09 feb 2016

Amore e odio per Marie Kondo: tutto a posto e niente in ordine

Amore e ODIO per Marie Kondo: ho voluto ribadire il concetto perché il titolo non mi permetteva di esaltare adeguatamente la parola odio che necessita un maiuscolo, grassetto, sottolineato, lampeggiante, glitterato, con inserti in pelo di pecora.
Vorrei fare presto per essere minimal come consiglia lei: Marie Kondo è una giapponese che ha scritto un libro su come mettere e tenere in ordine la casa e la vita. Probabilmente turbata nella sua infanzia, sta vivendo un'esistenza all'insegna delle manie ossessivo-compulsive e, anziché curarsi dallo psichiatra perdendo millemila soldi, ci ha scritto un libro e i millemila soldi li incassa.
Il mondo è pieno di persone che vorrebbero una casa ordinata, un'automobile splendente, una vita precisa - e invece - è doveroso citare una delle nostre maestre di vita Lina Wertmüller e il suo film Tutto a posto e niente in ordine, perché questa è la vita very.
Fatto sta che il suo libro è un bestseller ovunque e in Italia è stato uno dei libri più venduti nel 2015 (qualcosa tipo sedici ristampe).


Come si intitola il libro, di grazia? Il magico potere del riordino: allora, già che nel titolo ci metti la parola magico ci stai creando delle aspettative alla Walt Disney che verrano disattese in 3, 2, 1. Falsa.
In pratica le sue regole inneggiano al minimalismo: poche cose ma buone, quelle davvero utili, riposte ordinatamente in spazi comodi e accessibili, l'ambiente domestico dev'essere quanto più sgombro affinché sia più facile e veloce tenerlo pulito. E tutto questo come si concilia con i 27 pacchi di tovaglioli Ikea, il coniglietto di gomma di Tiger, la palla di neve con babbo natale, le carte colorate di Pantone, la mia collezione di vasi di ceramica della Germania ovest?!
Poi suggerisce di attribuire un'anima ai nostri vestiti, accessori, scarpe e borse: sono davvero contenti di finire appallottolati, schiacciati, ammassati, buttati a caso negli armadi e nei cassetti?
Cioè lei delira, ha le visioni, si immagina che il suo armadio le si rivolti contro sottoforma di esercito di Zara militarmente addestrato a punire a colpi di tacchi in testa e noi le compriamo il libro?! Tutto bene.
Io confesso di avere la sezione "abiti" del mio armadio ordinata cromaticamente, ma una casa sgombra di cazzate non ce l'avrò mai perché la spesa compulsiva da Tiger mi rende felice.
Intanto ho trovato il modo per fare arrendere Marie Kondo alle sedute di analisi: chiudiamola nell'armadio di Chiara Ferragni.



Eccola, è lei!!!





Lei pensa che i nostri vestiti siano più felici quando sono piegati nel cassettone,
piuttosto che appesi in un armadio è pazza!





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