


MINIMAL PEOPLE

Less is more è la loro bio.
Il principio è semplice: architettura minimal, paessaggi e un umano in mezzo.
Ovviamente tutto desaturato.


 




Il paradiso di chiunque sia nato sotto il segno della vergine.





Profilo nuovo, con pochi follower, ma l'idea è davvero carina e ho già caricato anch'io delle foto sul tema. Il titolo del profilo spiega giù tutto.





DISCOVER SHARKS

Ci sono le fighe di legno che amano le farfalle, se le tatuano, si comprano le magliette con le farfalline glitterate e se le fanno disegnare sulle unghie quando fanno il gel.
Poi ci sono io che da quando sono piccola amo le balene, le orche e gli squali.
Discover Sharks è uno dei miei profili preferiti.




Alex Strohl
Alex Strohl
SHARE:
© 2013-17 Vita su Marte. All rights reserved.