05 set 2016

Quando partono le bestemmie sulla moda

Abbiamo tante ragioni quotidiane per imprecare contro il mondo: le tette della Ratacosa, i patrimoni dei russi, il senso di Antonio Razzi, Povia che dice di aver cominciato a drogarsi dalle sigarette, Cristian Galella che ha sposato Tara, il costo di un viaggio alle Fiji, il #FertilityDay, le finte redenzioni di Fabrizio Corona, quelli che chiamano i figli come un profumo di Calvin Klein, l'outfit di Chiara Nasti al matrimonio della figlia di Al Bano...
Potrei continuare all'infinito ma anche basta perché in realtà le nostre imprecazioni più massicce girano attorno al fabulous world della moda. Credo che anche qui la lista potrebbe essere più che nutrita, ma mi sono sforzata di riassumere le mie principali fonti di Padre Maronno. Problematiche note e maledettamente comuni che qualunque bravo psicologo consiglierebbe di esternare per trovare conforto nella condivisione.



QUANDO PROVI UNA COSA E TI STA DI MERDA
Questa è la peggiore.
Il capo più semplice e basic della vita, della taglia giusta, di un colore scuro che avrebbe potuto anche smagrire, sfinare allungare. No, sta talmente di merda che dallo specchio dei camerini di Zara esce Marilyn Manson che si contorce posseduto, vomita e collassa.



QUANDO HAI ASPETTATO TROPPO E NON C'E' PIU' LA TAGLIA
Succede ogni volta che scrivo articoli sulle tendenze e cerco qualcosa di carino online. Poi trovo qualcosa di molto carino e lo metto nel carrello o lo salvo tra i preferiti per farlo sedimentare nel bidone del gradimento e verificarne col tempo il mio reale desiderio. Ok mi piace tantissimo, lo voglio. Taglia finita. E non c'è nemmeno quella più grande o quella più piccola, c'è solo la 38. Addio alla vita.



QUANDO TORNA DI MODA UNA COSA CHE TU 10 ANNI FA AVEVI IDENTICA
E che hai buttato via per seguire i consigli di quella stronza del riordino zen.
Raga vi giuro, è successo settimana scorsa, con l'aggravante drammatica della premonizione: non so perché, una sera mentre guardavo la tv e pensavo ad altro (sappiate che il 90% delle volte in cui faccio qualsiasi cosa, penso ad altro - questo blog è un continuo outing!) mi è venuta in mente una gonna bianca e nera spigata in lana con profilino di pelle nera in vita e spacco frontale che indossavo nel 2006 e ho pensato oh, peccato averla messa nel bidone dell'Humana perché quest'autunno l'avrei rimessa volentieri con un maglioncino nero.
Il giorno dopo apro Pinterest e trovo questa. U-gua-le.

Isabel Marant Pre-Fall 2016


QUANDO CI SONO INCONVENIENTI CON LA SPEDIZIONE
Ormai è risaputo che lo shopping online sia un cavallo di battaglia per tutti coloro che:
A. non hanno tempo (che in realtà in un sito ci passi il quintuplo del tempo che trascorri in un negozio, e ho scritto quintuplo perché non so come si dice dieci volte tanto in una parola sola)
B. soffrono di agorafobia, antropofobia o sono anche un minimo asociali o allergici alle commesse che aprono la tenda del camerino con viulenza per sapere come ti staaaaaaaaaaaa?
C. abitano in posti desolati in cui è più facile incontrare mucche e pecore piuttosto che un negozio di scarpe e borse fatte con pelle di mucca e pecora.
Allora uno trionfa d'appartenere all'era dei millennials e compra sul web.
Ma il pacco è in ritardo.
Il pacco si è perso.
Il pacco non arriva.
E magari perché il corriere è andato a comandare in tangenziale.



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