18 mag 2016

Saponi, saponette e Zara Home

Ci sono cose per le quali ho sviluppato delle manie assurde, tipo la mia ormai nota collezione di vasi prodotti nella Germania ovest prima della caduta del muro a cui sta seguendo a ruota quella delle sveglie da comodino anni settanta dell'Unione Sovietica.
In fatto di saponi, potreste quindi immaginare che io sia portata a scegliere cose tipo saponette alla lavanda tardiva della Provenza sud-est colta mano da immigrate clandestine durante la presidenza Sarkozy. E invece no. Non adesso perlomeno, nel 2017 chissà.


Tempo fa compravo a caso al supermercato, alternando la scimmia per i saponi liquidi a quella per le saponette che, nel mio ideale di donna degli anni cinquanta, rappresentano una cosa più preziosa e affascinante. Ma dovevo fare i conti con la mia psiche suscettibile: le saponette infatti, dopo un po' che sono consumate e sbiancate, fanno molto bagno pubblico anni ottanta e quando raggiungono la forma ovale piatta tipo osso di seppia la questione si fa gravemente intollerabile. Chili di saponette prematuramente eliminate e meticolosamente occultate per non turbare gli ambientalisti.
Successivamente, ho cominciato a fare incetta delle palle colorate di sapone liquido Sephora, scegliendole con una motivazione saggia e ragionata, ovvero in base al colore da abbinare agli asciugamani del bagno. Nel tempo, ho decretato tra i miei preferiti quello al tè verde.
Ma venne il giorno in cui eliminai gli asciugamani verdi perché erano ormai sbiaditi, perciò panico.



Ecco quindi sopraggiungere l'Epifania tardiva: in un pomeriggio piovoso vado da Zara Home e svito tutti saponi liquidi del loro assortimento, robe che devo fare sempre da sola che sennò amici e parenti si vergognano di me e mi aspettano all'uscita fingendo di non conoscermi.
Ebbene, tornando al mio momento cane da tartufo, posso dire di aver percepito subito un livello odoroso superiore e più raffinato rispetto ad altri saponi liquidi, ma mancava la prova finale: lavarsi le mani, sentire quanto emanasse la fragranza e quanto sarebbe restata addosso. Cosa che, fatta direttamente in negozio, mi sarebbe valsa la camicia di forza.
Quindi: grandi meditazioni, consulenze finanziarie nel mio borsellino poratcho, investimento dei paperdollari e va bene, compro l'Orange Blossom che ora trionfa profumato sul mio lavabo.
Potrò mai aggiungere altro a quanto già narrato? Solo mille meritati cuori e un entusiastico 10 e lode.

Tratto da: "Scusate se mi emoziono per un sapone liquido da 3 euro e 99".


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