30 nov 2015

Rum balls: piccole delizie di rum e cioccolato fondente


Questi dolcetti sono perfetti per la stagione e per il freddo.
Una botta di cioccolato fondente e rum farebbero riprendere anche uno scalatore sull'Everest.
Sono facilissimi da fare e molto buoni.
Occorre
300 grammi di biscotti secchi da tè
100 grammi di cioccolato fondente
60 grammi di zucchero
30 grammi di cacao zuccherato
2 tuorli
1 pizzico di sale
75 ml di rum
zucchero a velo

Dovete tritare finemente i biscotti nel mixer.
Sciogliete poi il cioccolato a bagno maria o nel microonde - occhio a non farlo bruciare! - e unitelo ai biscotti tritati.
A questo punto incorporate gli altri ingredienti: cacao, rum, un pizzico di sale, zucchero e infine i tuorli.
Ora versate dello zucchero a velo in un piatto e procedete come se doveste fare delle polpettine solo che le palline di rum e cioccolato vanno passate nello zucchero a velo e non nella farina.
Le rum balls vanno ora in frigorifero per un paio d'ore prima di essere mangiate.

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Supera il trauma del lunedì mandando maledizioni random

Ci sono giorni in cui vorresti insultare la gente, il mondo e la vita ma le parole non sembrano mai adatte né sufficienti.
Uno dei giorni col più alto tasso di suscettibilità è il lunedì, perché si porta dietro quel senso ancestrale di ingiustizia che deriva dal sollazzo del weekend: annusi quarantotto ore di libertà ma dopo mezzanotte la carrozza ritorna zucca e la favola è finita. Ribelliamoci al sistema.
ϟ Quando Giacomo Leopardi ha scritto Il Passero Solitario era certamente lunedì.
ϟ Quando Raf ha scritto Oggi un Dio non ho era certamente lunedì.
ϟ Quando Marco Masini ha scritto Vaffanculo era certamente lunedì.


Se pensate che io passi le ore su Pinterest e su Tumblr al solo scopo di trovare scarpe di Louboutin, borse di Chanel, gatti cicciosi, case da sciògno, cibo sbavoso e luoghi da favola vi sbagliate.
Uno dei miei Tumblr preferiti è un generatore di maledizioni.
Vado nella homepage di Io Ti Maledico, schiaccio il tasto random e mi compare la maledizione che potrò utilizzare verso chi ha già scassato le palle ancor prima di aver iniziato a parlare.
Queste sono le mie preferite, carne fresca da utilizzare verso quei soggettoni simpa che già alle 7 del lunedì mattina si sentono i MacGyver della situazione.

◆ Ti auguro giornali vecchi dal parrucchiere
◆ Ti auguro una vita con la regia di Dario Argento
◆ Ti auguro un pellegrinaggio con Paolo Brosio
◆ Ti auguro un bidet con le Frizzy Pazzy
◆ Ti auguro un chihuahua e raffiche di vento a 150 km/h
◆ Ti auguro una conferenza di creazionisti
◆ Ti auguro doppiaggi fuori sincrono
◆ Ti auguro solo cozze chiuse
◆ Ti auguro odore di cimice non localizzabile

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29 nov 2015

Happy Sunday


da Wild, 2014
- Ha un significato preciso questo tatuaggio?
- Stiamo andando a divorziare e abbiamo pensato di fare qualcosa che ci tenesse ancora uniti.
- Ah, ho capito. E non vi è venuto in mente che era più facile restare sposati?
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27 nov 2015

Lazzari Wanderlust: la capsule collection ambientata in montagna

Lazzari è sempre nel mio cuore perché amo quell'atmosfera fatta di maglioncini bon ton, colori pastello alla Wes Anderson, collettini e stampe naif come gattini o squaletti.
Infatti mi piace anche la loro ultima capsule collection invernale Wanderlust che tradotto dal tedesco significa una cosa tipo amore per il vagabondare liberamente nella natura e negli spazi aperti.
Rispetto al solito è una collezione più rustica ma ha sempre quei tratti vintage adolescenziali che mi piacciono un sacco e l'ispirazione, questa volta, è la montagna.
Ci sono mongotmery, cappottini di panno, giacche imbottite col collo in montone, felpe in pile, in lana colorata, cappellini e un bellissimo zainetto, tutti declinati nei colori del bosco e dell'autunno.
Eccovi qualche foto scattata dalla bravissima Claudia Zalla.





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Shopping scontato col Black Friday e il Cyber Monday

Ben venga che tutto il mondo sia ormai paese, soprattutto quando le tradizioni importate tornano a nostro vantaggio come il Black Friday e il Cyber Monday.
Oggi è il fatidico venerdì nero, il giorno che nella tradizione americana segue quello del Ringraziamento e che dà il via agli acquisti del periodo natalizio con offerte e sconti proposti in massa dagli store e dai grandi magazzini statunitensi; due giorni dopo, segue a ruota il cyber monday dedicato alle promozioni e agli sconti dello shopping online.
Ormai questo periodo di fine novembre è diventato strategico anche per il settore vendite del continente europeo, l'Italia ci mette sempre un po' a carburare queste news ma una volta penetrate nel sistema nessuno le sradicherà più.


Quest'anno diversi negozi e outlet italiani si sono organizzati per rendere lo shopping invernale e natalizio più conveniente e appetibile (quelli dell'elettronica come Unieuro, Euronics e Mediaworld sono ben organizzati) e certamente è bene tenere d'occhio i siti internazionali come Amazon, Asos, Gap, Anthropologie, Zalando, Boden e gli shop indipendenti di Etsy che hanno la facoltà di aderire a questa iniziativa allettante con dei codici sconto dedicati.
Il consiglio è quindi quello di entrare nei propri negozi online preferiti, controllare se il carrello o la whishlist subiscono la riduzione di eventuali sconti e in caso... festa positiva. YO.
Questi sono i desideri che terrò d'occhio tra oggi e lunedì.





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26 nov 2015

Le peggio vestite della settimana

Oggi abbiamo red carpet, award, prime, presentazioni case libri auto viaggi fogli di giornale.

Iniziamo dalla categoria "Gente che ho sempre ritenuto figa e che mi dispiace mettere in questa rubrica che quasi gli chiederei scusa in anticipo".

Nicole Richie
Sembra una giovane zarra di Brugherio del 1998 che gira il coprivolante di pelo rosa e il portachiavi di Hello Kitty.
Quanto dolore.


Gwen Stefani
Perché quel vestito da danzatrice di samba dark?
Cos'è?
Perché quei capelli?


Alanis Morissette
Lei è una delle preferite da una vita, da quando ho ascoltato per la prima volta Jagged Little Pill nel 1995 e soffro a vederla così.


In mezzo alle foto degli American Music Awards ho trovato una tizia a me sconosciuta, tale Z LaLa - sapete, la vecchiaia - che non ho ben capito da cose fosse vestita.
Sono indecisa tra: Ursula la regina dei mari, un polipo o una cozza aperta con attaccato un polipo.


Harry Styles
Ora mi spiegate perché Harry Styles è preso come icona di stile da mezzo internet.
Dai.



Ellie Goulding 
Non esistono regole universali nella moda, salvo qualche eccezione.
Tra di esse annovero: i copri spalla, gli stivali bianchi, Desigual, le calze color carne lucide e gli abiti monospalla.


Katy PerrySempre bella, sempre gnocca, ma qui sembra l'aiutante del mago Silvan.


Brandi Glanville
I copri capezzoli solo se siete Madonna.


Lady Gaga
Continua a non farcela.


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Riflessioni sui buffet finger food + Ricetta dei bocconcini al pistacchio e cioccolato + Rubrica "poveri ma belli"

C'erano una volta i buffet anni ottanta e novanta, ricchi di vassoi e di piatti da portata enormi corredati da cucchiai altrettanto enormi coi quali ci si serviva a piacere la giga-porzione desiderata e nessuno aveva niente da dire.
Poi è arrivata l'epoca del finger food bon ton cagam'u cazz ed è arrivato il conseguente disagio esistenziale. Ogni volta, in preda al panico e a un minimo senso del pudore, mi chiedo:
✖ cosa faccio, prendo già otto porzioni per poi sembrare un'ingorda o mi alzo otto volte per poi sembrare un suino all'ingrasso?
✖ cosa faccio, morsico la porzione per ottenerne due bocconi e rischiare di colarmi addosso sughi e creme peggio che nella classe delle rane all'asilo o ingollo tutto in un sol boccone sembrando sempre il suino di cui sopra?
Peraltro, stesso dramma che vivo tutte le volte che mi ritrovo in mano un bigné. Si accettano consigli. Io sarei sono fan del "sol boccone" per più vantaggi:
✌ non ci si sporca né la faccia, né le mani, né gli abiti
✌ si assaporano tutti i gusti all together
✌ si è dispensati dalla chiacchiera fino a quando non si è deglutito tutto, quindi se il boccone è grosso si può tacere anche per due minuti di seguito. Sociopatia portami via.
Naturalmente faccio gli scongiuri affinché nessuno abbia la bella idea di fotografarmi con le guance in fase di esplosione e affinché non mi sorga la necessità di parlare offrendo un panorama molto bolo alimentare.

Detto questo, quando ho la necessità di onorare il trend dei finger food, ricorro ai miei amati stampi in silicone micro-porzionati che permettono di presentare il cibo in dimensioni tutte uguali con un risultato estetico preciso, pulito e senza le briciole dei tagli sbatty fai da te (this is la scassaminchiaggine della Vergine precisa con l'ascendente Bilancia che ama le cose belle: sì lo so, spesso il male di vivere ho incontrato ho pensato ad autoeliminarmi dalla vita).
Va da sè che quanto segue lo si può realizzare anche in formato muffin, tortine o piccoli plumcake, in base agli stampi che preferite e alle dimensioni che più gradite.


DOLCI BOCCONCINI AL PISTACCHIO E CIOCCOLATO

150g di farina per dolci con lievito
160g di zucchero di canna integrale
110g di burro
80g di granella di pistacchi
3 uova
pistacchi interi sgusciati, sbucciati e non salati
cioccolato fondente di buona qualità

Fondere il burro e tenere da parte a intiepidire. Nel frattempo, in una ciotola capiente sbattere le uova e lo zucchero con le fruste; quando il composto sarà omogeneo e cremoso aggiungere la farina poca alla volta e amalgamare evitando la formazione di grumi. Incorporare il burro e infine la granella di pistacchi. Mescolare bene e poi suddividere negli stampi.
Cuocere in forno a 180 gradi fino a cottura (i tempi possono variare tra i 12-15 minuti per le forme più piccole fino a 40 minuti per i plumcake interi, nel dubbio verificare la cottura con uno stecchino di legno). Sfornare, fare intiepidire, sformare e fare raffeddare.
Fondere il cioccolato (nel microonde o a bagnomaria) e immergerci la sommità dei dolcetti (oppure fare una colata sulla cima del plumcake), decorare con i pistacchi interi e fare raffreddare.




❤ Per la rubrica "poveri ma belli" (la stessa dello scrub e del sacchetto cuocipatate, per intenderci) vi segnalo dei nuovi prodotti degni di nota nell'assortimento del mitico Eurospin: tavolette di cioccolato fondente della linea Le nostre Stelle con cacao proveniente dal Perù e dalla Repubblica Dominicana. Il cioccolato fair trade è prodotto da Icam, azienda che produce altri marchi di cioccolato di qualità e ottimo equilibrio che vi ho già consigliato come Vanini e Otto Chocolates. Sebbene entrambi i tipi siano fondenti al 70% sprigionano aromi diversi poiché le fave provengono da Paesi e piantagioni differenti. Costano € 1,27 a tavoletta, quindi all'etto. Ottimo rapporto qualità prezzo. Per lo stesso prezzo, stessa qualità e stesso produttore c'è anche il cioccolato fondente Carrefour Bio che si trova nei supermercati omonimi.
➟ Fidatevi di me che sono degustatrice di cioccolato a tempo perso.


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25 nov 2015

Cose che potete trovare da Ikea per Natale



In questo periodo la popolazione mondiale si divide in due categorie: quelli che smaniano per il Natale e non vedono l'ora di riempire la casa di decorazioni e biscotti, e quelli che sono stati picchiati da piccoli con un torrone a pasta dura in testa e inspiegabilmente detestano il Natale.
Non trovo altra spiegazione logica per odiare il Natale se non quello di avere passato le feste della propria infanzia nel sottoscala di Harry Potter, con un Panettone di soli canditi al posto del Pandoro e del mascarpone e con in mano Tania al posto di Barbie Luce di Stelle.
Sono giorni che scandaglio il web come un sottomarino russo della Guerra Fredda per guardare tutti i cataloghi di decorazioni natalizie esistenti.
Ero convinta che non mi servisse niente, poi ho guardato queste foto di Ikea e ho capito che in fin dei conti mi mancavano: una lampada a forma di stella in rame, svariati piatti e tovaglioli, calze da mettere sul camino, carta regalo a caso e un cane bianco.
















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La fotografia Urbex nell'ex Area Falck - Canon #ComeAndSee


Cos'ho a che fare io col concetto di Urbex, ovvero urban exploration, ovvero esplorazione di rovine e luoghi abbandonati?
Poiché dai Plasmon in poi sento di appartenere al partito del vietato vietare, ecco che la voglia di esplorare il proibito trova spazio nella mia indole da bertuccia ribelle. Inoltre, subendo anche il momento adolescenza-celebrity "camminare con le cuffie nelle orecchie e sentirsi in un videoclip", volevo amplificare l'esperienza urbana trasgry e sentirmi un po' Will Smith in Io sono leggenda.
Ma tranquilli che ci pensa la Vergine pallosa a sgonfiare le velleità sgargianti e a non permettermi di vivere momenti adrenalinici stile tuffi da trenta metri, lanci col paracadute, dialogo con un mamba sette passi. Il rischio va sempre calcolato. Ed è per questo che quando mi hanno consegnato i fogli della manleva con l'elenco di tutte le incognite dell'area industriale pericolante in cui sarei dovuta entrare è andata così, perché la nonna paesana che c'è in me direbbe che non si sa mai. Nonna paesana scaramantica batte Will Smith 1-0.


Io troppo temeraria col caschetto fashion

Però invece tutto bene, tant'è che sono qui a raccontarvi di quel giorno in cui ho varcato la soglia proibita dell'ex Area Falck assieme al team di Canon, all'instagramer veneziano Riccardo Zanutto e a dei bikers adrenalinizzati tipo Vittorio Brumotti.
L'urban exploration è una pratica che affascina i fotografi e gli instagramers del momento e avrebbe anche delle regole ben precise, tra le quali pubblicare gli scatti e non dire a quale luogo appartengono per alimentare il mistero.
Bene, io ho già rovinato tutto dicendovi che mi trovavo nell'area ex acciaierie Falck, ma vi ricordo che sono in modalità nonna paesana che spoilera le telenovelas sudamericane, quindi non ho segreti.
Oltre settant'anni di produzione di acciaio e ghisa fino alla crisi del settore culminata nel declino degli anni novanta. L'area degli stabilimenti siderurgici - a Sesto San Giovanni, appena fuori Milano - è immensa (1 milione e 400 mila metri quadrati, una volta e mezzo l'Expo) ed è attualmente in fase di bonifica e riqualifica su progetto di Renzo Piano con l'investimento cospicuo di una società di sviluppo immobiliare che, sotto il nome del piano di recupero Milanosesto, prevede scuole, asili, aree commerciali, 150 mila metri quadrati di abitazioni, 650 mila metri quadrati di aree verdi, un polo sportivo e una città della salute e della ricerca.
Un territorio dunque di grande fascino perché attualmente ancora in apparente stato di abbandono ma destinato all'imminente bonifica e recupero e che in meno di dieci anni sarà un'area urbana all'avanguardia: le zone industriali desolate hanno dunque molto da raccontare, sono suggestive e lasciano spazio all'immaginazione, su tutto ciò che era stato e che non sarà più.


La torre piezometrica, serbatoio pensile di acqua di falda

Uso smodato dei filtri creativi di Canon



Finalmente in quest'occasione sono riuscita a provare la Canon G7X, una delle macchine fotografiche che bramo (per un motivo molto Barbie Malibù: se-pesa-troppo-nella-borsa-non-la-voglio-più) per rapporto leggerezza/compattezza/prestazioni. E' nella categoria compatte-professionali, pesa solo tre etti, è davvero tascabile e fa delle foto eccellenti, molto luminose anche in scarse condizioni di luce naturale, ha lo schermo inclinabile per ammazzarsi di selfie e, altra caratteristica ormai fondamentale, ha il wifi che consente il trasferimento immediato degli scatti sul telefonino per la condivisione social. Io la vorrei tanto. Nonna Paesana chiama Babbo Natale, 1, 2, 3 prova.
Peraltro, modello dimostratosi eccellente anche per riprendere cose in velocità come i Brumotti impazziti, con rispetto parlando per il loro coraggio urban-sportivo-metropolitano: io, donna antisport, rovinata dal divanismo della televisione trash, è già tanto che mi sono chinata in cerca dell'inquadratura migliore.




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