04 apr 2016

Torta margherita al carbone vegetale

Quali motivi mi abbiano spinto a cucinare una torta nera, che pare uscita dalla fucine di Mordor, non sono indagabili, ma immagino sia per la mera illusione di mangiare LA TORTA BUONA CHE SGONFIA. 
Sì perché il carbone vegetale oltre a servire, in dosi massicce, a salvare la vita alla gente in punto di morte per veleni, serve anche per sgonfiare.
Ovviamente tale discorso non vale se, insieme al carbone, ci mettiamo anche lo zucchero e le uova, ma su Marte siamo ingenue e ci piace pensare positivo.
Abbiamo quindi la torta margherita che SGONFIA.
Per fare una torta al carbone vegetale dovreste andare in farmacia, comprare il carbone, tritarlo nel mortaio e aggiungerlo nell'impasto.
Non avendo trovato in rete dosi chiare e certe e non volendo avvelenare tutta la famiglia creando un Bezoar contro i veleni - se non sapete cosa sia non possiamo essere più amici - ho pensato di comprare questa farina di Le Farine Magiche che trovo nel magico Carrefour in centro a Luingeles.
Quando vedo queste cose colorate e inutili io non resisto, proprio come un labrador di fronte al lago in un caldo pomeriggio di luglio.


Ecco cosa ho fatto:

250 grammi di farina nera
50 grammi di fecola di patate
180 di zucchero
4 uova
1 pizzico di sale
scorza di limone
circa 180 grammi di latte intero
1 bustina di lievito per dolci

burro per imburrare la teglia

Montate gli albumi a neve con un pizzico di sale e abbandonateli al loro destino.
Montate i rossi con lo zucchero, a lungo e con calma e pazienza, fino a farli diventare belli ariosi e spumosi.
Aggiungete quindi la farina nera, il lievito setacciato, la scorza del limone e il latte.
Lavorate ancora l'impasto con le fruste e, non essendoci burro, se necessario, aggiungete ancora latte per rendere l'impasto bello liscio e cremoso.
Alla fine si incorporano gli albumi, sempre mescolando dall'alto verso il basso, e la torta cuoce per 50 minuti a 150 gradi.

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