25 nov 2016

Quanto sei bella Roma: un giro nei quartieri della Garbatella e Coppedè + contenuti extra

Non dimenticherò mai la sensazione che provai la prima volta che misi piede a Roma: non ebbi l'idea di sentirmi a casa ma di aver finalmente trovato casa.
E da lì l'amore per la magica città di Roma mi accompagna indelebile nel mio quotidiano, tanto che se non ci torno almeno un paio di volte l'anno ne sento una grande mancanza.
Pian piano comincio a conoscerla sempre di più, difficile trovarsi a Roma e resistere alla tentazione di andare a passeggiare sotto al Colosseo, sull'Altare della Patria, a Piazza Navona, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, al Pantheon. Ma l'avida voglia di scoprire tutte le altre bellezze che le appartengono è tanta e così ultimamente ho messo in saccoccia nuove perlustrazioni, zone insolite e mete meno frequentate.
Un paio di settimane fa mi sono dedicata a due quartieri molto diversi tra loro ma entrambi molto belli e pregni della città eterna, la Garbatella e Coppedè.




GARBATELLA
Questa zona di Roma, sorta poco prima degli anni venti e riconosciuta solo recentemente come rione, mi ha letteralmente stregata: è immediata la percezione di una Roma diversa da quella del solito turista, eppure si scopre uno dei suoi cuori pulsanti più sinceri e genuini. Case basse, suddivise e catalogate in lotti (lotti abitativi di case popolari originariamente destinate e progettate per i lavoratori di un porto fluviale parallelo al Tevere che poi, con l'avvento dell'epoca fascista, non fu mai realizzato), tanto verde, viuzze pacifiche e silenziose, edifici molto popolari alternati a piccole palazzine o villini ben riqualificati nei quali vien la voglia d'abitarci subito.
E' forte il contrasto urbanistico tra la connotazione originaria, storica e ancora attuale del quartiere operaio di sinistra e della lotta sociale e la presenza di diverse costruzioni dell'epoca fascista che hanno lasciato un imponente segno.
Consiglio di perdersi in tutte le vie e impiegarci almeno due ore.

Una porta d'ingresso al quartiere da Piazza Benedetto Brà
(sulla sinistra c'è la Trattoria Dar Moschino da segnarsi per un pranzo di piatti tipici romani)

Il Teatro Palladium e le indicazioni dei Lotti

In alto a sinistra l'edificio degli ex bagni pubblici, oggi destinato a biblioteca

Un altro esempio dei contrasti urbanistici e ideologici
Sulla destra l'imponente scuola Cesare Battisti con le aquile giganti del Fascio

Case storiche e cortili

La fontana Carlotta e la sua scalinata e piazza di Sant'Eurosia con l'arco sotto al quale passava Nanni Moretti in Vespa nel suo film Caro Diario

Arcobaleno sulla Garbatella, case e Bar dei Cesaroni

Il Bar dei Cesaroni in piazza Giovanni da Triora, sede storica del Roma Club Calcio

Appena usciti dalla metropolitana Garbatella uno scorcio sul gasometro di Ostiense



COPPEDE'
Si cambia decisamente atmosfera rispetto al quartiere Garbatella, qui nel giro di poche vie si trovano le più belle case di Roma, palazzi e dimore storiche che profumano di millemilamilioni di euro, impreziosite dalla mano del loro creatore, l'architetto fiorentino Gino Coppedè che, tra i suoi numerosi lavori, progettò questo gruppo di case in stile liberty ornamentale e la zona divenne così caratteristica da prenderne il nome.
Qui ci sono cose come i Villini delle Fate, il Palazzo del Ragno, la Fontana delle Rane, il Palazzo degli Ambasciatori, con interni in parquet per i soggiorni, in maioliche smaltate per le cucine e in mosaici in stile pompeiano per i bagni. Roba umile.
Ah, Dario Argento ci ha girato qui un paio di film.
E' bello perlustrarlo proprio per il piacere architettonico e decorativo di queste case particolari.
Indispensabile avere a portata di mano Google Maps e Wikipedia per non perdersi nulla, la zona è piccola e volendo si gira in poco tempo ma è bello poter guardare i dettagli e sapere dove sono collocate le dimore più interessanti.


Piazza Mincio e Fontana delle Rane

L'arco tra i Palazzi degli Ambasciatori

Dimore con ingressi umili

Il villino delle Fate e la Fontana delle Rane


Altre chicche appena scoperte che meritano un sopralluogo:

IL GIARDINO DEGLI ARANCI e PIAZZA DEI CAVALIERI DI MALTA
Sono una patita delle viste dall'alto, unica ragione per la quale mi sforzo di camminare in salita: vedere il panorama.
Roma dall'alto è bellissima e ci sono tanti posti per vederla, il più noto è il Gianicolo, però per me il più bello e suggestivo è il Giardino degli Aranci visto al tramonto. Ho fatto una corsa pazzesca perché in novembre alle 16.30 il sole già cala e io ero ancora sotto al Circo Massimo, sono arrivata sudata, ansimante e disperata ma ce l'ho fatta, ho visto un tramonto fantastico e mezza Roma che si tingeva di oro e rosa.
Sarà strano ma poi bisogna andare a fare le comari e a mettere l'occhio in una serratura, è quella del portone di Piazza dei Cavalieri di Malta che si trova poco più avanti rispetto al Giardino degli Aranci e cosa si vede nel buchino? La cupola di San Pietro. Amazing.

Il Giardino degli Aranci
(qui sono state girate delle scene de La grande Bellezza)


Un fantastico bacio gay con lo sfondo del cupolone


VIA PICCOLOMINI
Bisogna davvero ritagliarsi del tempo per raggiungere questa via, percorrerla avanti e indietro e sentirsi dei cretini. Perché io davvero non sono riuscita a dare una spiegazione a questa illusione ottica pazzesca che coinvolge il cupolone: in fondo alla via lo si vede gigante, man mano che ci si avvicina diventa piccolissimo. E tu sei lì che fai avanti e indietro e non capisci. Ok.

Sulla sinistra la cupola di San Pietro vista da circa metà via
(all'inizio della via è ancora più grande)
Sulla destra la cupola vista alla fine della via, nel punto più vicino possibile
MAH.


VILLA PAMPHILI
Roma città eterna senza tempo, così come i suoi mezzi pubblici, eterni e senza tempo. Ma è grazie a questo che, trovandomi in Via Piccolomini, abbandonata dagli autisti dell'Atac, ho guardato Google Maps e ho notato la vicinanza con Villa Doria Pamphilj, il più grande parco pubblico di Roma, che non avevo ancora mai visto. Uaaaahh. Grandioso parco di Roma. Mentre ci ero immersa ho detto ma che cci frega a noi de Central Park?!


La fontana e il Casino del Bel Respiro (palazzo Algardi)

La Cappella

Pini di Roma, la fontana e il giardino segreto


IL CIMITERO ACATTOLICO
Meta insolita e più noir, nel quartiere Testaccio, ai piedi della Piramide Cestia, c'è il cimitero acattolico in cui sono sepolte numerose persone di altre fedi religiose o atee. Tra i personaggi più noti c'è Antonio Gramsci, Carlo Emilio Gadda, il figlio di Goethe, Percy Shelley, John Keats.
All'ingresso mi hanno detto che c'era anche la tomba della giornalista Miriam Mafai e io che mi son precipitata a cercarla disperatamente, convintissima che fosse la prima conduttrice di Chi l'ha Visto e invece anche no, quella si chiama Donatella Raffai (ci fa solo rima) e peraltro è ancora viva.
E io confermo ancora una volta di essere sulla retta via dell'Alzheimer.


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Foto scattate con CANON G7X e telefono ASUS serie Zenfone
(oggi è il Black Friday, su Amazon c'è la Canon scontata, ottimo investimento)
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