19 set 2016

I giovani e ricchi italiani su Rai Due

Settimana scorsa, dopo la messa in onda di Pechino Express, Rai Due ha pregiato la comunità poraccia, ormai tutta assoggettata al canone, di un servizio sui giovani italiani super ricchi.
Non l'ho visto in diretta perché in seconda serata c'ho il disagio della palpebra che cala, ma ho recuperato con interesse su RaiPlay in una triste mattina di pioggia nella quale, anche se ci fosse stato il sole, avrei fatto piovere io con la mia valle di lacrime.
Si sono susseguiti baldi giovani molto ricchi, che hanno capito di essere tali fin da piccoli, perché avevano più cose degli altri bambini, la casa più grande, più macchinine e più Barbie.
In queste occasioni subentra sempre il meccanismo dei neuroni a specchio a causa dei quali ci si immedesima e si vorrebbe imitare o provare le stesse sensazioni dell'altro che si osserva.
Ma hai voglia a citare lo spot Fastweb e George Clooney con il suo immagina, puoi. Qui immagini e basta. Puoi, sta fava.



Abbiamo ad esempio GIOVANNI SANTORO, 24 anni, residente a Londra, agente di calciatori, fidanzato con Gala, giovane russa di 23 anni, anch'essa assai ricca grazie alla sua famiglia. Giovanni è talmente amante dell'oro da aver ricoperto la sua Bentley di questo colore, sulla scia di una moda umile lanciata a Londra dagli arabi facoltosi.
Spende al mese qualche migliaia di sterline in benzina. Figuriamoci per tutto il resto.
Gala ha un guardaroba al 99,99% firmato. Abiti ancora col cartellino che metterà quando e se avrà l'occasione. Se le piace un abito lo compra, anche se costa 15.000 sterline. Gli stessi problemi che mi pongo io quando un vestito di Zara supera gli 80 euro.
Tutti i giorni hanno a domicilio uno chef che cucina per loro (robine tipo tartare con foglie d'oro) e per la chihuahua Tiffany (filetto coi baby broccoli).
Chissà se hanno mai provato l'ebbrezza dei 4 salti in padella e del Ciappi.






CAMILLA LUCCHI, 26 anni, figlia di un noto imprenditore di successo, è nata nell'agio e ha sempre frequentato ambienti di pari livello. La mamma ammette di averla viziata soprattutto a seguito di una delusione sentimentale, accontentandola nei desideri moda e nello shopping a diversi zeri che spesso rimane nell'armadio con l'etichetta o che sdrammatizza coi gladiator.
Quando va in palestra ha una sala riservata solo per lei con il personal trainer a sua disposizione. Seguire la scheda e sudare assieme agli altri è una scelta un po' azzardata perché in effetti chi ci crede al più sudi più sai di fresco?
Camilla pone la riflessione sulla differenza tra condividere e ostentare.
Ma infatti pensiamoci: una foto a Saint Tropez con un abito di Valentino e una borsa di Chanel è condivisione del bello, un piatto di plastica poggiato su tovaglia di carta unta e pieno di polenta e fagioli della Sagra del Cacciatore è ostentazione della merda. Non permettiamoci per favore.





ALBERTO FRANCESCHI, 24 anni, appassionato di auto sportive, è figlio di uno degli imprenditori di maggior successo del Veneto. Il suo ricco papà, per cercare di insegnare il valore dei soldi ai suoi pargoli, dopo il compimento dei loro 10 anni, li ha messi a lavorare in fabbrica d'estate per dieci ore al giorno. Sfruttamento minorile is the way.
Per la laurea, gli ha regalato una Maserati che Alberto ha personalizzato con un rivestimento (all'esterno) in velluto nero con la quale gira per Jesolo attirando l'attenzione pure delle vecchie che accarezzano l'auto dicendo che è morbida come un daino.
Se ha fretta, lascia nel box la Maserati e la Ferrari e va da Trebesaleghe (PD) a Milano in elicottero.
Anche Alberto ha già avuto modo di riflettere sul concetto di ostentazione che coniuga al positivo, auspicando che per gli altri sia uno stimolo al miglioramento di se stessi e dei propri averi.
Seguirà un prezioso consiglio di Donald Trump: se vuoi essere un uomo di successo non devi fare la comunione dei beni.
Ma in tutto questo mi chiedo, l'auto in peluscioso velluto come si relaziona con la pioggia autunnale?




FEDERICO BELLEZZA, torinese, 23 anni, futura generazione di una multinazionale di successo del settore automobilistico.
La mamma dice che la Porsche non le sembra che sia un'auto dal profilo così elevato, per questo le è sembrata una simpatica idea regalo per la laurea di suo figlio. Effettivamente ste' agende in pelle hanno rotto le palle.
Va in vacanza a Cannes con gli amici, nel senso che gli amici dormono in 4 in una stanza di un 3 stelle e Federico, per compagnia e amicizia very, sceglie il migliore hotel di Cannes, in una bella posizione, comodo, 5 stelle e ciaone.
Per un weekend si porta tre orologi di lusso da abbinare alle camicie. Giustamente.





Il docu-reality di Alberto D'Onofrio è stato fortemente additato da chi non ha percepito una conduzione critica dell'inchiesta, come se ci fosse sempre bisogno di essere imboccati per farsi un'idea propria su ciò che è bello, brutto, tamarro, di classe, maturo o immaturo.
Io penso invece sia stata una mossa azzeccatissima - peraltro confermata da un 10% di share in seconda serata (ok scusate, solo a me cala la palpebra dopo le 23.30) - assolutamente in linea con le pruriginose curiosità di status e immagine alimentate dai social network. Poi si spera che tutti siano ricchi almeno di neuroni per poter sviluppare la propria opinione su uno spaccato di società che realmente esiste, ci circonda e alla fine, almeno un po', invidiamo.

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