7 set 2018

Starbucks ha aperto a Milano: tutto quello che c'è da sapere e tutte le foto (e perché non è il solito Starbucks)

Ci sono voluti 47 anni dalla sua fondazione e più di 28.000 caffetterie in 70 paesi del mondo prima che Starbucks si decidesse ad approdare anche in Italia, patria dell'espresso in cui «agli italiani non piacciono le tazze di plastica, loro non considerano neanche la possibilità di prendere il caffè fuori dal bar, bevendoselo mentre camminano o guidano».
Antiche parole di Howard Schultz, da sempre Mr. Starbucks, fondatore e oggi presidente emerito di una compagnia dal "povero" fatturato di 22 miliardi di dollari.
L'Italia era il suo sogno e, tanto Milano fu la sua ispirazione durante un viaggio nel 1983, quanto a più riprese ha dubitato di potercisi insediare con successo.
Ma nel frattempo Starbucks si è idealizzato, è entrato a far parte del mito americano, delle cose belle di New York e dei viaggi: è il locale che abbiamo visto in tutti i film e nel quale siamo andati a immolare il nostro nome, scritto sbagliato su un bicchierone da asporto che ci avrebbe bruciato le mani dopo averci bruciato il portafoglio.
E ci piaceva tanto perché da noi non c'era.
Da noi dove c'è tutto, dove arriva tutto, dove possiamo avere tutto, dove la moda è tutto.


Quasi cinquant'anni di esperienza e di meditazione hanno fatto sì che l'apertura di Starbucks a Milano non fosse affatto come quella che ci si poteva immaginare.

Il classico concept store coi bicchieroni bianchi e col logo verde con la sirena? Dimenticatelo.
Anzi no, rimandatelo a fine anno, quando proprio in questo stile apriranno almeno altri due Starbucks a Milano (Garibaldi e Malpensa?) gestiti in franchising dal gruppo Percassi.

In piazza Cordusio, nello storico palazzo Broggi di fine 800, ex sede della Borsa ed ex palazzo delle Poste, ha inaugurato ieri e aperto oggi la Starbucks Reserve Roastery, la caffetteria con torrefazione più grande d'Europa.



2.300 metri quadrati di un locale pieno di stile e design italiano come segno di profonda stima e omaggio alla nostra cultura: pavimento alla palladiana di marmo italiano posato a mano, lampadari nel design anni 70 in vetro di Murano, blocchi di marmo a lastra unica per gli scenari banconi dei bar, una sirena in bronzo e una sirena in marmo, tutto fatto in Italia.
Come italiano è il cibo, quello buono di Princi, quello che Milano già conosce e apprezza dal 1986, "quando ancora era tutto difficile perché io a Milano ero solo il terrone dell'Aspromonte" come mi dirà Rocco in una commovente chiacchierata, quello capace di stenderti a terra con una torta al cioccolato e di elevarti al cielo coi lievitati salati cotti nel forno a legna.
Princi è già da tempo l'orgoglio italiano negli Starbucks e nelle Roastery di Londra, Shanghai, Seattle. Naturale e più che gradito che fosse anche nel primo Starbucks d'Italia, dove abbiamo il vizio del palato soddisfatto a modo.
Il debutto milanese ha quindi lo stile e il sapore del lusso.
Ma frappuccini, pumpkin spice latte, blueberry scones e brownies al doppio cioccolato si confermano rimandati a breve con l'operato di Percassi.

Qui il caffè rimane protagonista con 8 tipi di estrazione e moltissime miscele alla carta tutte Arabica; ci sono scenografici metodi di filtrazione ed estrazione che comprendono anche il nitrogeno alla spina!
La qualità è superiore, i chicchi sono selezionati e lavorati nella maestosa torrefazione a vista intorno alla quale si sviluppano tutte le aree di ristoro: il Main Bar con le creazioni esclusive della Roastery, il Princi Bar dolce e salato, lo Scooping Bar per acquistare le miscele da gustare a casa selezionate e tostate in loco e l'Arriviamo Bar luogo alcolico di mixology e cocktail a base di caffè. La Terrace è l'area all'aperto con i dehor in bronzo e non mancano i corner con i gadget col logo della Roastery (la stella e una R) e con ricercati oggetti di design.

Quasi 300 persone in formazione da giugno, incredibilmente sorridenti e felici. Forse perché è il primo giorno - dico io - ma vengo subito smentita dall'esperto della tostatura del caffè che tra anni di lavoro a Londra, Amsterdam e Dubai ha in curriculum più Starbucks di tutti.

Finalmente Starbucks è arrivato. L'ha fatto in grande stile ed è solo l'inizio.

La Reserve Roastery di Milano in Piazza Cordusio, aperta tutti i giorni dalle 7 alle 22

La terrace

La prima sirena: questa in marmo è situata prima dell'ingresso





Palladiana ovunque


Il pregiato bancone in marmo di Calcatta da lastra unica

La visione dall'alto della Roastery con il silo rivestito in rame




Le pasticceria di Princi

Le varie fasi del caffè che qui arriva ancora verde e pronto per la tostatura

Notare il copribarba a retina super invisibile

Sì, Mr. Starbucks sta guardando proprio te!

Il ringraziamento di Howard Schultz all'Italia cui deve solo ispirazione e gratitudine

I lampadari fatti a Murano

Una degustazione di caffè della miscela Hawaii

"Non c'è nulla come un sogno per creare il futuro"


L'impianto di torrefazione: viene tostato quasi un quintale di caffè al giorno che verrà utilizzato e venduto nella Roastery di Milano ed esportato in altri Starbucks del Sud Europa.
Il quantitativo in realtà non è molto rispetto ad altre torrefazioni di Starbucks, perché i chicchi che arrivano nella Roastery milanese sono una selezione di qualità superiore.

Il tabellone a palette, brevetto esclusivo dell'azienda Solari usato nelle stazioni e negli aeroporti di tutto il mondo dal 1956

Il Princi bar salato

La panificazione

Con Rocco Princi, creatore assoluto di bontà
(Notare il forno a legna a sinistra)

Il logo della Reserve Roastery e dei bicchieri d'asporto


Ho apparecchiato il tavolo con le tentazioni supreme
(ma ci sono anche le insalate, la pasta, la parmigiana di melanzane)

Il corner shop


Gli oggetto di design di artisti italiani


I miei primi assaggi: la sacher di Princi e il Piemontese, ovvero espresso doppio con latte di nocciola: davvero divini. Il costo di questa colazione è sui 12/13 euro: un po' elevato come in tutti gli Starbucks.
Qui il caffè costa 1,80. Cappuccini e cioccolate 5/6 euro.
Le torte mediamente sui 6,50.
Altra esperienza da provare il gelato all'azoto: super cremoso e fatto al momento.

La sirena di Starbucks realizzata in bronzo




Cose da fare in tutti i prossimi Starbucks milanesi

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