23 lug 2018

Unghie, smalto e bestemmie

Se c'è una cosa che mi ha sempre fatto imprecare è la questione unghie: taglia, accorcia, lima, falle pari, metti lo smalto, togli lo smalto, toglielo bene però e centinaia di annessi.
Ahimé, facevo parte della schiera di quelli che se le mangiano, ma sono fortunatamente evasa dal gruppo in un giorno qualunque dei miei sedici anni in cui sono entrata all'improvviso in un rehab a base di unghie finte più brutte di quelle di Chantal della Salaria.


E così si è dato il via alla mia prima fase infantile e adolescenziale delle bestemmie sulle unghie con:
- madre che mi ammorbava sul divano quando mi sorprendeva a rosicchiare le unghie (sempre);
- madre che mi inseguiva con la boccetta di un liquido amaro da spennellarmi sulle unghie che, a suo dire e a suo sperare, mi avrebbe dissuasa dal proseguire col vizietto;
- io che leccavo il suddetto veleno fino a farlo scomparire per poi riprendere il nutrimento di sussistenza;
- io che smetto di mangiarmi le unghie e le voglio subito lunghe e bellissime come quelle di Moira Orfei e decido di investire i capitali dell'adolescenza in unghie biadesive;
- unghie biadesive che non avevo voglia di colorare e quindi sfoggiavo con fierezza nella nuance osso di mummia del paleolitico;
- unghie biadesive che perdevo senza accorgermi;
- io che giravo con l'unghietta sfigata ricoperta di adesivo.




Ma intanto per fortuna le unghie vere crescevano e crescevano e, per negazione delle mezze misure, decisi che non le avrei tagliate mai più, fino a che pensai bene di iscrivermi in conservatorio.
- pianoforte complementare è una materia obbligatoria, ti devi tagliare le unghie a zero.




Le bestemmie di tutti

Ma al di là delle bestemmie soggettive nelle quali, forse qualcuna di voi potrà riconoscersi come forse no, ci sono senz'altro le bestemmie collettive, quelle che a più riprese ci hanno mutate tutte in cordiali Freddy Krueger.

C'è la fase fallimento della coltivazione biologica:
- unghie aride che si spezzano, si sfaldano e si librano a pezzi nell'aere, nonostante tutti gli indurenti del mondo e nonostante siamo sicure di assumere abbastanza calcio.

C'è la fase ce l'avevo fatta e invece no:
- tutte lunghe e bellissime ma una ci abbandona e noi ci tormenteremo per 24 ore, 17 di veglia e 7 di sonno agitato: ma adesso le devo tagliare tutteeeeeeeeeeeeeeeeeeee?
Le unghie sono l'unico sport in cui vince la minoranza: il risultato è 1 a 9 e vince quella stupida da 1.



C'è la fase limatura e scelta della forma:
- le volevi leggermente squadrate e ti escono le Vigorsol;
- le volevi stondate e capisci di non essere Giotto;
- le volevi solo fare regolari e ti escono a forma di faccia di Totò;
- le volevi a mandorla e ti escono i pinoli.

Le Vigorsol

C'è la fase gel / ricostruzione:
- e c'è la stagista che con generosità ti avvolge in strati di smalto così sottili che devi prenotare il rogito dal notaio, wow ma che effetto naturale!
- ci rivediamo per la rimozione? No, ma poi lo rimuovo da sola a morsi.



C'è la fase metto lo smalto tradizionale:
- no, la base stavolta non la metto perché ho fretta: ottima scelta col viola glitterato che ti regalerà un'inimitabile mutazione genetica dello strato ungueale che studieranno nel 3899 dopo il ritrovamento del tuo sarcofago;
- vado con calma perché lo devo mettere bene come fa l'estetista: alla quarta unghia lo smalto scende a cazzuolate fino ai polsi;
- la minaccia della texture lenzuola che incombe...
- la puntuale manifestazione del merdosissimo effetto lenzuola che scopriremo solo domattina, per iniziare la giornata alla grandiosa proprio.






Ogni quanto hai le unghie in ordine e ben fatte?






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