05 ott 2016

Altre lacrime di sangue: le borse di Byredo

Come nascono i nostri post? A volte per caso, a volte per lacrime di sangue.
Ovvero proprio com'è accaduto in questo caso, dopo l'avvistamento di una borsa.
Di chi è, di chi non è?
Speravo non fosse della premiata ditta Celine-Chloé-Chanel perché sarebbe equivalso a riflettere sulla reale utilità di avere due reni anziché uno.

Vado poi a scoprire che Byredo ha deciso di non fermarsi ai fantastici profumi e ai geniali spremitubetti in marmo (Babbo Natale, escilo!), ma si è messa a produrre - già dallo scorso anno - una linea di pelletteria.
Sto già scommettendo che cominceremo a vedere borse, borsette e tracolline sulle spalle di tutte le fashion editor del mondo, alle quali regalano le cose perché son belle e magre.
A noi al massimo regalano piatti di pastasciutta e quindi il mondo ci sembra bello lo stesso.
Sto anche elaborando un protocollo di auto-convincimento per allontanare questa borsa dalla mia bolla dei desideri dato che il prezzo è in linea con la malefica triade di cui sopra: le forme sono troppo geometriche e squadrate, dentro non ci sta un mazzo di fiori senza che i fiori si rovinino, non fanno il ginseng in tazza grande, forse odorano di Blanche mentre a me piace di più Palermo, se la compro avrò il malocchio.

Mi sembrava comunque doveroso fare informazione e lasciare queste immagini come aggiornamento del vostro database e facilitare il processo di riconoscimento borse. Così quando le adocchierete saprete riconoscerle e dire NO. Non è Zara, non sono 200 euro ma sono almeno 2.000 e allora tenetevele.


Niente, ho deciso che sono brutte e non mi interessano


Coi profumi se la cavano meglio

Lo zainettino costa solo tremila dollari

Spremitubetti in marmo ❤

Questa è stata la foto che mi ha dato il tuffo al cuore

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