08 nov 2017

Piccoli oggetti di culto per l'home decor: i fiammiferi

Oggi si sprofonda in una delle più ambite collezioni anni 80, quella delle scatolette di fiammiferi che riempiva vasi e cesti dei salotti delle case di coloro che viaggiavano e frequentavano molti locali e ristoranti.
I fiammiferi, amati dai fumatori molto più degli accendini a gas e a petrolio perché non alterano l'aroma della fumata, erano spesso il cadeau che si riceveva al momento di pagare il conto della cena alla cassa, qualcosa di più di un biglietto da visita perché era un oggetto utile che, per grafiche originali e colori accattivanti, è subito diventato un must da collezione.


Ci sono locali storici che hanno ripreso questa moda vintage offrendo ai loro clienti le ambite quanto più rare scatoline, ci sono brand e designer che stanno cominciando a proporre dei piccoli oggetti di culto, come ad esempio Vitra e Hay.

Ormai sappiamo che ci sono quei momenti in cui persino scarpe e borse diventano banali e ci facciamo sorgere esigenze d'acquisto cazzaro che persino Antonio Razzi in confronto parrebbe un intellettuale illuminista.
Ma a tutto c'è un alibi e una spiegazione: il fiammifero, specie quello lungo, si rende necessario, ripeto necessario, quando le candele in vetro stanno per terminare. Avete mai provato ad accenderle con un comune accendino?
Si incastra la mano nel vasetto, no, non ci entra, metto il vasetto a testa in giù, fiammata, vasetto nero, unghie carbonizzate, cera colata, candela spenta.
Già basta e avanza.
Ok, c'è l'accendino lungo ma c'è il piacere dell'atmosfera retrò, ci sono l'ipnosi e la bramosia create dal profilo instagram Matchbook Diaries (guardatelo, pieno di scatolette meravigliose) e tutto ciò è evidente che farebbe molto pregio casuale sul tavolino del salotto.
Wanna be piccola fiammiferaia.


Questi sono quelli che ho preso l'anno scorso da mettere in bella vista in salotto
(si trovano su Amazon oppure su Graham and Green)


I fiammiferi di Vitra
(si trovano alla Rinascente di Milano o su MiliaShop)

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