03 nov 2016

Decluttering: ovvero fare ordine #pensapulito

L’ordine per me, fino a poco tempo fa, è sempre stato come la dieta: parto con tutti i buoni propositi il lunedì e il venerdì sono già in pizzeria ad ordinare una speck e zola, alzando bandiera bianca e dimostrando la mia totale assenza di forza di volontà quando si tratta di dover contrastare la fame. 
Nello stesso modo spesso, mossa da nobili intenzioni, ho subito svariate ondate di follia del riordino che sistematicamente finivano come le diete: dopo due settimane tornava il delirio e il caos primordiale nella mia magione, soprattutto nell'armadio.
Il problema in questo caso non era la mia mancanza di volontà o la pigrizia, ma un numero notevole di oggetti che accumulavo e che risultavano ingovernabili. 
E li accumulavo senza apparente spiegazione.
Decine di golf di tutti uguali, collant di ogni forgia e decine di scarpe col tacco, anche se io non uso i tacchi, comprate per il malefico principio del “non si sa mai”.




Decine di abiti comprati con la convinzione che prima o poi un maschio saggio potesse portarmi da Cannavacciuolo a cena. 
Vi era poi un'ingenuissima anta del mio armadio, davvero tenera, quella del "lo tengo che mi va quando dimagrisco".
Qui giacevano cose dal 1999.
Avevo poi scatole di vecchi ricordi in cui giacevano cose che andavano ricordate e cose che invece era meglio dimenticare, ma assurdamente non gettavo.
Un giorno ho capito e ho buttato tutto il superfluo liberandomi da tutte quelle cose che tenevo pigramente custodite con inutili scusanti.



Dopo Marie Kondo una simile pulizia estrema viene chiamata da tutti decluttering e, in realtà, senza cadere nel disturbo compulsivo del minimalismo estremo, si tratta semplicemente di pensare pulito e conciliare un minimo di ordine razionale con le proprie passioni e con la vita vera di tutti i giorni. 
#PensaPulito è un’iniziativa promossa da Folletto alla quale sono davvero felice di aderire e di cui ne sentirete parlare ancora per un po' in questo blog dove tratteremo la tematica sotto diversi aspetti.
Ma cosa vuol dire Pensare Pulito? 
Significa rispettare gli altri, ma anche sé stessi e concedersi un po’ di tempo per pensare a noi e all' ambiente che ci circonda. 
Serve davvero a qualcosa accumulare tutti quei vestiti?
Sono davvero necessari otto maglioni a righe tutti uguali?
Non è forse meglio comprarne solo uno, di buona qualità, di materiali naturali e magari di un brand che produce eticamente in Italia?
La risposta è ovviamente sì ed è solo una questione di pulizia mentale in primis e di razionalizzare i nostri reale bisogni senza diventare accumulatrici seriali di inutilità.
Vi è poi un aspetto più infido e nascosto nell'accumulare: a volte tendiamo a non volerci liberare degli oggetti, non solo per pigrizia, ma anche perché non vogliamo gettare il passato, ma spesso è un bene invece farlo.
Facendo ordine si fa spazio sia fisico che mentale, ci si libera da oggetti legati a vecchi ricordi a volte ingombranti, non si tratta solo di un banale e superfluo “buttar via”, ma di un modo più consapevole di rapportarci con gli oggetti di cui ci circondiamo perché l'ambiente in cui viviamo influisce in modo potente sul nostro stato d'animo.


Non potrei mai vivere in una casa disordinata, non potrei mai vivere in una troppa colorata e con stili confusi ed eccessivi, non potrei mai vivere nel caos, sia esso visivo o sonoro.
La mia bio su social da anni, non a caso,  parla chiaro: amo il minimal, ma non a tavola.
Sistemando casa, ho capito cose inoltre cose di vitale importanza marziana che mi pare giusto e corretto condividere con voi:

1. Lo so, tutte smaniamo per l'ultimo trend del momento, ma tutti quei golfini verde menta, le gonne in color block, il color burgundy o i pantaloncini  tulipano che giacciono nel nostro armadio dovrebbero farci riflettere.
Meglio pochi capi, ma buoni, che mille di passaggio e di puro petrolio.
Le fibre naturali e di qualità durano una vita.

2. Non si dimagrisce, o meglio se succede, una gonna del 2009 non sarà più utile nel 2016. 
Bisogna quindi farsi coraggio e fare una pulizia staliniana dei propri reperti bellici risalenti alla Guerra del Golfo.

3. Bisogna arrendersi all’inevitabile cambio di stagione anche se si ha un armadio grosso perché poi, col casino della vita vera, si finirà inesorabilmente per trovare i costumi vicino ai pile da montagna e questo non è un bene. 

4. Forse non è saggio comprare venti cover per un iphone.

5. Prima di comprare smalti dai colori dubbi quali il verde, il fango o l'azzurro, fermarsi, posare la boccetta e allontanarsi a mani alte.


6. Bisogna arrendersi: le ciprie non sono eterne e anche se sono di marca scadono. 
Questa triste verità deve servire da memento ogni volta che pensiamo di comprare l’ennesimo blush color pesca.

7. Immagino che tutti quei libri intonsi e quelle riviste patinate impegnate non si leggeranno da sole nemmeno per i prossimi 10 anni

8. Stare lontano dai negozi che vendono cose inutili e carine appena abbiamo l'accredito dello stipendio perché forse una formina per fare un uovo a forma di cuore e del nastro adesivo color arcobaleno non sono poi così necessari.

9. Una casa ordinata ed essenziale è un ottimo spazio dove rifugiarsi per trovare calma e rilassarsi. Nessuno può essere zen in mezzo al casino.

10. Bisogna essere costanti, come per lo sport, non mollare mai, non cedere mai più all’accumulo seriale perché altrimenti si ritorna al Big Bang inziale.


UNA YOUTUBER SVERREBBE A VEDERE COSI' POCHI TRUCCHI

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