19 feb 2018

Il magico mondo di Gucci: le nuove borse vintage, le t-shirt dell'ambulante e il tributo al cane

Mentre Valentino è sempre il gran classico chic, Moschino il provocatore che plana su Tamarreide e Dolce&Gabbana il calore e il sapore dell'italianità verace, Gucci per me è l'attrazione fatale che ondeggia tra il sadico piacere di annusare i cassetti della nonna per sentirne la naftalina, un'indimenticabile giornata al luna park e quel burlone del fantasma di Canterville.



Le nuove borse vintage può sembrare un ossimoro e invece no: la collezione Cruise 2018 di Gucci, tra le tante borse, ripropone ben più di dieci modelli molto simili a quelli vintage degli anni settanta con qualche dettaglio rivisitato nella tracolla, nei charms della cerniera, nel colore della fodera interna, nei ricami coi draghi o nella forma inedita, come ad esempio i marsupi. Il richiamo al vintage è fortemente rievocato dalla combinazione di colori, pelle e tessuto e dall'utilizzo del monogram tradizionale.
Nuove costano dai mille euro in su, se invece le trovate in mezzo alla naftalina dei parenti è gratis.
Come ha già fatto qualche fortunella, andate e rovistatene tutti.










Poi c'è il capitolo t-shirt di Gucci che indossano tutti ma che sembra tratta dalla collezione Estate 1998 ambulante sulla battigia di Rimini. E questa cosa me la spiego poco e male.
Sicuramente diverse fashion icon e influencers avranno ricevuto la pezza in cotone come cadeau, trasformandosi in un manifesto ambulante del brand, diversamente è stata acquistata per €390 e la resa (come per queste scarpe di Chanel) è pari al tarocco della peggior specie.
A volte risparmiare è bello.










Gucci ancora si conferma un mostro della comunicazione nonché un fedele amico della Cina e, per celebrare il capodanno cinese, lancia una capsule collection di ben 63 pezzi dedicati al cane, l'animale fortunato e celebrato in questo 2018.
Maglioni, felpe, bomber, polo, gonne, cappelli, borse, zaini, gioielli con il ricamo o la stampa di Bosco e Orso, i boston terrier del direttore creativo Alessandro Michele, illustrati da Helen Downie (Unskilled Worker) con la quale prosegue il sodalizio artistico nato nel 2015.
Non vedo l'ora che sia il 2019 per godermi la capsule dedicata all'anno del maiale.



Uno dei boston terrier di Alessandro Michele: sarà Orso oppure Bosco?








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