14 mag 2018

La plastica trasparente per le persone very che non sudano

Se fosse una canzone sarebbe Un amore di plastica di Carmen Consoli.
Se fosse una città sarebbe Venezia, sempre super accessoriata in fatto di impermeabilizzanti last minute per l'acqua alta e l'acqua piovana.
Quelle cose di plastica di cui solitamente amano bardarsi i turisti.
Quelle cose di plastica di cui invece adesso dovremmo bardarci tutti.


Lo dicono Chanel, Valentino, Anya Hindmarch, Tibi, Balmain, Calvin Klein, Marc Jacobs ed altri eventuali: sandali, scarpe, borse, impermeabili, cappelli, visiere.
Tutta roba trasparente da persone very e veramente appiciccaticce, perché se fosse una sensazione si tradurrebbe in: materiale azzeccato all'epidermide al punto tale da provocarne la superficiale esfoliazione e sbiadimento.


Pensate a un piede fasciato per 4 ore da un sandalo con una fascia in pvc di 5cm: c'è la garanzia soddisfatti o rimborsati che poi si avrà la pallida stigmate anche su un'abbronzatura maldiviana. E non si può nemmeno prevenire col borotalco perché il fattore trasparenza non ci va d'accordo.

Ma accantonato il capitolo calzari del demonio e contatto diretto con la pelle, potremmo ritrovarci con inedito piacere a fare un revival dei cappelli e degli impermeabili trasparenti che ci metteva la mamma da bambine (o solo io ho subito questa poracciata?).
Se fatti bene, con impunture e cuciture ridotte all'essenziale, gli impermeabili trasparenti sono anche un alleato ideale per mostrare l'outfit prescelto preservando lui e noi da pioggia o vento. E i cappelli sono così ingenuamente chic.

Zara




Amazon per essere alla moda con pochi euro


Quando mia mamma mi bardava di poracciate trasparenti io avevo la faccia felice come la modella Chanel

Le trovo divine!


Mi sa che lei s'è presa quello di Amazon



Emilio Pucci




Il più discreto







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