03 ott 2016

Barbie è umile o esaltata?

Arrivati a questo punto, all'ennesimo utilizzo del blog marziano come svuotatoio delle mie turbe psichiche, penso proprio che Vita su Marte rappresenti il sostituto di una buona psicoterapia.
Dunque mi faccio due conti e tutto quello che risparmio dall'analista lo posso convertire in shopping sentendomi così in possesso di un alibi che cucirebbe la bocca pure a Jessica Fletcher.
Oggi cosa vi svelerò della mia problematica personalità?
Il mio rapporto conflittuale con Barbie.
Spero che anche a voi sia capitato di considerarla a fasi alterne: una bambola bella e potente ma simpatica e una bambola insopportabilmente gasata.
Le Barbie gasate, quelle proprio antipatiche, erano quelle che le mie compagne di scuola possedevano e io no.
Quelle potenti e di successo ma simpatiche erano le mie. Naturalmònt.



Teniamo in considerazione che Barbie Putenza ha fatto 345 mila lavori.
Per intenderci: non c'è mai stata Barbie calzolaia che cambia i tacchi per 6 euro, né Barbie portinaia che lava le scale al mercoledì.
Ha sempre ricoperto ruoli di un certo livello e certamente ben pagati perché poi era solita frequentare feste col dress code lussuoso, faceva vacanze esotiche, rinnovava spesso il mobilio di casa, ufficio e camper e non aveva mai il capello fuori posto.
Odiarla o ammirarla?
Faccio un esempio con Barbie Malibù: io non l'avevo, dovevo disprezzarla considerandola una disoccupata opportunista che si approfittava del patrimonio di Ken, oppure una poraccia emigrata dalle favelas che anelava l'agio e puntava tutto sull'aspetto topa per accalappiare un ricco californiano.
Se invece l'avessi avuta, avrei giustificato il suo trasferimento in California col successo di una sua linea di moda esportata in tutto il mondo, grazie alla quale poteva campare di rendita sotto al sole e alle palme dando ordini ai suoi dipendenti a distanza con un giga cellulare di plastica.
Simpatia solo se sei mia.

Barbie Malibù vintage


Le Barbie delle mie amiche indossavano sempre vestiti glitterati, orecchini di perle e sandali gioiello (antipatiche cafone); alle mie, nel periodo invernale, mettevo le creazioni della maglieria magica (sempre di Barbie) che però conferivano uno stile più barbone che me le rendeva simpatiche e vicine all'umiltà. Col vestito di lana oversize potevano sedersi anche sul marciapiede a ingollarsi un hot-dog o un trancio di pizza del forno. Vita very.
Con l'abito fior di pesco e il diadema dove vai? Mica ti puoi fermare per strada con una bombetta di capocollo in mano o a fare un aperitivo a base di pani ca' meusa.



Per dimostrare che la curva di esaltazione di Barbie si impenna costantemente dal 1959, le sue ultime novità sono che:
♡ veste Charlotte Olympia, dimenticando i tempi umili dei tubolari in lana by maglieria tutt'altro che magica (e per millemila anche noi possiamo fare qualcosa del genere)

L'abito di Barbie è un omaggio a Gianbattista Valli e le scarpette per noi
costano 585 umili dollari, qui il resto della capsule collection

♡ si è fatta amica la nostra Chiara - capello Pantène - Ferragni, perché oggi se non conosci una fashion blogger non sei nessuno e quindi lei ci esce, si fa i selfie e ammira le sue amazing shoes glitterate





Le colpe di cotanta vanità le stanno espiando le mie Barbie superstiti: esse sono uscite dal personaggio negli anni novanta, non mi ricordo più quali siano i loro vestitini preferiti perché ora sono nude in un sacco di plastica con accanto i loro abiti buttati alla rinfusa.
Tutto questo fa molto Laura Palmer, ma giuro che sono ancora vive.
Quasi quasi le metto a lavare i cani.


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