31 mag 2016

Come si fa a odiare Primark?

E' cosa ovvia che vorremmo tutte alzarci la mattina in un letto morbido fatto di lenzuola di lino, Ryan Gosling o Michael Fassbender a lato che ci sorride (o anche tutti e due), la colazione continentale preparata dalla cameriera già pronta sul tavolo del giardino vista piscina, vasi di fiori freschi ovunque, la stanza guardaroba che ci aspetta, la giornata fatta di shopping extra-lusso e relax nell'idromassaggio, per poi concludere con una cena di coppia in un ristorante stellato a caso.
Poi apriamo il portafoglio, vediamo venti euro e diciamo molto bene.



Questo per spiegarvi perché amiamo Valentino, Alberta Ferretti e Céline ma frequentiamo più spesso Zara, H&M e Stradivarius. Un po' contro la nostra volontà vera, diciamo.
E poiché il divino mondo del fast fashion ci ha fatto la grazia di portarcelo anche in Italia, frequenteremo anche Primark: lo diciamo senza vergogna, nonostante ci sia sempre qualcuno che con un guizzo di originalità ci ricorda il sintetico, il poliestere, il cartone. MADDAI. Per 10 euro magari vuoi pure il pizzo chantilly, Ryan Gosling in cassa e i distributori di merendine di Iginio Massari?

Amiamo il brivido felino del low cost e presto varcheremo la soglia del primo Primark italiano che si trova alle porte di Milano, nel nuovo centro commerciale di Arese (il più grande d'Europa) inaugurato lo scorso aprile. In attesa di un gradito shop online che al momento ancora non c'è e che farebbe felice tutta l'Italia.
















SHARE:
© 2015 Vita su Marte. All rights reserved.