27 lug 2016

Italian Style: The Geometry of Pasta, il libro sulle forme del carboidrato del cuore

Quando a 22 anni sono andata ad abitare da sola, ho avuto la fortuna di trovare un appartamento con una cucina grande e luminosa alla quale ho fatto subito una parete rosso sugo e ci ho appeso un calendario perpetuo vintage con i formati storici della pasta.
Anni fa, durante uno dei miei rari momenti sportivi, una biciclettata fuori porta con mia sorella, mi son sentita dire da un passante ardito "ti piace la pastasciutta, eh?".
E se in punto di morte mi chiedessero quale ultimo piatto vorrei gustare, senz'altro vorrei un piatto di pasta al sugo. Fusilli o spaghetti. Ma anche elicoidali, trofie, orecchiette.
Quindi sì, caro passante ardito, la pastasciutta mi piace assai, tanto che per naturale conseguenza ho fondato con orgoglio il Team Pastasciutta che innalza i cuori e la salivazione in un profilo instagram da evitare a ore pasti.


Il calendario della pasta è sempre vicino al mio tavolo della cucina, anche ora che non abito più nell'appartamento con la parete rosso sugo. E ancora oggi come allora mi interrogo sui nomi più assurdi che ci compaiono sopra: gargati, ave marie, cameroni, nocciolette.

Il gusto, oltre alla sua percezione gustativa più logica dei sapori, si basa anche sull'odore e sulla sensazione tattile che il cibo ci trasmette in bocca durante la masticazione, perciò i formati di pasta sono più che importanti: vi sarà capitato di conoscere persone che odiano i fusilli o che non mangiano gli spaghetti o che dicono sì alle penne rigate ma no a quelle lisce e via dicendo.
Questo perché gli italiani hanno fantasia, storia e tradizione e nel tempo si è generata una scelta di centinaia di formati.


The Geometry of Pasta è un libro che avrebbe potuto scrivere un italiano e invece no.
Indubbio svantaggio: solo un italiano può parlare di cibo italiano.
Indubbio vantaggio: tutto il mondo ci apprezza. W l'Italiaaaaa.
L'autore è lo chef Jacob Kenedy che in questo libro rivela la tecnica, la cultura e la filosofia che stanno dietro ai vari formati di pasta suggerendo la miglior combinazione tra forma e sugo.
Il cibo viene dunque inteso come godimento della materia e come design attraverso le illustrazioni e la grafica del designer Caz Hildebrand.
Tutto si può poi tradurre nella pratica e in una dispensa fashion: una collezione gourmet fatta dai migliori produttori di pasta trafilata al bronzo e sughi della tradizione. Un'idea carina da regalare per un autoinvito a cena senza delitto.
Qui uno degli shop italiani che vende i prodotti e altre info sul sito ufficiale The Geometry of Pasta.






Ah, il libro contrappone all'immagine colorita che possiamo dare a un vivace piatto di spaghetti alla puttanesca un minimalismo tutto in bianco e nero. Ma appunto è un libro e se una cosa non si mangia non può essere a colori.
Io però sono troppo tentata e prima poi uno schizzo di sugo ce lo faccio.

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