31 gen 2016

Happy Sunday


da Basta che funzioni, 2009
«Il nostro matrimonio non è stato un giardino di rose,
botanicamente parlando tu sei più un'orchidea carnivora».
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29 gen 2016

H&M Home: ecco la collezione Primavera 2016


H&M Home a me piace molto: ha sempre delle belle collezioni sul pezzo, spesso i tessuti sono della linea conscious, i prezzi sono contenuti.
Della collezione primaverile adoro il punto di verde che hanno scelto, i temi geometrici dei tessuti, le stampe con le foglie di banana e i gli elefanti sui piatti rosa.
Ci sono anche dei vasi molto belli e scegliendo bene si riescono a trovare dei pezzi molto carini con un costo contenuto, personalmente vorrei comprare le bottiglie in vetro verde e montarci un paralume per farne una lampada.
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Cosa vedere al cinema: Joy

Mentre Quo Vado? è ancora fuori nelle sale praticamente da un mese, ha incassato più di 60 milioni di euro e Carlo Verdone rosica, ieri al cinema è uscito JOY.
Allora, se siete un pochetto habitué di Vita su Marte e se avete visto qualche nostro video armate di popcorn e babbucce di pecora, potrete senz'altro intuire che Rossana è la persona seria e io sono quella tamarra: Rossana ha visto tutti i colossal cinematografici della storia a ritroso fino a Ben-Hur mentre io guardavo per la trecentesima volte Le fate ignoranti; Rossana sa a memoria i dialoghi di The Big Bang Theory, io quelli di Desperate Housewives; Rossana non possiede il bastone dei selfie, io ce l'ho sempre in borsa e l'ho messo anche nel testamento.


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28 gen 2016

Ho scoperto Josh Mario John e improvvisamente mi interessano i modelli

Anno nuovo, stessa storia: i titoli dei miei post sembrano scritti da Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich ovvero Lina Wertmüller.
Non sono capace di fare in modo diverso, forse è anche una specie di talento, forse dovrei rivendermi come titolista in qualche testata folle.
Comunque converrete con me che titoli come Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto oppure La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia sono indubbiamente meravigliosi.
Ma non sono qui per parlarvi di cinema ma di argomenti ben più leggeri, biondi e scemi: modelli.
Di solito non mi interessano: troppo magri, troppo puliti, tutti uguali, tutti sciapi e tutti efebici.
Guardo le loro foto su Instagram e penso che potrebbero, al massimo, smuovermi un assopito e sepolto istinto materno.
Un giorno però ho scoperto questo account: spizoiky.
Ovvero tale Josh Mario John.


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Racconti del terrore del mio primo showcooking e cucina toscana: zuppa di fagioli e cavolo nero con cantucci salati al formaggio

Adesso voi vi dovete immaginare la sottoscritta, che solitamente cucina per due e in ciabatte, coinvolta in una gara culinaria con show cooking incluso presso il Salone nazionale dell'Agriturismo, di fronte a una giuria di chef, giornalisti e nutrizionisti. E per di più avversaria del mio amico Alessandro (Fancy Factory), food blogger che cucina benissimo, super preciso, furbescamente tattico che era in squadra con Adele, sommelier esperta di abbinamenti e contrasti del palato.
Poi vi dovete anche immaginare la strategia del mio compagno di squadra, sommelier e wine blogger Claudio: astuto abbinamento del vino? Spezia segreta? Imbattibile sui tempi di cottura?
No: il giorno della gara si è sbottonato la camicia bianca aderente per irretire la giuria.
Chiaramente amici io davo la mia squadra per spacciata.
Ma ripercorriamo i punti principali: novembre, Toscana, tour gastronomico nella provincia di Arezzo organizzato dal mitico staff di Caccia al Territorio (qui vi ho raccontato il resto), obiettivo finale produrre una ricetta che interpretasse i saperi e i sapori locali, utilizzando ingredienti tipici della zona raccolti nei giorni del tour, due coppie sfidanti, ricetta provata al mattino nella cucina del relais Il Falconiere e ultimata al pomeriggio al centro fiere di Arezzo, presidente di giuria Marco Stabile omonimo di un tronista di Uomini e Donne chef con una stella Michelin per il suo ristorante Ora d'Aria di Firenze.
Io e Claudio pensiamo di fare una zuppa che abbia per ingredienti principali i fagioli zolfini e il cavolo nero, per inserire un elemento croccante ci abbiniamo i tipici cantucci in una variante salata, strada facendo scopriamo anche l'esistenza della Tarese e così finalizziamo il piatto che abbiamo poeticamente chiamato IL CANTUCCIO DEL VERDURAIO TOSCANO (sì, ci hanno chiesto il titolo del piatto tipo Masterchef).
Adesso trovate riassunta la ricetta semplificata, da fare tranky a casa in ciabatte, con ingredienti reperibili in tutte le zone d'Italia; più in basso scoprirete dettagli vari e testimonianze fotografiche dell'ansia da prestazione.


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27 gen 2016

Sul bomber e i tempi della moda

Succede spesso che mi chiediate opinioni sui vestiti, di solito le vostre richieste si dividono tra il sapere cosa ne possa pensare di una giacca o di un paio di scarpe e se questo capo può essere un pochino tamarro.
La risposta più sensata e logica da dare all'ultimo quesito è sempre e solo una: dipende.
Dipende sempre da chi lo indossa, come lo indossa e con cosa lo indossa.
Non esiste mai una verità assoluta, salvo per le leggi della fisica e della matematica, e sostenere l'opposto sarebbe folle.
La risposta alla prima domanda invece è che, sostanzialmente, dovreste sempre avere la libertà intellettuale e personale di fare quello che vi pare indipendentemente da quello che vi possa imporre la moda perché una personalità forte vale ben più di un trend.
Non pongo fiducia alcuna nelle persone che comprano in modo compulsivo tutti i trend di stagione senza selezionare.
Sostanzialmente, io mi vesto sempre uguale: mi piacciono le righe, le cose minimal, ogni tanto qualcosa di rosa, quando sono in pms i glitter, il grigio, le scarpe basse, le cose basiche, etc.
Noiosa, insomma e spesso nemmeno compro nei fast fashion gli ultimi trend perché non mi interessano. Vanno di moda le ciabatte e non mi piacciono? Amen, non le compro e continuo a mettermi le mie Repetto blu.
Funziono così.
Per farla breve, l'altro giorno mi avete chiesto in tante cosa ne pensassi del bomber e se fosse realmente di moda. Ho solo due considerazioni da fare, visto che me le avete chieste, ed esse sono:

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Arredare casa: i favolosi anni Cinquanta e il Mid Century Modern style

Ieri sera è finito Il Paradiso delle Signore e giassò che tra poco scriverò alla Rai per implorarne il sequel. Stessa cosa quando hanno mandato in onda Atelier Fontana e Le stagioni del cuore.
Se non è chiaro, mi piacciono assai gli anni cinquanta: non c'era più la guerra ciao Alice Sabatini, c'era l'ottimismo della ricostruzione e i tempi d'oro delle imprese, c'erano le belle acconciature mica Jean Louis David, il bel trucco e le belle manicure sobrie no Mikeligna, i gioielli di classe no Pandora, S'Agapõ, Brosway, gli abiti di sartoria che pisciavano in testa a Miss Ribellina e tante altre cose belle che avrei voluto vivere. Però oggi avrei già troppe rughe, non sarei psicologicamente pronta a questo e se sono qui con un certo grado di felicità e di accettazione lo devo soprattutto all'internet, allo streaming e a Uomini e Donne.

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26 gen 2016

Abbiamo le Kardashian italiane

Inutile fare le snob, inutile dire che giovedì scorso stavamo discorrendo di tauromachia su Twitter, non ci crede nessuno.
Stavamo facendo tutti la stessa: lurkando nell'ombra il party dei diciotto anni di Chiara Nasti.
Ebbene sì, è finita un'era, nessuno potrà più dire "la fashion blogger minorenne", ma, se proprio può mancare questa cosa, rimane sempre la sorella Angela Nasti.
A fronte di tutto il sublime trash del party dell'altra sera, di tutti i pettegolezzi sugli interventi al seno, di tutta la sobria e delicata cerchia familiare, per me c'è un solo risultato: habemus Kardashian.
Ormai è chiaro e palese, la famiglia Nasti è la versione italiana dei Kardashian e fossi in quelli di Real Time li avrei già scritturati per un reality che guarderei totalmente lobotomizzata come faccio sempre con le youtubers zarre.
Ve ne porto le prove.

IL TRUCCO 
Anche le Nasti sono amanti del contouring estremo, del trucco dato con il pennello cinghiale e del correttore Mapei.
Infatti, sono chiaramente colpite dalla Sindrome Anna Tatangelo.
Sindrome che colpisce random ragazze partenopee di indubbia bellezza e che le porta a dimostrare circa quindici anni più della loro età biologica grazie all'eccesso di trucco e boccolo.
Da diciotto a trentacinque anni in un colpo solo.


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Come gestiamo le occhiaie di Leandra?

Ovvero, l'occasione per parlare della piaga delle occhiaie e delle borse sotto agli occhi.
Nessuno escluso, tutti hanno provato il brivido del momento wwf occhi da panda specie protetta e del momento hangover in cui si è pervasi da strani rigonfiamenti in parti del corpo che non sapevamo nemmeno potessero subire tali mutamenti genetici. tristesse


Non immaginate quante volte nel mio tempo libero, tra un H&M e uno Zara, sia nervosamente entrata in un beauty negozio tipo Kiko o Sephora, chiedendo di fare qualcosa per le occhiaie e le borse sotto agli occhi e volendo sapere quale gradazione di colore si addicesse alla mia patologia: le commesse solitamente mi guardano perplesse, per poi consultarsi tra di loro, per poi dirmi che non c'è un problema evidente, che secondo loro è sufficiente un po' di fondotinta, magari un buon contorno occhi prima di andare a dormire... suscitando a fasi alternate le mie pacate reazioni:
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25 gen 2016

Torta al limone e panna


Ci sono poche cose al mondo buone come una torta al limone mangiata con un caffè nero bollente.
Ovviamente senza zucchero con la stessa convinzione con cui ordino la Coca Zero con le patatine fritte.
Questa torta è facile da fare ed è molto soffice e gustosa.

Occorre
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Extra Fashion: lo street style superaccessoriato

E' sempre così: le dotazioni di serie non bastano mai.
Lo sanno tutti: quelli che comprano un'auto e vogliono i sedili anteriori riscaldabili, quelli che scaricano le app per modificare le foto e vogliono usare tutti i filtri, quelli che comprano un cono da due gusti ma ci vogliono anche la panna montata, quelli che si fidanzano con una modella taglia 36 e vogliono le tette grosse.
Di serie ti accatti gli alzacristalli a manovella, la suocera, un solo ciondolo pandora.
E allora via di superaccessoriato, quel qualcosa in più che fa la differenza. Perché io valgo.

La borsa col santino della Vergine Madreh, protettrice delle rughe
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24 gen 2016

Happy Sunday


da Il pescatore di sogni, 2011
«Se farà questa cosa senza metterci il cuore credo che non arriveremo a niente».
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22 gen 2016

X-Files ritorna con sei nuovi episodi

Da ragazzina non perdevo una puntata di X-Files per nulla al mondo.
Ne avevo paura, lo vedevo da sola, su Italia Uno, al buio, e ne avevo paura ma, come per Twin Peaks, non riuscivo a non vederlo.
Mi spaventavo già con la sigla, ma non ne perdevo un minuto.
Credo che entrambe siano state le serie tv per cui sono andata più giù di testa, come del resto tutto l'intero globo.


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Impariamo dalle campagne pubblicitarie - Moda 2016

Missoni ci viene in aiuto in casi di Alzheimer precoce:
se hai difficoltà a ricordare le cose, prova a ripercorrere le gestualità della tua vita
sdraiata su un materasso Memory.

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21 gen 2016

Saldi e cose che vorrei


Da questo collage si possono evincere parecchie cose:
1. Sono pervasa da una femminilità esplosiva e dilaniante. 
Tutta tacco tredici, abitini stringi-natiche e unghie lunghe a mandorla. Vero? Sorprendente.
2. Prima o poi dovrò decidermi a usare Youtube per comprendere l'utilizzo di Photoshop e non solo per lobotomizzarmi entrambi gli emisferi cerebrali con i video haul.
Molto bene, premessa dovuta, direi che posso elencarvi le cose che ho salvato nei vari carrelli online tutte in saldo.
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Dolci della tradizione italiana: la torta sbrisolona

La SBRISOLONA, dolce storico tipico della zona di Mantova (e qui parte il mio sobrio W l'Italiaaaa!) è una torta rustica che adoro fare per le seguenti ragioni:
❤ contiene mandorle
❤ è facile da fare anche per un ominide dedito solo al calcio e alla playstation
❤ negli ingredienti ricorre il numero 2, perciò è molto semplice memorizzarli e magari al lotto porta bene
❤ dà un senso alla farina di mais che non sia solo polenta
❤ profuma di casa e di nonna
❤ è buonissima


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20 gen 2016

Nuove borse Céline che mi piacciono

Céline, cortesemente, potresti smetterla di produrre borse bellissime che non posso permettermi?

TROTTEUR SHOULDER BAG
Più figa della box perché, almeno per ora, nettamente meno vista.
Il principio è sempre lo stesso: una borsa semplicissima, all'apparenza da pensionata che va dal medico a farsi le ricette, con una semplice fibbia e nulla di più.
Bella vero?
Quella più piccolina costa 1.250 euro.
Passo e chiudo.



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Beauty Trend 2016: sopracciglia folte o concimazione selvaggia del pelo?!

Non so dire cosa stia succedendo, né so a chi dare la colpa.
Potrei citare Frida Kahlo, la figlia di Madonna, Giuseppe Bergomi.
Ma andiamo con ordine: ho intercettato alcune foto della SS 2016 con le tendenze beauty-trucco-parrucco per capire cosa faranno gli altri che io non farò perché le unghie mi piacciono monocromatiche, il mio trucco moda fantasia è composto da mascara, fondotinta, burrocacao e ho i capelli uguali dal 1998.


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19 gen 2016

Look for less scarpe di Chanel da nonna edition

Riprendiamo il discorso delle scarpe da nonna.
Fossi ricca, fossi figa, fossi russa, negli ultimi mesi avrei comprato queste scarpe da Chanel e le avrei messe con i jeans con l'orlo a vivo, con una delle ultime borse di Céline e un vecchio cappotto blu per un look da ottuagenaria, ma con stile.
Mi sento di dover chiedere scusa al sig. Jeffrey Campbell per tutte le imprecazioni colorite che gli avevo riservato all'epoca delle Lita. Avevo ragione allora, ma ora è ancora lui che viene in nostro aiuto con una versione low cost di queste scarpe giovani e frizzanti.
Si chiamano Tolloch e converrete con me che potrebbe essere tranquillamente il nome di un cattivo guerriero Uruk-Hai.


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Una rivista e uno stile di vita: Kinfolk

E' molto probabile che in uno dei vostri trip in rete abbiate visto delle foto, solitamente ben fatte, che contenessero il magazine Kinfolk. Io le ho viste più volte e mi sono chiesta cosa, come, dove, quando e perché.
Innanzitutto pensavo che Kinfolk fosse un nome svedese o norvegese di un qualcosa. Tu chiamala se vuoi ignoranza oppure colpa dell'Ikea che travia la mia mente fatta di polpette di renna.
Kinfolk in uno slang casalingo americano significa parenti, perché il concept della rivista è quello di portare alla luce uno stile di vita slow, fatto di tempo speso con le persone, i parenti, gli amici, il buon cibo, la natura, il design e l'arte. Come si evince dal sottotitolo: una guida per piccoli momenti di convivialità.

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18 gen 2016

Polpette di patate con bitto ed erbe aromatiche

Il titolo dice tutto.
Una ricetta gustosa, saporita e calorica quanto basta per andare poi a scalare il Nanga Parbat in inverno. Sono le polpette di patate con formaggio e erbe aromatiche.


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Extra Fashion: Barbie street style

Ieri pomeriggio, mentre facevo approfondimento tematico sui fantasmi che abitano casa Vianello (Barbara D'Urso, un nome una garanzia per il mio patrimonio culturale), sfogliavo il web per tenermi aggiornata sulla people che fa street style e questa volta ho trovato un sacco di Barbie girls in a Barbie world (cit. Giacomo Leopardi).
Con ancora nel cuore la super mostra di Barbie al Mudec di Milano (se avete intenzione di andarci non rimandate troppo perché termina il 13 marzo e il tempo è come l'ottimismo, volaaaaaaaaaaa...), guardo lo street style e trovo diversi modelli strepitosi che gridano business e che la Mattel si sta evidentemente facendo sfuggire. Mi autonomino direttore creativo perché voglio fare la Barbie Therapy con loro.

Barbie Piumone Floreale Double Face

Barbie Boccetta di Profumo di Kenzo

Barbie Magia di Perla

Barbie Asociale

Barbie Benzinaia Glamour

Barbie Scaramanzia

Barbie Gelato d'Inverno

Ken Miami Vice

Barbie Smile Epistassi goes to Giappone

Barbie Seduzioni in Lego-Pelliccia

Barbie Anthropofobia

Barbie Tortura Medievale modello Mazza Perlata

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17 gen 2016

Happy Sunday


da L'ultimo bacio, 2001
«Solo dopo la morte siamo fuori tempo massimo».
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15 gen 2016

Le Bitsie di Jeffrey Campbell ovvero le scarpe da nonna

Avrei dovuto farvi il solito post sui Flops del Golden Globe, lo so,  me lo avete chiesto in tanti, ma davvero questa settimana sono troppo triste per farlo.
Portate pazienza, ma David Bowie e Alan Rickman nella stessa settimana sono troppi anche per me e mi sento come se mi avesse baciata un dissennatore.
Non avrei mai trovato nulla di divertente.
Ora, se le congiunzioni astrali bisestili si placheranno, presto il livello dell'endorfina nel mio cervello tornerà a livelli normali e potrò pensare anche a quel tipo di post.
Intanto, per risollevare gli animi, ho pensato fosse d'uopo fare una roba sensata: guardare scarpe belle.
Fossimo in ambito archeologico potremmo discutere della seriazione tipologica di queste scarpe che Pinterest chiama flat block heel e che, molto banalmente, farei risalire alla scarpe da nonnetta.
Se volete invece sentire la versione moda potremmo parlare di una derivazione tipologica dalle Vara di Ferragamo, di una copia di Céline o di una versione delle Tango con tacco basso e senza laccetto.
Modificando il posto degli addendi, il risultato non cambia: scarpe da nonnetta.
A me, sprezzante del pericolo e dei rischi, piacciono.
Siccome non ho i soldi per le Vara, né per le Céline che devo pagare le bollette, mi piacciono pure quelle di Zara o la versione di Jeffrey Campbell.
Il modello è Bitsie.


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#TeamPastasciutta contro la piaga della pasta galleggiante

Mercoledì mattina, con la consulenza del professor Morelli, vi dicevo che non vale la pena cercare di cambiare la storia dell'umanità e infatti, per coerenza, vi confermo che il massimo delle mie azioni leggendarie si può tradurre in una parmigiana di melanzane da favola o in un piatto di pasta che, più che entrare negli annali, entrerà nei fianchi di chi ne ha fatto onore con appetito. questa è la vita very
Venne il giorno in cui il mio grande passo per l'umanità si tradusse anche nell'istituzione del Team Pastasciutta, con tanto di profilo Instagram che raccoglie i best primi piatti a base di pasta in the world. [ Magnate, fotografate e taggate #teampastasciutta ].
Ma come in ogni migliore love story che si rispetti, ecco il colpo di scena, l'imprevisto, il tuffo al cuore: scopro che il mondo è invaso dalla piaga della pasta galleggiante. (Musica di Psycho)
Con l'anatra all'arancia, il panettone, la zuppa di pesce o la sette veli di Montersino qualche filo di panico e paura sarebbe comprensibile, ma qui con un semplice piatto di pasta siamo alla deriva più completa: non è che stiamo parlando di abbonda col sugo, vacci pesante col condimento, falla bella ricca, no. Questa è pasta che prima di essere impiattata fa il biglietto alla Navigazione Laghi, gli spaghetti devono prendere il brevetto da sub, le farfalle sono di razza marina e ai maccheroni serve il salvagente.
Infine mi chiedo: come verrà consumato tutto il liquido di galleggiamento? Con 800 grammi di pane? A cucchiaiate? Lo bevono direttamente come fa mio nonno col brodo?!
Guardate e basitevi.

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14 gen 2016

Cosa sto guardando su Netflix: Making a Murderer e altri documentari

Il titolo dice tutto.
Vado subito al sodo e vi dico, in queste lunghe settimane di malattia, cosa ho guardato su Netflix mentre ero chiusa nel bozzolo del mio piumone e sotto antidolorifici.
I documentari.
Sono fighissimi su Netflix, niente leoni nella savana, niente Templari, niente cagate, ma roba seria.

Hot girls wanted
Detesto il mondo del porno, non perché io sia femminista o bigotta, ma perché lessi svariate interviste di ex pornodive in cui venivano denunciati quelli che erano veri e propri abusi, soprattutto con neofite dell'est semi sconosciute.
In un giorno di noia mi infognai in tutta una serie di articoli che mi lasciarono sconvolta.
Ho visto questo famoso documentario sul porno amatoriale a Miami e, come previsto, ne è uscito un quadro triste, degradante e sconfortante di queste ragazze appena maggiorenni. 
Alla fine le avrei volute abbracciare tutte e riportarle a casa.


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Vellutata di zucca e porcini con crema di formaggio al rosmarino

Rossana ha segnalato sulla fanpage marziana che pubblico minestre su Instagram facendo finta di mangiare light. Ha ragione. Cucino cose a base di verdure e con pochi grassi per bilanciare il karma delle merende senza fine a base di cioccolato, panettone, biscotti, cioccolato, panettone e biscotti. dieta bilanciata
E lunedì ho fatto la zuppa di zucca. Mentre attendevo i tempi di cottura ho cominciato a ripetere zuppa di zucca per più di cinque volte, è una formula alienante tipo li vuoi quei kiwi che potrei usare come sfida prima della merenda: dieci volte senza errori e apro la porta magica alla triade cioccolato, panettone, biscotti, altrimenti no. Ho detto potrei.


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13 gen 2016

È morto David Bowie ma nel mondo c'è ancora speranza

Succede.
Prima o poi capita a tutti che muoia un proprio idolo.
A me era già successo il 5 aprile del 1994 ed è successo di nuovo l'altro giorno.
Non vi attaccherò un pippone su come mi abbia folgorata da ragazzina l'ascolto di Ashes to Ashes, su come per me sia impossibile pensare a Kreuzberg senza ascoltare Yassassin o su quanto sia incredibilmente perfetta tutta la trilogia berlinese.
L'avrete già capito da soli che qui, su Vita su Marte, David Bowie è il nostro spirito guida.
Sono stata male per la sua morte, ho pianto, ho visto ogni speciale tv, mi sono martoriata il cuore ascoltando la  maratona della BBC6 via radio per un intero lunghissimo pomeriggio.
Ho guardato il video di Lazarus almeno quaranta volte vedendoci almeno cinquantasette messaggi diversi Look up here, I'm in heaven ogni volta come Giacobbo quando affronta l'argomento dei Templari nella cappella di Rosslyn.
Altrettanto sto facendo con Blackstar che è meraviglioso.
Una sorta di elaborazione del lutto che è ben lontana dall'essere terminata ma, se ho superato la morte di Silente e di Han Solo, ne uscirò anche da questa.
Però c'è stata una cosa che mi ha sollevata, come la cioccolata offerta da Lupin ad Harry dopo i Dissennatori, e sono stati i messaggi di bene universale che arrivavano da internet. 
Ed erano tutti bellissimi.
Ne ho raccolti alcuni così possiamo piangere un attimo insieme.

LONDRA
Gli inglesi sono un grande popolo.
Fine dei discorsi.

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Il segreto della felicità: impariamo dagli errori degli artisti sfigati e dei geni incompresi

Settimana scorsa, a cena con amici, si animava una discussione con pareri divergenti circa gli artisti e i personaggi illustri riconosciuti come tali solo postumi. Cercando a fatica di riassumere in una sola parola la mia opinione potrei dire sticazzi, includendo nella parola tutto il disagio e lo sconforto di un essere umano la cui vita è stata interamente spesa in una dedizione di pensieri, parole, opere e omissioni che non sono stati minimamente cagati. Poi è morto e sulla tomba gli hanno scritto perché io valgo. sticazzi



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12 gen 2016

Piatti e tazze Marimekko

Sulle stampe di Marimekko ho già biascicato d'amore in diverse occasioni sino alla loro ultima collaborazione con Banana Republic.
Marimekko è un brand finlandese specializzato nel design tessile e conosciutissimo grazie alle stampe geometriche un po' anni 60, alle righe e alle fantasie colorate. 
Conoscevo appunto le stampe, i vestiti, le tovaglie e i cuscini su cui sbavavo silenziosamente, finché un giorno ho scoperto anche tutti i loro pots da cucina. Tra le tante mie nevrosi, vi è anche quella di comprare piatti, tazze, tovaglioli, bicchieri di ogni genere e forgia.
Risulta evidente che ora voglio tutta questa roba.
Non guardatemi male, succederà anche voi: invecchierete e vorrete anche piatti e tazze insieme a scarpe e vestiti.



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Inès de la Fressange, lo stile parigino e la Parisian Chic City Guide

Inès (nome completo Inès Marie Lætitia Églantine Isabelle de Seignard de la Fressange, per gli amici Pina) è una modella, stilista, socialité, nobile, figlia di banchiera, figona francese di quasi sessant'anni che da tempo ci insegna ad essere delle parigine giuste.
Sì, noi femmine dello Stivale siamo italiane orgoglione e non cambieremmo con nessun'altra nazione al mondo (giusto? giusto.), però, come quando eravamo bambine, ci divertiamo a giocare, a interpretare altri ruoli, a camminare per strada con la musica in cuffia sentendoci in un videoclip, a sentirci parigine a Parigi, berlinesi a Berlino, madrilene (← ho googlato) a Madrid. Anche se finora sento che l'unica imitazione che mi verrebbe bene sarebbe quella della Merkel, per via della taglia, ma questo è un fatto di carboidrati che tratteremo in altra sede col nome di porcellum.


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11 gen 2016

Biscotti al cocco a prova di primate

In teoria dovremmo essere a dieta, ma immagino che qui siamo tutte d'accordo col dire che in fin dei conti il cocco è frutta.


Quindi questi benedetti biscotti al cocco li possiamo fare e mangiare senza troppe menate.
La ricetta è semplicissima e l'ho vista su un sacco di blog stranieri nel corso degli anni e sicuramente rifatta anche in tv da qualche Csaba della situazione.
Ve la ripropongo perché davvero è a prova di primate in cucina.

Occorre:

200 grammi di farina di cocco
90 grammi di zucchero bianco
2 albumi grandi o 3 medi

Mischiate tutto, compattate delle palline piccole, mettetele sulla placca con la forno.
Cuocete per 10/15 minuti, finché non saranno appena dorate, a 180 gradi.

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Sei profili belli da seguire su Instagram

Spesso ci chiedete nuovi stimoli per uno degli hobby più diffusi del momento: stalkare il prossimo tuo, cosa che più poeticamente potremmo definire "profili belli da seguire su Instagram e Pinterest".
Noi vi apriamo sempre il nostro cuore e vi riveliamo a più riprese dove andiamo a ipnotizzarci nelle notti più buie e tempestose ovvero nella fase digestiva delle nostre cene frugali.
Oggi è il turno di sei profili Instagram, il nostro social preferito, e prossimamente vi forniremo anche personaggi Pinterest degni di menzione e sguardi languidi.

_FOODSTORIES_ - il cibo prima di tutto
Vado a visitare questo profilo dopo i pasti (a volte compaiono delle torte spaccacuore) perché devo aver coscienza che non sono capace di fotografare con stile una beata mazza.


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10 gen 2016

Happy Sunday


da Un maggiordomo alla Casa Bianca, 2013
«Se non posso sedermi a mangiare dove voglio, preferisco morire.
Ci battiamo per i nostri diritti!».
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08 gen 2016

Apre NYX in Italia e io ho già una wishlist

Sovente mi capita di guardare lobotomizzata cose discutibili come le televendite di QVC o i video haul beauty su Youtube.
So di sprecare il mio tempo, so che potrei impiegarlo leggendo un libro a caso di un autore contemporaneo molto hipster, ma nulla, resto lì a fissare una sconosciuta che elenca un'infinità di prodotti beauty.
Totalmente impotente, totalmente lobotomizzata.
Fu così, in uno di questi momenti di annebbiamento mentale, che mesi e mesi fa,  scoprii l'esistenza di NYX da una delle tante Youtuber un po' tamarre e dal nome discutibile tipo jadorefashionstarinthecity etc. etc.
Presente no?
Ecco, in quel marasma di prodotti che nemmeno una commessa Sephora con provvigione conoscerebbe, ho visto i rossetti e le tinte di NYX e ho capito di volerli tutti.

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Quindi per rilassarci dobbiamo tirar fuori i pastelli

Non so cosa facciate voi quando volete rilassarvi e sgomberare la mente dai problemi e dai pensieri satanici nei confronti del mondo.
Io faccio biscotti e torte salate, oppure guardo Uomini e Donne, Un Posto al Sole, i litigi dei matrimoni gipsy, le nozze tamarre del Boss delle Cerimonie e le case arredate male su Real Time. Ah, ultimamente anche Il Paradiso delle Signore (grazie Rai Uno per le tue fiction romantiche).
Cose molto edificanti e sportive come potete intuire.
Poi c'è chi per rilassarsi fa un'ora di zumba, due ore di crossfit, impara a memoria i Canti di Dante e va a una conferenza sulla visione dicotomica del sacro e del profano nella storia dell'arte carolingia.
Ma pare che si debba dire basta a tutto questo, tirare fuori pastelli e pennarelli e colorare.
Coloriamo tutti i muri, case, vicoli e palazzi, perché lei ama i colori? No, ma salutiamo lo stesso Riccardo Cocciante che ci legge sempre prima di phonarsi il capello.


Tutto si è scatenato col successo del libro da colorare La Foresta Incantata dell'illustratrice inglese Johanna Basford e da lì a pioggia ne sono seguiti molti altri dello stesso genere, fino ad arrivare a La Pinella a Colori, perché da noi si finisce sempre a pizza, fichi e degenero trash.

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07 gen 2016

Biscotti con le facce per non sentirsi soli

Se non è colpa di Instagram è colpa di Pinterest: questi biscotti li ho visti lì e li ho voluti rifare subito.
Sono le uniche persone che vorrei vedere al mattino prima delle ore 9, gli unici ospiti che non puzzerebbero dopo tre giorni, il perfetto riscatto morale dei misantropi.
Come si può intuire, si tratta di semplici biscotti di frolla con decorazioni di cioccolato, quindi potete usare la vostra ricetta preferita se ne avete già una, oppure seguire questa facile ricetta, tenendo conto che io uso spesso la farina integrale (qui ho fatto metà e metà) ma i biscotti vengono perfetti e buonissimi anche con la sola farina bianca tradizionale 00, fate a vostro gusto e in base a quello che avete in casa.


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Punto della situazione e discutibili buoni propositi


Tutto torna: la moda, le stagioni e anche Vita su Marte.
Prima di ricominciare a parlare di moda, cibo, profumi e balocchi, direi che è il caso di fare il punto della situazione del blog, delle vacanze, della vita e sticazzi:

★Ho capito che fare tutte le wishlist natalizie non serve a una mazza perché comunque quella scatolina sotto l'albero rettangolare sarà sempre un profumo e mai un Iphone 6S gold.

★ Ho fatto un brutto incidente da cui ne sono uscita viva, ma un pochino rotta e questo mi ha portato, non a riflettere sulla vita, ma ad essere una drogata di Netflix e ve ne parlerò a breve.

Abbiamo finalmente cambiato layout e rinnovato il logo dopo un'enta-consulta a base di mascarpone e tisane detox per bilanciare. A noi piace molto, fateci sapere cosa ne pensate anche voi.
Tranquilli, se non dovesse piacervi la prenderemo bene lanciando il computer nelle gelide acque del Lago Maggiore mentre assumiamo una dolce espressione da Ursula la Strega dei Mari.

★ Iniziato il nuovo anno ho stilato anche io i miei buoni propositi, essi sono:
- Perdere 15 chili maddai no anzi mi sa pure di più
- Finirla di perdere tempo guardando video haul idioti su Youtube
- Imparare a truccarmi decentemente e farlo tutti i santi giorni
- Iniziare ad andare a vedere le partite di rugby locali e trovare un degno fidanzato con la stazza di un taglialegna canadese
- Finirla di considerare i dolci alle mele quale frutta e cibo sano
- Trovare il tempo per andare in piscina per non avere più la mobilità articolare di una di 70 anni e il culone di Valerina Marini
- Andare in vacanza in Islanda
- Finirla di buttare soldi inutili da Zara 
- Adottare un gattino rosso e chiamarlo Ottone

★ Dimenticavo: BUON ANNO GENTE!

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03 gen 2016

Happy Sunday


da Maial College, 2002
«Il primo appuntamento è un'intervista».
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