27 lug 2016

Stranger Things: la serie tv del momento che omaggia gli anni 80

Di norma l'estate è il momento in cui le serie tv vanno tutte a morire, ma invero, in estate, ho subito le peggiori crushes televisive della storia: Twin Peaks e X-Files.
Credo sia ormai universalmente riconosciuto - in barba ai gusti personali - che la regia di Lynch e il concept di Twin Peaks siano inavvicinabili e probabilmente un delirio collettivo simile giammai ricapiterà.
È grazie a Lynch, con le sue atmosfere oniriche e occulte, se la serialità televisiva si è dimostrata capace di arrivare ai livelli qualitativi del cinema.
Guardare Twin Peaks è come entrare nella Cappella di Rosslyn ed osservare per ore i simboli seduti in un angolino.
Bene, ora, anno domini 2016, grazie a Netflix ho un nuova ed improvvisa cotta per una serie tv: Stranger Things.


Ho capito che l'avrei amata, ancora prima di vederla, dalla locandina con i rimandi a Star Wars, poi ho visto il trailer e c'era tutto quello che ho più amato da ragazzina: i Goonies ed Et, gli ufo, i giochi di ruolo, il senso dell'amicizia di King in Stand By Me ed in IT, e la grande Winona Ryder.
La serie è ambientata nel 1983, divisa in 8 puntate, e tutto inizia nel migliore dei modi: con una scomparsa.
Tutto il resto della storia scorre in modo lineare e, anche qui, è tutto un susseguirsi di citazioni ai grandi cult degli anni 80 che potete cogliere mentre in sottofondo passano i Clash.


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