29 feb 2016

Ho paura di Anna Wintour che ride

Ci sono eventi della vita ai quali siamo preparati: è una cultura inconsapevole, è routine, è scritto, è l'antropologia, è il dna, è la vita very.
Sappiamo che entreremo alle 18 in tangenziale a Milano e non ne usciremo prima di due ore, sappiamo che Sauron armerà le sue legioni di orchi, sappiamo che l'esame di Analisi II lo ripeteremo almeno due volte, sappiamo che l'ultimo paio di scarpe in saldo da Zara non sarà mai del nostro numero, sappiamo che Anna Wintour non ride.
Lei è sempre seria, concentrata, altera, porta gli occhiali da sole anche in ufficio, va di fretta, si incazza, si scazza. Ma non ride.




E se Anna Wintour ride ci crollano quelle poche certezze su cui è basata la nostra solida quotidianità: una tangenziale senza traffico, Sauron che regala caramelle agli Hobbit, un 30 e lode al primo appello di Analisi II, l'ultimo paio di scarpe in saldo che è proprio del nostro numero.
Dovremmo essere felici eppure è inevitabile farsi assalire dall'ansia e dall'inquietante sospetto. Praticamente un complotto.

Questo è quello che sappiamo grazie alla storia

Siamo sereni se la vediamo così


Perché diciamo che il concetto di smiling non le viene così spontaneo...

Lui si protegge perché lei col sorriso gli avrà appena detto cose dolci tipo
per il bene del tuo pene te ne devi andare subito

E' serena pensando ai bauli di bombe a idrogeno nel suo attico di New York

Sorride e fa il dito medio. Tutto ok.

Una giovane Anna sorride consapevole degli anni di
stipendi Condé Nast che si succhierà da lì a 120 anni.
Ciao povery

Sorridere = gobba ⇢ Lascia perdere

Anna sorride sull'incipiente stempiatura della sua amica Grace

La fierezza di chi sa che non c'è vento che potrà scardinare la sua parrucca chiodata

Anna felice accanto a Kanye West, noi ci domandiamo cosa c'è sotto
ma lei ride perché sa bene cosa c'è sotto

Sorride da amica a fianco al contouring di Valentino

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