27 gen 2017

I nostri #WhatsInMyBag onesti

Il What's In My Bag è uno dei visual trend carini nati nella rete per farsi conoscere meglio attraverso i propri oggetti quotidiani, ovvero mostrando quello che c'è nella nostra borsa.
E' noto che la borsa delle donne sia un oggetto del demonio capace di contenere l'indicibile, l'impossibile e l'inverosimile, intesi come inaspettata manifestazione del divino in risposta a una necessità considerata vitale che si traduce in lima per le unghie quando te ne sei scheggiata una nel camerino di H&M o anche grazie madre che nonostante la menopausa c'hai ancora un assorbente del 2001 spesso 3 centimetri ma va bene lo stesso perché mi sto allagando.


Quindi le nostre care amate borse sono destinate a contenere di tutto e di più ma pur sempre nella normalità di ciò che ci può servire per davvero.
Ma quando comincia a uscirci il telecomando della tv, un coltello da pesce, lo spray per le lucidare le piante e una chiave del nove, allora c'è della patologia compulsiva. E c'è di peggio.
Si chiamano fashion blogger che cagano fuori dal vaso e che mettono sui social dei #whatsinmybag con le Chanel dalle quali escono pure palle con la neve (quando le agitano? In cassa da Valentino?) e bottiglie di champagne (girare con mezzo litro di Rocchetta fa troppo povero?).

Abbiamo deciso di aprire le nostre borse marziane in una giornata a caso di gennaio ed ecco cosa ne è uscito.

BORSA DI GLORIA



COSA C'E':
le liquirizie pure, caramelle del cuore che mi risolvono la voglia di cibo e la nausea in auto (qui nella Valtravaglia son tutte curve, eh);
un cioccolatino, poteva anche essere una barretta di sesamo, dei wafer o dei biscotti: se non avessi del cibo con me mi sentirei destabilizzata;
la bic nera, l'unica penna con la quale scrivo altrimenti penso che le altre mi portino sfiga, specie se sono blu; ci convalido i biglietti del treno e ci scrivo gli articoli di Vita su Marte quando sono in giro e sono colta da impellente ispirazione;
una ricevuta del Super Enalotto, perché non posso lamentarmi della povertà e non fare niente per provare a uscire da questa condizione;
una droga a caso per il mal di testa, roba che devo prendere alle prime avvisaglie altrimenti non mi passa e mi dura per tre giorni, nello specifico qui c'è la Tachipirina 1.000 orosolubile, buonissima perché sa di cappuccino;
una spazzola, per cercare di dare volume al capello moscio, specie se mi devo fare delle fotografie e perché in questa stagione con le sciarpe mi si fanno sempre i nodi dietro;
la patente, unico documento d'identità che porto con me perché è nel formato tessera del supermercato e quindi è più comodo e non si rovina; la carta d'identità la lascio a casa anche se devo andare in Svizzera o da un notaio. E poi son cazzi.
il gettone per il carrello, otto volte su dieci non ho la monetina giusta per il carrello e quindi questo gettone in plastica mi risolve la possibilità di approvvigionarmi di cibo senza stress;
il burrocacao, ne possiedo contemporaneamente almeno 5 stick, altrimenti non è vita idratata;
i fazzoletti di carta, questi solitamente non li ho mai, nemmeno quando mi scappa la pipì nei boschi e devo chiedere pure ai cerbiatti se ne hanno uno per me; adesso li ho in borsa perché sto guarendo da un raffreddore eterno e poi perché potrei commuovermi coi saldi di Zara;
l'igienizzante mani, sono della Vergine e ho detto tutto.

COSA MANCA:
✗ le chiavi, perché sono l'ultima cosa che prendo prima di uscire di casa e talvolta le dimentico, con Rossana che rimane insieme a me davanti al cancello di casa finché qualche parente in ciabatte non sopraggiunge col mazzo di scorta;
gli occhiali da sole, li uso poco e spesso non li porto dietro perché se non li indosso poi mi ingombrano;
il portafoglio, perché per alleggerire la borsa spesso non lo uso e metto 20 euro in una tasca interna, quindi non avevo da mostrarvi la mazzetta coi 500 come fa Chiara Biasi;
le tessere dei vari supermercati, perché ieri non le avevo dietro e poi piango perché al Carrefour non mi scontano il burro del 30%;
carte, scontrini e biglietti dei mezzi, perché sono una Vergine posseduta da Marie Kondo;
il bastone dei selfie, mio compagno fedele che a volte rimane in altre borse per la gioia di amici e parenti che se ne vergognano.


Lascio la parola alla mia amichetta. :-)


BORSA DI ROSSANA



COSA C'E':
un'aspirina, perché la vita è difficile e il mal di testa peggio;
bombe contro i dolori mestruali, mai uscire senza, in caso non abbia degli antidolorifici al primo giorno di mestruo potrei perdere il senno;
un dolcetto, sia mai che deperisco e dimagrisco;
scontrini sparsi, perché passano gli anni, aumentano le rughe e la cellulite, la saggezza, ma non sarò mai in grado di non accumulare scontrini a caso in borsa. Quando poi la situazione è prossima all'implosione, svuoto;
✓ burrocacao, quello non manca mai onde evitare le piaghe da spedizione sull'Everest. Ultimamente ne sto usando uno all'acido jaluronico che ha fatto il mio farmacista;
✓ portadocumenti/portatutto sottile, ci metto dentro documenti, soldi e tutto quanto. Non sopporto avere un portafogli grande dentro la borsa;
✓ caramelle Saila alla cannella, io amo la cannella e queste sono le mie caramelle del cuore;
✓ due assorbenti, le mestruazioni sono una sciagura naturale e ti colgono sempre all'improvviso e quando meno te lo aspetti;
✓ la bic nera, perché io e Gloria siamo sorelle non a caso; 

COSA MANCA:
le cose da femmina, mascara, spazzola, rossetto e via discorrendo che porto con me solo in caso di necessità e con una borsa più grande;
le chiavi, le dimentico sempre e prima o poi io e Gloria finiremo a dormire in spiaggia;
✗ il cellulare, quello lo tengo in tasca della giacca insieme agli auricolari.


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