01 giu 2016

Made in Italy speciale: i profumi di Gabriella Chieffo

Quando ho scoperto che in Italia esisteva qualcuno che aveva avuto l'idea di fare un profumo di nome Ragù ho capito che c'era una persona in più al mondo da stimare.
Il ragù, signore e signori, quello che mettiamo sull'adorato piatto di pasta fumante per rendere tutto ancora più adorato e godurioso, quello che sa di cose buone fatte in casa in una felice giornata di sole e sorrisi, sicuramente una domenica, quando tutto è più rilassato e perciò ha più odore e sapore.


Una mia amica mi ha subito domandato perplessa se il profumo odorasse proprio di ragù. Naturalmente no. E prova a raccontarle tu in un profumo tutte le memorie delle emozioni e le sensazioni dell'ora buona e delle persone buone di casa.
Il genio è Gabriella Chieffo, personaggio eclettico e passionale che cesella i suoi istinti in creazioni pregne del suo senso tecnico, artistico e di donna della tradizione.
Ragù è una fragranza particolare che racchiude arancio, bergamotto, pepe, spezie e legni, una provocazione olfattiva a cui non si può rimanere indifferenti e che viene voglia di odorare più e più volte confrontandola con Variazioni di Ragù, una fragranza più meditata e dolce concepita in tempi più recenti.
Ma Gabriella Chieffo mi ha definitivamente conquistata quest'anno con la sua ultima creazione Maisìa, il riscatto intrinseco di quella donna audace e dall'anima ribelle che un tempo finiva al rogo. Per una come me, il cui libro preferito è La Chimera di Sebastiano Vassalli, potrete immaginare il piacere morboso di riuscire a dare un odore a una storia che non ho mai dimenticato.
Maisìa sorprende: con queste premesse ci si può aspettare un profumo forte, sanguigno, penetrante e invece no. Maisìa va a toccare l'aromatica gradevolezza della donna e la rende persistente come il suo desiderio di riscatto. Il voluttuoso frutto del fico e della ginestra si fonde con le note del legno, della cenere e dell’ambra nera.

Spesso per le cose del nostro piccolo quotidiano ci facciamo conquistare dal packaging: i profumi di Gabriella Chieffo hanno di bello pure questo, il tappo è un cubo lavorato a mano in pietra leccese (la sua terra d'origine). Ma quel che più conquista di un profumo, oltre alla soggettività del profumo stesso, è la sua storia, quella buona madre che in uno dei suoi giorni migliori ha concepito un pezzo di vita e di memoria olfattiva.


Goccia di sangue e di sudore quella che imperla la mia fronte ora che il momento è arrivato.
Goccia di sapienza che diventa peccato. Gocce d’amore, quelle che lasciavi sul mio corpo disfatto
d’abbandono. Chiudo gli occhi per non vedere le loro facce distorte dal piacere selvaggio del rito
d’espiazione.
Maisìa!, gridano al mio passaggio, per l’antico sortilegio d’aver suscitato amore.
Cuori affatturàti, dicono.
Ma ad un cuore solo vanno le gocce delle mie lacrime, mentre il rogo divampa e divampa la mia furia. Ad un
cuore solo ho concesso la mia anima, sì, dannata, ma dannata d’ amore. Sputatemi addosso, ridete pure di
me, marchiatemi a fuoco come un animale innocente e stracciate le mie puttane vesti.
Maisìa!, gridano per esorcizzare il potere della mia demoniaca bellezz a. Illusi, non conosco pozioni o malefici
né per lenire il mio dolore, né per squarciare il buio dentro di voi.
E mentre le forze mi abbandonano e le fiamme mi avvolgono è a vo i che dedico un pensiero maledetto e a lui,
tra la folla, un respiro d’amore.


Nel sito di Gabriella Chieffo trovate tutti i profumi e tutte le loro storie.

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