30 giu 2017

Scarpe revival: le Cortez della Nike

Fino allo scorso millennio ho sempre pensato che le scarpe da ginnastica fossero un materiale obbligatorio da portare a scuola per presenziare all'ora di educazione fisica senza contrariare il prof., un corredino scolastico tipo il compasso, il carboncino, il goniometro, lo sbianchino e il quaderno a quadretti.
E invece poi è arrivato il 2002, il mio sguardo sul mondo e sulle vetrine, il debutto dell'euro - tutto è cambiato dall'euro in poi - e ho capito che le scarpe che mettevo per umiliarmi pubblicamente sulla pertica venivano usate anche da chi faceva sport per professione. Wow.


E così scoprii che le mie Adidas si chiamavano Stan Smith non perché modello Giuditta fosse meno efficace a livello di marketing ma perché avevano preferito intitolarle a un campione di tennis.
Scarpe revival, ora tutti da qualche anno le possiedono di nuovo perché fanno la moda.
Peccato che le avevo buttate nel cesso per la disperazione legata ai traumi dell'attività motoria e dei 347 giri intorno alla scuola per fare la dannata resistenza. Manco fossi partigiana.

Tra gli altri revival di scarpe sportive possiamo annoverare le Gazelle, le Vans e, tema del giorno, le Cortez della Nike, uno dei primi modelli lanciati nel 1972 da Bill Bowerman, cofondatore del marchio Nike nonché allenatore di atletica, che ha voluto creare un paio di scarpe per la corsa che fossero molto leggere e impermeabili.
Dopo 45 anni le Cortez sono ancora qui, più in forma di Gianni Morandi, e il fashion system consolida il revival già dal suo rilancio, un paio d'anni or sono. Tra le versioni più apprezzate ci sono quelle originarie bianche coi dettagli in rosso e blu, come le indossava quella fàiga di Farrah Fawcett allora e Bella Hadid nella campagna Nike di quest'anno.















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