17 lug 2017

Le psico turbe dei pagamenti con le carte di credito

C'era una volta la comodità degli acquisti online con la carta di pagamento e poi c'era mia madre che decideva di non comprare nulla perché i siti le chiedevano di digitare le tre cifre poste sul retro della carta.
- Ma perché, di grazia?!
- Mi vogliono truffare se mi chiedono quei numeri segreti!

Ok.
Madre è la stessa che non usa Skype perché i ladri possono vedere in casa.
Madre è la stessa che ha tenuto nell'armadio per due anni il suo primo smartphone prima di decidersi a usarlo e a colonizzare le chat di whatsapp coi buongiornissimo kaffè.
Ok.

Ma mamma non è sola nel suo disagio con le carte di pagamento.
Ci sono cose che non capirò mai, tipo le code infinite ai caselli autostradali della gente che vuole pagare con le monetine: ma perché diamine non usano la carta negli altri caselli semivuoti?!
Poi ci sono quelli che per un biglietto Milano-Roma non usano il sito di Trenitalia ma vanno in stazione. Vanno in stazione, capite?!
Cioè escono di casa e fanno la fila in piedi quando potrebbero fare tutto dal divano con il telefono.
Dobbiamo volere bene a queste persone, in fondo è gente amica che non ci ruberà mai l'ultima taglia su Saldi Privati, questo pianeta a loro sconosciuto poiché dal 1998 vivono con la paura di trovarsi addebitato un Rolex acquistato a Città del Messico.
Con tanto affetto vorrei rassicurare tutti (ciao mamma!) sul fatto che dagli anni novanta ne è passata di acqua sotto ai ponti degli ingegneri informatici che hanno sviluppato sistemi di crittografia tali da ridurre al minimo i rischi di questo tipo. Per esempio, è molto più facile che la carta stessa vi venga sottratta dai vostri amorevoli figli.


E' da un paio di mesi che ho la banda della carta smagnetizzata (forse qualcuno di voi che segue le mie storie di Instagram si ricorderà i gloriosi momenti da mendicante a Torino) e, visto che non l'ho ancora fatta sostituire, sempre sia lodato il Contactless che mi permette di pagare la spesa al supermercato senza che le sciùras ottuagenarie capiscono cosa stia succedendo. Anzi, una volta una nonnina mi ha chiesto come facessi a pagare con la carta del Carrefour senza spendere soldi. La volevo adottare.
E la stazione più vicina a casa mia non ha la biglietteria, né la macchinetta automatica, quindi viva il sito di Trenitalia che mi snocciola tutti i biglietti che pago dal divano con la velocità di Masterpass.
Masterpass è un portafoglio digitale che ho attivato gratuitamente sul sito della mia banca.
Mentre mi registravo, ho associato al wallet le mie carte e gli indirizzi di spedizione.
Questo mi consente di evitare lo sbattimento di digitare, ogni volta che acquisto online,  tutti i miei dati: mi basta scegliere Masterpass come metodo di pagamento, autorizzare l’acquisto usando user name e password associate e ho fatto!
La totale tranquillità nel pagamento è garantita dai sistemi di sicurezza Mastercard dedicati che rendono la transazione impossibile da ripetere e inoltre i dati restano al sicuro: anagrafica, carte di pagamento e indirizzo di spedizione si inseriscono all'attivazione del servizio e poi non sarà più necessario digitarle al momento dell'acquisto.
Non so se questo l'abbiano fatto per mia madre.



Di sicuro non c'è speranza per quelli che vanno al bancomat e lasciano lì i soldi che prelevano, questa purtroppo però è una storia di seconda mano, perché se fossi arrivata io allo sportello e avessi trovato un bigliettone da cinquecento euro non so cosa avrei fatto.



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