23 ott 2017

Perdere qualcosa in viaggio e non ritrovarlo mai più, o forse sì

Vi è mai capitato di perdere qualcosa durante un viaggio?
A me è capitato ed ho attraversato momenti di panico, disperazione, autocommiserazione, pugni in faccia.


Dal metodo Furio al metodo Merdone

Ogni volta che mi accingo a preparare le valigie per un viaggio o per un weekend entro nella modalità del divino Furio: osservo le previsioni meteo, conto i giorni del viaggio, penso a ciò che farò di giorno e di sera, pianifico gli outfit, scelgo i vestiti, le scarpe, le borse e gli accessori del caso.
Dispongo tutti i capi perfettamente suddivisi per categoria sul letto e creo pile ordinate, mettendo alle estremità superiori e inferiori le cose che si gualciscono meno, ripongo le scarpe nei sacchetti di stoffa, spruzzo la valigia col mio profumo del momento e riempio qualunque scomparto con metodica precisione, colmando gli eventuali spazi irregolari rimasti con oggetti piccoli quali foulard, sciarpe, occhiali.
Finisce sempre che qualcosa dentro non ci sta e dai buoni propositi alla Furio precipito nel metodo merdone.


Il metodo merdone consiste nell'aumentare il numero dei bagagli dall'auspicato 1 fino all'infinito.
Non so voi ma io odio il metodo merdone, eppure ci casco sempre.
Quando viaggio da sola, in aereo o in treno che sia, vorrei avere un solo pezzo a cui badare per ovvie ragioni di comodità, praticità, contenimento dell'ingombro, ecc.
Anche in auto è comunque scomodo avere mille borsoni perché in un viaggio più lungo e itinerante cambio spesso hotel e dunque fare il check-in per una notte arrivando alla reception con 6 bagagli - manco fossi Monica Bellucci al Festival del Cinema - è ridicolo, ma tant'è.

In occasione del viaggio marziano in Olanda di cui presto vi racconteremo er mejo ho voluto sfoggiare il mio nuovo trolley rigido e compatto color cipria perlato ma il meteo del nord Europa non aiuta, vuole l'outfit cipolla e gli strati di roba occupano subito spazio, compreso il gilet di pecora col quale volevo fare la foto davanti ai mulini a vento. Priorità.
Sicché le millemila bustine di stoffa che contenevano beauty-toeletta, make-up, farmacia-che-non-si-sa-mai e spine per ricaricare tutti i dispositivi sono finite in un sacchetto di nylon blu con le stelle verdi, affinché potessi portarlo in aereo e passare i controlli spacciandolo come borsa oltre al trolley-bagaglio-a-mano.

La ricostruzione del fattaccio

Succede che la mattina in cui io e Rossana avremmo lasciato Rotterdam per andare a L'Aia, abbiamo fatto il check-out dall'hotel e coi nostri bagagliucci sottobraccio siamo andate alla fermata del bus poiché, prima del viaggio, ci attendeva una modesta scofanata di pancakes.
Ci siamo sedute sulla panchina, Rossana instragrammava i suoi capelli rossi ambientati in Olanda, io agonizzavo in preda al torcicollo infame.
Arriva il bus, saliamo, colonizzo due posti, uno per me, uno per Rossana il trolley.
Approdiamo alla fermata col miraggio dei pancakes, scendiamo. O meglio: Rossana e i nostri amici scendono, io mi trascino giù ricolma di assenzio.
Esco per un attimo dallo stato di torpore del torcicollo e grido Rossanaaaaaaaa, ho lasciato un bagaglio alla fermata del buuuuuuuussssss!
Il mio sacchetto blu con le stelle verdi ripieno di toeletta, make-up e spine per ricaricare la vita.


Lascio il mio trolley a Rossana che intanto ha l'agio di ordinarsi assieme agli altri compagni di viaggio i pancake salati col bacon croccante e, in preda allo snocciolamento di tutti i Santi del calendario, risalgo sul bus per fare il percorso al contrario e confidare nel miracolo: ci sarà il mio sacchetto sotto alla panchina della fermata?
Ovviamente no.
Raggiungo tutti con la ferale notizia e parlo con la Rotterdam che conta: qualora il sacchetto fosse ritrovato dovrebbero comunque passare almeno un paio di giorni prima che il centro oggetti smarriti ne venga a conoscenza e in possesso.
Tutto ciò, detto in inglese e senza l'enfasi italiana che saprebbe infondere fiducia e speranza pure a Cappuccetto Rosso dinnanzi alle fauci del lupo, mi faceva risuonare in testa le campane a morto.
Mi aspettavano i pancakes dolci alla banana che non sono riuscita manco a finire.


L'epilogo

In tutto ciò avevo involontariamente tirato il pacco alla mia amica-instagram Fabiana ByeByeSalsiccia, italiana che vive a Rotterdam e che era passata nel luogo dei pancakes affinché ci conoscessimo di persona.
Le racconto il fattaccio e lei qualche giorno dopo mi segnala il link del sito iLost, Lost & Found, perso e ritrovato, il mio miraggio.
Prova a tenerlo d'occhio - mi dice Fabiana - magari trovi il tuo bagaglio.
SEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE - penso io, abituata a quel mood tutto italiano che sì, conforta pure Cappuccetto Rosso nel bosco ma poi arriva il lupo e il tuo bagaglio lasciato alla fermata del bus è un lost and forgettalo subito che tanto cosa ti credi?!


Infatti guardo, niente.
L'indomani riguardo, niente.
Nelle vene mi scorreva l'inventario del contenuto, poteva andarmi molto peggio però: c'erano gli occhiali da vista, le spine della macchina fotografica, dello smartphone e di altri dispositivi, la pillola (lo chiameremo Erasmo?!), la tachipirina, il blush e il correttore di Nars (già solo questi due sono più di 60 euro a ricomprarli: sosssoldi, sosssacrifici), il termometro digitale, il liquido e il porta lenti a contatto, una trousse di Prada, un pennello per il trucco che non-lo-trovo-più-così, della bigiotteria troppo bella compresa una collana regalatami da una cara persona e un paio di orecchini ovali tartarugati appena comprati.

Il 5 ottobre riguardo il sito: il mio sacchetto blu con le stelle verdiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!
Guardatelo anche voi e commuovetevi.


Qualche onesto (un marziano evidentemente) l'aveva ritrovato e consegnato a chi si occupa della gestione oggetti smarriti. Io così come nella gif sopra per almeno un'ora. E' magia.
Ho dimostrato che fosse mio scrivendo dove l'avevo smarrito e cosa c'era dentro, ho atteso la loro conferma e ho chiesto la spedizione internazionale per 30 euro. Ah ok, caruccia 'sta shipment ma tanto Nars si farebbe pagare di più perciò ok subito e con tanto di ola.
Dovevo solo capire se dentro ci sarebbe stato tutto.
Dopo una settimana il pacco arriva e c'era tutto. (Riguardare la gif di Aldo Baglio).

Ora rileggete tutta questa storia, ambientatela in una qualunque località italiana e fermatevi prima dell'epilogo. Come sarebbe andata a finire?

Amici, se dovete perdere qualcosa, perdetela a Rotterdam.

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