03 giu 2016

W l'Italia, tesori alle porte di Roma: Tivoli, i Castelli Romani e il ristorante Pagnanelli

Sono pazza di Roma. Sono talmente pazza di Roma che ogni volta che mi ci sono trovata non ho mai varcato i confini del Grande Raccordo Anulare (tranne una rapida spiaggiata a Fregene nel lontano 2003) per vedere i dintorni del territorio laziale.
Poi, in una puntata di Forum, sento Barbara Palombelli dire che gli italiani hanno la smania di andare a Sharm el Sheikh e magari non hanno mai visto Tivoli.
Giammai Barbara. W l'Italia e si va a Tivoli.



Il momento buono è venuto qualche settimana fa (chi mi segue su Instagram avrà visto), quando ero di passaggio nel Lazio: mi sono fatta la forza di ignorare Roma e, dopo qualche lacrimuccia e senso di colpa nei confronti della magggica Capitale, ho imboccato la direzione Tivoli con l'intenzione di fare tappa obbligata a Villa Adriana e a Villa d'Este.
Quest'ultima però - sfigghy - era chiusa per giorno di riposo (poi il lunedì non deve subire improperi e maledizioni collettive) e allora c'è stato il tempo per un giro ai Castelli Romani: Ariccia, Castel Gandolfo, il Lago Albano e il panorama dal Monte Cavo in località Rocca di Papa.
Tutti posti da visitare e da girare in preda a un attacco di Dolce Vita fuoriporta. Quindi potete anche immaginarmi su un auto d'epoca decappottabile con un abito in cotone fasciante, un foulard in testa, le perle e gli occhialoni da diva.
Invece no. Avevo i jeans e le slip-on (altrimenti chi camminava nei sentieri del Monte Cavo) e soprattutto, poiché s'era fatta 'na certa, avevo fame.


La perla enogastronomica scovata questa volta (armatevi di taccuino e inchiostro indelebile) si trova accanto alla residenza papale di Castel Gandolfo: è il ristorante Pagnanelli, situato in posizione panoramica e decisamente dominante sul Lago Albano.
Ho mangiato un ricco antipasto misto e dei fantastici tortelli ripieni di porchetta di Ariccia conditi con crema di asparagi e pecorino che non dimenticherò facilmente.

Fa una certa gola anche alle 10 del mattino...

Quei tortelli ❤

Ma un'ulteriore sorpresa è arrivata alla fine del pranzo e sta tutta nascosta sotto terra: una cantina scavata nella roccia vulcanica, per completarla ci sono voluti 5 anni e 1200 camion di macerie scalpellate a mano. Ora è un tesoro sotterraneo a due temperature, una più adatta alle persone e meno ai vini nella quale c'è l'area degustazione, relax, collezioni, angolo grappe e decine di bottiglie autografate dei personaggi famosi passati nel locale. L'altra più adatta ai vini e meno alle persone, con la tipica temperatura e umidità che le bottiglie richiedono, una cantina che vanta più di 3500 etichette e una collezione di vini storici di annata.
Meta quindi irrinunciabile per tutti gli amanti del buon bere.

Son tornata a casa con una giga-bottiglia di liquore al cioccolato e arancia fatto da loro e tanta voglia di tornare in queste meravigliose zone, anche perché per la necessità di ripartire mi sono rimaste troppe cose da vedere, tra cui una sbirciatina alla casa estiva del Papa. Vuoi non curiosare tra gli arredi e i giardini?


Altri scorci da Villa Adriana a Tivoli

Sconvolt selfie col mitico bastone, per dimostrarvi il look 'nu jeans e 'na maglietta

Il panorama dal Monte Cavo

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